🟢Borse in recupero, Warsh raffredda le attese sui rialzi Fed. Rimbalzo dei chip in Asia, Treasury al 5,09%
I mercati provano a lasciarsi alle spalle una settimana difficile, sostenuti dal recupero dei titoli tecnologici e soprattutto dalle parole del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh, che ha evitato di preparare il terreno per un nuovo rialzo dei tassi nonostante gli ultimi dati sull'inflazione superiori alle attese.
L'MSCI Asia Pacific guadagna l'1,4%, il Topix l'1,8% e Hong Kong l'1%. In Corea il Kospi rimbalza fino al 4% prima di limare i guadagni al 2% , con Samsung Electronics e SK Hynix entrambe in rialzo dopo il violento sell-off dei semiconduttori delle ultime sedute. In Europa i future sull'Euro Stoxx 50 avanzano dello 0,8%, mentre S&P 500 e Nasdaq 100 indicano un'apertura leggermente positiva, intorno al +0,1%.
👉Warsh non si sbilancia: probabilità di rialzo Fed scende al 15%
Il principale elemento di sollievo arriva dalla Fed. Dopo un'inflazione americana risultata questa settimana più forte delle attese, il mercato temeva che Warsh potesse assumere un tono decisamente più aggressivo. Nel suo intervento a Bangkok, il presidente della Fed ha invece evitato qualsiasi indicazione esplicita sulla prossima riunione.
“Non anticipo le decisioni delle riunioni.”
Warsh ha ricordato che la Fed ha già “rimosso una dose di accomodamento” con il rialzo di 25 punti base di settembre, il primo dal 2023, ribadendo l'impegno a garantire la stabilità dei prezzi senza indicare la necessità di un altro intervento immediato.
La reazione è stata evidente sulle aspettative di politica monetaria: la probabilità implicita di un rialzo già questo mese è scesa al 15%, da oltre il 25% di ieri. Il dollaro ha perso terreno e questa mattina rimane debole dopo il -0,3% della seduta precedente, la flessione giornaliera più ampia da oltre un mese.
👉AI e produttività: un passaggio importante di Warsh
Interessante anche il riferimento di Warsh all'intelligenza artificiale. Il presidente della Fed ha sottolineato i potenziali benefici dell'AI sulla produttività dell'economia americana. Il tema ha una rilevanza diretta anche per la politica monetaria: una maggiore produttività consente teoricamente all'economia di crescere più rapidamente senza generare la stessa pressione sui prezzi.
È un messaggio che arriva proprio mentre il mercato sta mettendo in discussione le valutazioni e soprattutto i ritorni degli enormi investimenti realizzati nel settore.
Nelle ultime settimane abbiamo visto accumularsi gli avvertimenti sull'AI, dalle parole di Ray Dalio fino a quelle del CEO di Broadcom Hock Tan, mentre il comparto dei semiconduttori ha subito una correzione violenta.
Questa mattina arriva almeno una tregua.
👉Chip in rimbalzo: Kospi +2%
Samsung Electronics e SK Hynix recuperano entrambe oltre il 4% sui massimi intraday, permettendo al Kospi di rimbalzare fino al 4% dopo essere sceso ieri sulla chiusura più bassa da aprile. In chiusura poi ha dimezzato i guadagni.
Bloomberg parla per il momento soprattutto di rimbalzo tecnico, mentre gli operatori continuano a cercare un punto di stabilizzazione dopo l'aumento della volatilità.
Il test continuerà con le trimestrali. Il mercato vuole capire se la crescita degli utili riuscirà a giustificare gli investimenti e le valutazioni raggiunte dai protagonisti della corsa all'intelligenza artificiale.
👉Un segnale molto forte arriva intanto da Schneider Electric, che ha registrato la crescita delle vendite più elevata degli ultimi cinque anni e ha alzato per la seconda volta quest'anno la guidance, sostenuta proprio dalla domanda dei data center.
È un dato interessante perché mostra come, al di là delle oscillazioni borsistiche dei titoli AI, la costruzione dell'infrastruttura fisica continua a produrre una domanda molto robusta.
👉Treasury al 5,09%, ma il problema dei rendimenti resta sul tavolo
Sul mercato obbligazionario il Treasury decennale rende questa mattina circa il 5,09%, in rialzo di 3 punti base dopo il rally registrato nella seduta americana. Il livello rimane elevato, ma il ridimensionamento delle aspettative per un nuovo rialzo immediato della Fed riduce almeno temporaneamente la pressione.
Il rapporto tra tassi e azioni rimane uno dei passaggi più delicati di questa fase. Finché la crescita degli utili resta sufficientemente forte, Wall Street può convivere anche con rendimenti elevati. Un'ulteriore accelerazione dei Treasury aumenterebbe però il costo del capitale e renderebbe progressivamente più difficile giustificare multipli elevati, soprattutto nei settori growth.
Anche il petrolio concede una tregua: il Brent perde lo 0,7% a 105,20 dollari, mentre il WTI scende dello 0,7% a 97,30 dollari. L'oro è stabile intorno a 4.172 dollari.
❗️Banche europee: da Wall Street arriva un segnale poco incoraggiante
Accanto al recupero generale dei mercati emerge però un tema particolarmente interessante per l'Europa: i risultati delle banche americane hanno evidenziato una forte debolezza nel trading obbligazionario, e Bloomberg ritiene che lo stesso fenomeno possa emergere nelle prossime trimestrali delle banche europee.
Nel terzo trimestre i ricavi delle divisioni fixed income delle grandi banche americane sono diminuiti mediamente di circa il 5%.
JPMorgan ha registrato il primo calo su base annua dei ricavi FICC da oltre due anni, mentre Morgan Stanley ha realizzato il secondo trimestre più debole degli ultimi tre anni. Particolarmente forte il calo di Bank of America, -17%, più di tre volte la media del gruppo. Citigroup rappresenta l'eccezione.
Il rialzo dei tassi sta infatti rendendo più difficile il contesto per i desk obbligazionari: frena le emissioni di debito, aumenta l'incertezza sulla politica monetaria e rende alcuni clienti meno propensi ad assumere posizioni importanti.
👉Société Générale attesa a -10% nel fixed income
Ed è interessante collegare questo dato all'analisi che abbiamo fatto nei giorni scorsi sulla maggiore debolezza di Société Générale.
Secondo il consensus raccolto da Bloomberg, i ricavi fixed income e currencies di SocGen sono attesi in calo del 10% nel terzo trimestre, la contrazione maggiore tra le principali investment bank europee.
Sono previsti ricavi FICC in diminuzione anche per Deutsche Bank, BNP Paribas e UBS, mentre Barclays rappresenterebbe l'eccezione.
Questo ci offre un ulteriore elemento per interpretare la recente sottoperformance di Société Générale: oltre alle tensioni sul debito francese e alle prese di profitto dopo il fortissimo rally precedente, il mercato sta iniziando a incorporare anche un deterioramento delle aspettative sui ricavi da trading obbligazionario.
E rispetto agli Stati Uniti c'è un'altra differenza. Le grandi banche americane possono compensare parte della debolezza del fixed income attraverso la maggiore forza dell'equity trading. Per molte banche europee questa compensazione è meno evidente.
Le prossime trimestrali saranno quindi particolarmente importanti.
Barclays pubblicherà il 22 ottobre; UBS, Deutsche Bank e BNP Paribas il 28 ottobre; Société Générale il 29 ottobre.