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Come Don Chisciotte PIU' SALUTE di Valentina Bennati

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Non c’è niente di più incontrollabile di una persona sana, consapevole e felice.

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Channel NameCome Don Chisciotte PIU' SALUTE di Valentina Bennati
Username@cdcpiusalute
CategoryFitness e Salute
Languageitaliano
CountryItalia
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Created26 apr 2026
Last Updated17 ott 2026 • 5 giorni fa
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Ultimi post

❇️ Non è solo una questione di testa

Ansia, agitazione e umore basso non dipendono soltanto da ciò che viviamo o dal nostro modo di affrontare le difficoltà. Anche l’intestino può avere un ruolo, attraverso il dialogo continuo tra microbiota e cervello.

I batteri intestinali partecipano a processi che coinvolgono sostanze come serotonina e GABA, importanti per il funzionamento del sistema nervoso. Il microbiota comunica con il cervello attraverso diverse vie, tra cui il nervo vago, e può contribuire a influenzare le risposte allo stress e l’equilibrio emotivo.

Quando questo delicato sistema si altera, anche la comunicazione tra intestino e cervello può cambiare. Per questo da qualche anno la ricerca sta approfondendo il possibile ruolo del microbiota nella salute mentale e studiando anche diverse sostanze naturali, compresi i composti presenti in alcuni funghi medicinali, per i loro effetti sul benessere intestinale e sulle funzioni nervose.

Non significa che ansia e tristezza siano sempre riconducibili a una disbiosi, né che intervenire sul microbiota possa risolverle da solo. Significa, piuttosto, riconoscere che la salute non si costruisce separando intestino, cervello e vissuto emotivo. Alimentazione, qualità del sonno, gestione dello stress e attenzione all’equilibrio intestinale possono essere tasselli importanti di un percorso integrato di benessere.

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2,0700039
❇️ Trovare la forza di andare avanti

La vita lascia che tu cada una e un’altra volta,
fino a che
non ti decidi ad imparare la lezione.

(Frase attribuita a Bert Hellinger)

*

A volte la vita ci mette davanti alle stesse difficoltà, agli stessi errori, alle stesse ferite. E forse, in certi momenti, fermarci a guardare ciò che stiamo vivendo può aiutarci a capire qualcosa di noi, a cambiare direzione, a trovare una strada diversa.

Credo, però, che non sempre il dolore nasconda una lezione da imparare. Ci sono prove che non avremmo mai voluto affrontare, ferite che faticano a rimarginarsi, assenze che nessuna parola può colmare. Ci sono ingiustizie che restano tali, persone che ci vengono strappate troppo presto e vuoti che nessuno potrà mai riempire.

Eppure, anche quando non possiamo cambiare ciò che è stato, può arrivare il momento in cui troviamo la forza di fare un passo avanti. Non per dimenticare, non per giustificare, non perché il dolore sia passato, ma perché la vita, nonostante tutto, merita ancora di essere vissuta.

Ci sono ferite che non si rimarginano mai del tutto.
Eppure, anche con quelle ferite nel cuore, possiamo trovare la forza di andare avanti, senza smettere di amare.

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4,2400054
❇️ Prima della gravidanza, conta anche la vitamina B12 del padre

Quando si parla di nutrizione in vista di una gravidanza, l’attenzione si concentra soprattutto sulla futura madre. Ma anche la salute nutrizionale del padre potrebbe avere un ruolo.

Uno studio pubblicato su Annals of Internal Medicine ha osservato un’associazione tra livelli più elevati di vitamina B12 in entrambi i genitori prima del concepimento e una minore prevalenza di difetti congeniti.

Un dato che amplia lo sguardo sulla salute riproduttiva e invita a considerare la preparazione alla gravidanza come un percorso che coinvolge entrambi i genitori.

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Annals of Internal Medicine

Periconception Parental Red Blood Cell Folate, Vitamin B12, and Birth Defects in Offspring: A Prospective Cohort Study: Annals…

Background: Maternal folic acid prevents neural tube defects, but associations of parental folate and vitamin B12 with birth defects remain unclear. Objective: To quantify associations of parental vitamin B12 and red blood cell (RBC) folate with offspring…

3,6300018
❇️ Vitamina K2 e nattokinasi: cosa rende speciale il natto

Il natto è un alimento tradizionale giapponese ottenuto dalla fermentazione della soia grazie al batterio Bacillus subtilis. Ha un sapore deciso e una consistenza filamentosa che possono non incontrare subito il gusto occidentale, ma presenta un interessante profilo nutrizionale: apporta proteine, fibre e vitamina K2, in particolare sotto forma di menachinone-7 (MK-7), una variante caratterizzata da buona biodisponibilità e da una permanenza prolungata nell’organismo.

Questa vitamina contribuisce alla normale coagulazione del sangue e al mantenimento delle ossa. È inoltre studiata per il possibile ruolo nella regolazione del calcio e nella prevenzione della calcificazione delle arterie.
La fermentazione produce anche nattokinasi, un enzima che ha attirato l'interesse dei ricercatori per la sua attività fibrinolitica, cioè la capacità di favorire la degradazione della fibrina, coinvolta nella formazione dei coaguli.

In Giappone il natto si consuma spesso a colazione, accompagnato da riso caldo, cipollotto o senape. Per avvicinarsi al suo gusto particolare e provarlo, si può iniziare con piccole quantità, aggiungendolo al riso o ad altri piatti.
Dove trovarlo in Italia? Il natto è ancora un prodotto di nicchia, ma si può acquistare online presso negozi specializzati in alimenti giapponesi, generalmente in vaschette monoporzione surgelate. Tra le possibilità ci sono Oriental Italia e Sushi Sushi. Esistono anche produzioni artigianali italiane, come quella proposta da AlPassoFood.

Una precauzione importante: la vitamina K può interferire con gli anticoagulanti antagonisti della vitamina K, come il warfarin.
Se assumi questi farmaci, meglio consultare il medico prima di introdurre il natto nella tua alimentazione.

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4,5100031
❇️ Diabete di tipo 2 a esordio precoce: remissione nel 54% dei casi con dieta ed esercizio fisico

Dieta ipocalorica e attività fisica strutturata possono fare la differenza nel diabete di tipo 2 diagnosticato in giovane età. A evidenziarlo è uno studio clinico randomizzato, pubblicato su The Lancet Regional Health – Americas00294-2/fulltext), che ha coinvolto 96 adulti con meno di 45 anni e obesità.

Dopo sei mesi, il 54% di chi aveva seguito un programma combinato di alimentazione controllata ed esercizio fisico supervisionato aveva raggiunto la remissione del diabete, contro il 4% del gruppo che aveva ricevuto le cure abituali.
Il programma prevedeva una dieta iniziale da 800–900 kcal al giorno, accompagnata da esercizi aerobici e di resistenza, e una successiva fase di mantenimento del peso.

Un risultato importante che conferma il ruolo centrale degli stili di vita nella gestione del diabete di tipo 2 e che dovrebbe aprire prospettive concrete per interventi mirati nelle persone più giovani.

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The Lancet Regional Health – Americas

Low energy diet plus supervised exercise vs. usual care alone in people with early-onset type 2 diabetes (RESET for Remission):…

High remission rates signal feasibility and efficacy of a combined LED and intensiveexercise intervention in EOT2D, justifying examination of synergistic benefits beyondremission.

6,5800022
❇️ Smart meter e salute: che cosa chiedono le associazioni al Parlamento

Atto Primo Salute Ambiente Cultura ODV, AMICA APS e Associazione Italiana Elettrosensibili APS hanno inviato il 2 ottobre 2026 una lettera ai parlamentari italiani e alle principali istituzioni competenti, accompagnata da una memoria tecnico-giuridica, per richiamare l’attenzione sulle possibili implicazioni sanitarie, ambientali e giuridiche della diffusione degli smart meter e dei sistemi di telelettura dei consumi energetici che utilizzano la radiofrequenza.

Le tre associazioni chiedono che venga applicato il principio di precauzione, che siano considerate le esigenze delle persone con ipersensibilità elettromagnetica e che siano garantite alternative concrete ai sistemi che utilizzano trasmissioni a radiofrequenza.
Sollecitano, inoltre, una revisione degli obblighi e delle scadenze previsti dalla normativa, alla luce delle questioni sollevate e dei diritti coinvolti.

Approfondisci le motivazioni scientifiche e giuridiche dell’iniziativa:

Leggi la lettera inviata ai parlamentari.
Consulta la memoria tecnico-giuridica allegata.

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4,2000024
❇️ Un frutto della Medicina Tradizonale Cinese contro l'Helicobacter pylori

Uno studio pubblicato sulla rivista Food & Function ha analizzato il potenziale del Mume Fructus, utilizzato da secoli nella Medicina Tradizionale Cinese, nei confronti di Helicobacter pylori.
I ricercatori hanno constatato che l’estratto ha mostrato un duplice effetto: inibire la crescita del batterio e ridurne alcuni fattori di virulenza, compresi quelli coinvolti nei processi che possono danneggiare la mucosa gastrica.

È molto importante non trascurare il patrimonio di conoscenze delle Medicine Tradizionali, frutto di secoli di osservazione e di utilizzo delle risorse naturali. Studiare queste conoscenze con i metodi della ricerca moderna può contribuire a individuare possibili applicazioni terapeutiche, aprendo un dialogo utile e necessario tra saperi antichi e scienza contemporanea.

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The Royal Society of Chemistry

The dual action of Mume Fructus against Helicobacter pylori: targeting bacterial viability and virulence

To tackle the global challenge of Helicobacter pylori antibiotic resistance, this study screened aqueous extracts from 17 edible plants with reported anti-

4,4900024
❇️ Ossido nitrico: tre abitudini per sostenerne la produzione

L’ossido nitrico (NO) è una molecola prodotta naturalmente dal nostro organismo, importante per la dilatazione dei vasi sanguigni e la regolazione della circolazione.
Come favorirne la produzione senza ricorrere necessariamente agli integratori?

1 - Non trascurare l’alimentazione. La produzione di ossido nitrico avviene principalmente attraverso due vie metaboliche. La prima utilizza l’arginina, un amminoacido che, grazie all’azione di specifici enzimi, viene convertito in ossido nitrico. La seconda parte invece dai nitrati presenti in alcuni alimenti, che vengono trasformati in nitriti grazie all’azione dei batteri presenti nella bocca e successivamente possono dare origine a ossido nitrico nell’organismo.
Ecco perché anche l’alimentazione può svolgere un ruolo importante: verdure a foglia verde, barbabietole e altri ortaggi ricchi di nitrati contribuiscono a sostenere questa seconda via di produzione. Una dieta varia ed equilibrata, che includa regolarmente questi alimenti e apporti un adeguato quantitativo di proteine, può quindi favorire i naturali meccanismi di sintesi dell’ossido nitrico.

2 - Muoviti ogni giorno. Camminare a passo sostenuto, salire le scale, nuotare o andare in bicicletta stimola i meccanismi che favoriscono la produzione di ossido nitrico e contribuisce alla salute cardiovascolare.

3 - Respira dal naso. Le cavità nasali producono ossido nitrico, che viene trasportato verso i polmoni durante l’inspirazione. Uno studio pubblicato nel 2002 ha osservato che il canticchiare a bocca chiusa aumenta notevolmente la concentrazione di ossido nitrico nell’aria espirata dal naso, favorendone temporaneamente il ricambio nei seni paranasali.

E gli integratori di arginina e citrullina?
In una persona sana che segue un’alimentazione varia, integrare arginina o il suo precursore, l’aminoacido L-citrullina, non è generalmente necessario. L’integrazione può essere presa in considerazione in alcune situazioni specifiche, ma la reale utilità dipende dalle condizioni individuali. Inoltre, questi prodotti possono provocare effetti indesiderati e interagire con farmaci, in particolare quelli che abbassano la pressione arteriosa (sempre bene evitare il fai da te e ricorrere al parere di un professionista esperto).

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OUP Academic

Humming Greatly Increases Nasal Nitric Oxide

Abstract. The paranasal sinuses are major producers of nitric oxide (NO). We hypothesized that oscillating airflow produced by humming would enhance sinus

3,6300033
❇️ Vaccini anti-Covid: aggiornamenti, rischi e nesso causale

Mentre diversi procedimenti giudiziari riconoscono un nesso causale tra la somministrazione di un vaccino anti-Covid e l’insorgenza di gravi patologie, come nel recente caso relativo alla sindrome di Guillain-Barré esaminato ad Agrigento, il Ministero della Salute ha diffuso le indicazioni per la campagna vaccinale autunnale e invernale 2026-2027.

La dose di richiamo è raccomandata, secondo le indicazioni ministeriali, agli over 60, agli operatori sanitari, alle donne in gravidanza e alle persone fragili. È inoltre prevista la co-somministrazione con il vaccino antinfluenzale e con altri vaccini (pneumococcico coniugato, per il virus respiratorio sinciziale).
I nuovi vaccini sono stati aggiornati alla variante XFG.

Al di là delle necessarie valutazioni sui benefici attesi e sui possibili effetti indesiderati, ci sarebbe da affrontare pure il problema di un virus caratterizzato da una continua evoluzione genetica.
Se anche l’aggiornamento dei vaccini potesse migliorare la corrispondenza con le varianti circolanti, quanto a lungo potrebbe mantenersi tale corrispondenza e quale protezione clinica è ragionevole attendersi?

Sono interrogativi che meritano risposte basate su dati aggiornati e verificabili, considerando soprattutto i rischi documentati, come ad esempio quelli di miocardite e pericardite, peraltro segnalati anche nel paragrafo dedicato alle “avvertenze speciali e precauzioni d’impiego” riportato nella Circolare del Ministero.
Gli effetti avversi non possono essere relegati a un richiamo nelle avvertenze tecniche: devono trovare spazio in una valutazione del rapporto beneficio-rischio che sia aggiornata, trasparente e comprensibile.

Trasparenza sui dati, valutazione indipendente del rapporto beneficio-rischio e sorveglianza rigorosa degli eventi avversi non sono aspetti secondari della campagna vaccinale: sono condizioni essenziali per garantire un’informazione completa e permettere ai cittadini di compiere scelte realmente consapevoli.

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Sindacato d'Azione

Vaccino Covid e Guillain-Barré: Agrigento riconosce il nesso causale - Sindacato d'Azione

Una recente decisione del Tribunale di Agrigento, Sezione Lavoro, resa pubblicamente nota il 18 settembre 2026, torna ad affrontare un tema molto delicato: il rapporto tra vaccinazione anti-Covid, gravi effetti avversi e prova del nesso causale. Il caso riguarda…

5,1900042
❇️ Ivermectina e cancro: cosa stanno mostrando i nuovi studi

Cancro uguale parassita? La domanda può nascere perché c'è un filone di ricerca che sta cercando di capire se alcuni farmaci già conosciuti possano avere un’attività anche contro le cellule tumorali.
Tra questi c’è l’ivermectina, farmaco antiparassitario utilizzato da anni nella pratica clinica. Negli ultimi tempi il suo possibile impiego in oncologia ha attirato una crescente attenzione.
Ad esempio, un dato interessante arriva da uno studio pubblicato nel giugno 2026 su Frontiers in Oncology. I ricercatori hanno studiato in laboratorio cellule di cancro del colon (HCT116), mettendo a confronto l’ivermectina associata alla metioninasi ricombinante (rMETase) con la stessa metioninasi combinata con cinque farmaci chemioterapici utilizzati come prima linea.

La rMETase è un enzima prodotto con tecniche di ingegneria genetica che degrada la metionina, un amminoacido di cui molte cellule tumorali hanno una particolare dipendenza per crescere e proliferare. L’idea alla base della ricerca è quindi quella di ridurre la disponibilità di metionina per creare una condizione sfavorevole alle cellule tumorali.
Il risultato è stato significativo: la combinazione ivermectina-rMETase ha mostrato una maggiore efficacia rispetto alla combinazione con quattro dei cinque chemioterapici analizzati. Si tratta però di un risultato ottenuto su cellule tumorali in laboratorio, non su pazienti.

Lo studio del 2026 arriva dopo una ricerca del 2025, nella quale la stessa combinazione aveva mostrato un effetto sinergico sulle cellule di carcinoma del colon.
Un filone analogo riguarda il tumore al pancreas. Uno studio pubblicato nel gennaio 2025 su Anticancer Research ha rilevato che l’associazione tra ivermectina e rMETase riduceva significativamente la vitalità delle cellule tumorali pancreatiche in laboratorio, più di quanto osservato con la sola ivermectina. Anche in questo caso, si tratta di risultati preclinici, che richiedono ulteriori verifiche prima di poter stabilire una possibile efficacia nell’uomo.

Ma c’è un altro elemento da considerare. Esistono già studi clinici sull’uomo che stanno valutando l'ivermectina in oncologia.
Per esempio in associazione con farmaci immunoterapici nel carcinoma mammario triplo negativo metastatico. Un altro studio di fase II, denominato ICONIC, sta valutando l’ivermectina insieme agli inibitori dei checkpoint immunitari in pazienti con tumori solidi.
Non significa che l’efficacia antitumorale sia già dimostrata. Significa piuttosto che l’ipotesi è entrata anche nella ricerca clinica e viene sottoposta a verifica sull’uomo.

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Frontiers

Frontiers | Direct comparison of efficacy of combining ivermectin versus five first-line chemotherapy drugs with recombinant methioninase…

Background/aimIvermectin is emerging as a potential anticancer agent. Recombinant methioninase (rMETase) targets methionine addiction of cancer and shows syn...

5,0700037
COMUNICATO STAMPA Convegno 10 ottobre.pdf664.3 KB
❇️ Il 10 ottobre la terza tappa di “Bambini e Salute”

Dopo le tappe di Milano e Siena, l'iniziativa itinerante del Comitato di Scopo 2CS arriva a Ostia con un incontro dedicato alla salute dei bambini e ai diritti sanitari delle famiglie.

Si parlerà di vaccinazioni pediatriche, consenso informato, nutrizione, sviluppo e tutela del minore, con gli interventi di medici, ricercatori, professionisti e legali.

Un pomeriggio aperto al pubblico, con una sessione finale dedicata alle domande dei genitori.

Tutti i dettagli, gli interventi e il programma nel comunicato allegato.

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5,1400014
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❇️ Probiotici: dove trovarli oltre lo yogurt

Se non ami lo yogurt, puoi introdurre nella dieta altri alimenti fermentati che possono contenere microrganismi vivi:

Kefir – bevanda fermentata, disponibile anche in versioni non lattiero-casearie.

Kimchi – verdure fermentate, soprattutto cavolo, dal gusto piccante.

Crauti – meglio crudi e non pastorizzati, perché la pastorizzazione riduce i microrganismi vivi.

Miso – pasta di soia fermentata, da utilizzare in piccole quantità.

Tempeh – alimento a base di soia fermentata, dalla consistenza compatta.

Kombucha – bevanda a base di tè fermentato; meglio controllare l’etichetta per verificare il contenuto di zuccheri.

Cetriolini fermentati in salamoia – non tutti sono probiotici: quelli conservati esclusivamente nell’aceto non sono equivalenti a quelli fermentati in acqua e sale.

Inserire con regolarità qualche alimento fermentato può essere un gesto semplice per prenderti cura del tuo intestino.

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5,2500045
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❇️ La parte che ci riguarda

La più grande minaccia al nostro pianeta
è la convinzione che lo salverà qualcun altro.

*
In questa frase di Robert Swan c’è qualcosa di più profondo del semplice invito a “fare la propria parte”.

In fondo delegare è facile. Ci permette di vedere ciò che non funziona, di lamentarcene e, nello stesso tempo, di sentirci poco coinvolti nella responsabilità di cambiare le cose.
D'altra parte nessuno può pensare di salvare il pianeta con le proprie scelte individuali. Le grandi trasformazioni richiedono decisioni politiche, economiche e collettive. Ma questo non rende irrilevante ciò che facciamo ogni giorno.

Forse, allora, la domanda non è tanto «Che cosa posso fare per salvare il mondo?», quanto «In quale direzione sto contribuendo con le mie scelte?».
È una domanda semplice, non sempre comoda. Ma vale la pena portarla con noi.

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9,7000054
❇️ Decreto PA: dalla gestione Covid alle liste d’attesa

Il Decreto PA (Pubblica Amministrazione) è diventato legge con il via libera definitivo del Senato. Il provvedimento contiene diverse disposizioni sulla sanità, alcune delle quali ancora legate alla gestione dell’emergenza Covid.

Tra le principali, la nomina di un Commissario straordinario per la gestione e lo smaltimento dei materiali acquistati durante la pandemia, ancora presenti nei magazzini.

Per le liste d’attesa, viene prorogata fino al 31 dicembre 2027 la possibilità per Regioni e Province autonome di utilizzare le risorse Covid del 2020 e 2021 ancora disponibili per recuperare le prestazioni arretrate.
Prorogati al 2027 anche i regimi tariffari straordinari previsti per queste attività.

Il decreto interviene inoltre sul riordino delle funzioni sanitarie, ridefinendo alcune competenze tra Ministero della Salute, Agenas e Organismo di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria, compreso il monitoraggio dei tempi di attesa.

Prorogata infine al 2027 la validità dell’elenco nazionale degli idonei alla nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere.

QUI il testo completo.

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5,5600016
❇️ Pellicola alimentare: conta come la usiamo

La pellicola alimentare è ormai un oggetto abituale in cucina. La usiamo per conservare gli avanzi, coprire un piatto o avvolgere un alimento. Ma quando la plastica entra in contatto con il cibo può verificarsi un fenomeno noto come migrazione, cioè il passaggio di alcune sostanze dal materiale all'alimento.

Questo non significa che ogni alimento conservato nella pellicola sia pericoloso. La normativa europea stabilisce infatti quali materiali e sostanze possono essere utilizzati a contatto con gli alimenti e in quali condizioni.
Ci sono però fattori che possono favorire la migrazione. Una revisione sistematica pubblicata nel 2023 sugli FTALATI (sostanze utilizzate per rendere più flessibili alcune plastiche e associate a possibili effetti sul sistema ormonale) ha evidenziato il ruolo di temperatura, tempo di contatto, contenuto di grassi e acidità dell’alimento.

Ecco perché è prudente evitare di utilizzare la pellicola al di fuori delle indicazioni riportate sulla confezione e, in particolare, metterla a diretto contatto con alimenti molto caldi, soprattutto se ricchi di grassi.
Per conservare gli avanzi possiamo, quando possibile, preferire un contenitore in vetro con coperchio. Non si tratta di eliminare la plastica dalla cucina, ma di usarla in modo più consapevole, evitando contatti inutili e prolungati con gli alimenti.

Dal punto di vista naturopatico, anche questa è attenzione alla quotidianità: non soltanto scegliere che cosa mangiamo, ma anche come lo conserviamo e lo prepariamo.
Non servono allarmismi. Conoscere meglio ciò che utilizziamo ogni giorno ci permette semplicemente di fare scelte più consapevoli.

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5,8600052
Comunicato_Stampa_29.09.2026 _ Evento 11 settembre.pdf117.3 KB
❇️ Palazzo Pirelli, 42 associazioni chiedono chiarezza

Dopo quanto accaduto in occasione del convegno dell’11 settembre, 42 associazioni e comitati chiedono alla Regione Lombardia di accertare i fatti e di prendere posizione sui comportamenti segnalati nei confronti di alcuni partecipanti.

La richiesta riguarda anche l’apertura di un confronto istituzionale sui temi affrontati durante l’incontro.

Una vicenda che ora le associazioni chiedono di riportare sui fatti, sui documenti e sul rispetto delle persone.

Nel comunicato allegato, le richieste rivolte alla Regione e l’elenco delle 42 realtà aderenti.

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5,1300028
❇️ Prendersi cura delle ossa ogni giorno

Quando si parla di ossa, il pensiero corre subito al calcio e alla vitamina D.
Sono importanti, ma la salute dello scheletro dipende da molti fattori che possiamo coltivare ogni giorno.

Il primo è il movimento. Camminare è utile, ma non è l’unica attività da considerare. Anche esercizi di forza, salire le scale, lavorare sull’equilibrio e mantenere una buona muscolatura danno allo scheletro stimoli diversi e aiutano a mantenerlo efficiente nel tempo.

Con gli anni diventa importante non perdere massa muscolare. I muscoli, infatti, non servono soltanto a muoverci: quando si contraggono esercitano una trazione sulle ossa e contribuiscono a mantenerle stimolate. Una buona muscolatura aiuta inoltre a conservare equilibrio e stabilità, riducendo il rischio di cadute e quindi di fratture. Per questo esercizi di forza e attività regolare dovrebbero accompagnare il cammino, soprattutto con il passare degli anni.

Anche a tavola possiamo fare la nostra parte. Non si tratta soltanto di assicurarsi calcio e proteine, ma di costruire nel tempo una dieta varia, equilibrata e basata il più possibile su alimenti naturali. La qualità e la varietà dell’alimentazione contano più della ricerca del singolo alimento “per le ossa” e aiutano a fornire all’organismo i diversi nutrienti necessari al mantenimento del tessuto osseo.

Poi c’è la vitamina D. Il sole permette alla pelle di produrla grazie agli UVB, ma la quantità varia in base a stagione, orario, latitudine, tipo di pelle ed esposizione. Non serve cercare l’abbronzatura esagerata: l’esposizione deve essere graduale e senza scottature. Quando l’esposizione è insufficiente o c’è una carenza accertata, l’eventuale integrazione va valutata in base alle esigenze individuali, senza considerarla una soluzione valida per tutti.

La prevenzione passa quindi dall’insieme delle abitudini: alimentazione, movimento, esposizione alla luce, riposo e attenzione a quei comportamenti che nel tempo possono indebolire l’organismo, come il fumo, l’eccesso di alcol, la sedentarietà.
Non esiste un gesto capace, da solo, di proteggere le ossa. È la continuità delle piccole scelte quotidiane a creare, nel tempo, le condizioni migliori per conservarle forti e funzionali.

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Non c’è niente di più incontrollabile di una persona sana, consapevole e felice.

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❇️ Quando la musica incontra il corpo

Che la musica possa influenzare il nostro stato d’animo e alcune risposte dell’organismo non è una novità. Le ricerche degli ultimi anni hanno però contribuito a mettere a fuoco un aspetto meno scontato: non è necessariamente la musica “classica” o una particolare composizione ad avere effetti positivi, ma anche il modo in cui ciascuno di noi vive l’ascolto.

Una melodia che ci piace può favorire il rilassamento, modificare la percezione dello stress e accompagnare una riduzione della tensione fisica. In alcuni studi sono stati osservati anche cambiamenti nella frequenza cardiaca e nella pressione arteriosa.
Il motivo è che la musica non passa soltanto dalle orecchie: coinvolge insieme corpo, emozioni e mente, influenzando il modo in cui ci sentiamo e, in parte, anche alcune risposte fisiologiche.

E proprio per questo non esiste una playlist “curativa” valida per tutti. Una musica rilassante per qualcuno può essere fastidiosa per un altro; un brano può aiutare a rallentare in un momento e diventare invece fonte di agitazione in un altro.
Forse, è proprio questo l’aspetto più interessante da riscoprire: imparare ad ascoltare la musica anche in base a ciò di cui abbiamo bisogno in quel momento e farne una risorsa quotidiana per il nostro benessere.
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❇️ Vitamina C e leucemie: un segnale che merita attenzione

Lo scorso 21 settembre, sulla rivista Cancer, è stato pubblicato un interessante studio sulla vitamina C. La ricerca ha coinvolto 109 persone con alcune condizioni del sangue caratterizzate dalla presenza di cellule anomale, ma che non corrispondono ancora necessariamente a una leucemia.

Per 12 mesi, una parte dei partecipanti ha assunto un grammo al giorno di vitamina C, mentre l’altra ha ricevuto un placebo.
Durante i 33,6 mesi di osservazione è emerso un dato che merita attenzione: 11 decessi nel gruppo vitamina C contro 24 nel gruppo placebo.
La differenza nella sopravvivenza è risultata significativa.

Non possiamo dire che questo lavoro abbia dimostrato che la vitamina C prevenga la leucemia né che rallenti la crescita delle cellule anomale.
C’è però un preciso interesse biologico, dal momento che la vitamina C contribuisce al funzionamento degli enzimi TET, coinvolti nei meccanismi che regolano l’attività dei geni. TET2 è frequentemente alterato nelle neoplasie mieloidi e questo rappresenta uno dei motivi per cui si studia il possibile ruolo della vitamina C in questo ambito.

È proprio l’insieme di questi elementi a rendere il lavoro degno di attenzione: da una parte un risultato sulla sopravvivenza emerso dall’analisi dei dati, dall’altra un razionale biologico che merita di essere approfondito.
Non siamo quindi di fronte a una nuova terapia per la leucemia, ma a un risultato che apre una prospettiva di ricerca e che dovrà essere verificato in uno studio di fase III. Per chi, come me, guarda alla salute anche attraverso il ruolo delle sostanze essenziali per l’organismo, è una ricerca da seguire con particolare interesse.

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American Cancer Society Journals

Oral vitamin C supplementation in patients with clonal cytopenia of undetermined significance or lower‐risk myeloid malignancies:…

In a randomized, placebo-controlled, phase 2 trial, oral vitamin C did not alter clonal growth rate in patients with clonal cytopenia of undetermined significance or lower risk myeloid malignancies b...

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❇️ Prima dell’integratore, pensa al movimento

Il cervello non è un organo statico. Continua ad adattarsi, modificare le proprie connessioni e rispondere agli stimoli anche in età adulta.
Tra i protagonisti di questi processi c’è il BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor), una proteina coinvolta nella sopravvivenza dei neuroni e nella plasticità delle connessioni nervose, importanti anche per apprendimento e memoria.

Ma come possiamo stimolare questi meccanismi?
Una risposta arriva da qualcosa di molto meno complicato di quanto si possa pensare: IL MOVIMENTO. Una metanalisi che ha preso in esame 21 studi randomizzati e 809 persone sane ha rilevato un aumento dei livelli circolanti di BDNF dopo l’attività fisica, sia dopo una singola sessione sia dopo programmi di esercizio praticati nel tempo.

Non significa che basti fare una passeggiata per migliorare automaticamente la memoria. Il rapporto tra attività fisica, BDNF e funzioni cognitive è più complesso e non è ancora completamente chiarito. Il punto, però, è interessante: quando ci muoviamo non stiamo allenando soltanto i muscoli. Anche il cervello riceve uno stimolo importante.

E allora, prima di chiederci quale integratore possa sostenere la memoria o la salute cerebrale, potremmo partire da una domanda molto più semplice: quanto ci siamo mossi oggi?

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Wiley Online Library

The effect of physical exercise on circulating brain‐derived neurotrophic factor in healthy subjects: A meta‐analysis of randomized…

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❇️ Alito cattivo: non coprirlo, ascolta il segnale

L’alito cattivo può sembrare un problema soltanto estetico, ma quando diventa persistente può condizionare la vita sociale, la sicurezza personale e perfino la voglia di avvicinarsi agli altri.
Spray, chewing gum e caramelle possono mascherarlo per qualche ora, ma se l’alitosi si ripresenta, il punto non è coprire l’odore: è capire da dove arriva.

Nella maggior parte dei casi il primo elemento da considerare è la salute della bocca: placca batterica, lingua patinata, carie, gengive infiammate o scarsa igiene orale possono essere all’origine del problema. Anche bocca secca, fumo, alcuni alimenti e determinate abitudini alimentari possono contribuire.
Dal punto di vista naturopatico, però, vale la pena osservare la persona nel suo insieme: alimentazione, digestione, regolarità intestinale, idratazione, qualità del sonno e stile di vita possono offrire indicazioni importanti, soprattutto quando il disturbo è ricorrente e non sembra spiegarsi soltanto con l’igiene orale.

COSA PUOI FARE OGNI GIORNO:

1. Cura bene la bocca
Spazzola accuratamente denti e gengive, utilizza il filo interdentale o gli strumenti più adatti ai tuoi spazi interdentali e non dimenticare la lingua, dove può accumularsi una notevole quantità di batteri.
2. Bevi a sufficienza
La saliva contribuisce naturalmente a mantenere pulita la bocca. Una bocca asciutta favorisce invece la proliferazione dei batteri responsabili dei cattivi odori.
3. Mangia lentamente e mastica bene
Una buona masticazione è il primo passo della digestione e aiuta anche a prestare maggiore attenzione a ciò che si mangia e a quanto si mangia.
4. Osserva cosa succede dopo aver mangiato
Alcuni alimenti possono accentuare temporaneamente l’odore dell’alito. Se il problema è ricorrente, può essere utile annotare cosa si è mangiato e quando compare il disturbo, senza eliminare indiscriminatamente intere categorie di alimenti.
5. Non trascurare l’intestino
Gonfiore, digestione difficile e alterazioni dell’alvo meritano di essere osservati, soprattutto quando si accompagnano all’alitosi. Non significa che l’intestino sia necessariamente la causa, ma può essere uno degli aspetti da valutare nell’insieme.
6. Attenzione a fumo e alcol
Possono favorire secchezza della bocca e peggiorare l’odore dell’alito.

E soprattutto, se l’alitosi è persistente, è importante non fermarsi al rimedio naturale o al prodotto rinfrescante: una valutazione odontoiatrica permette innanzitutto di escludere problemi del cavo orale. Se non emergono cause locali, si può poi ampliare l’osservazione alle abitudini alimentari e allo stile di vita.
In Naturopatia l’obiettivo non è semplicemente ottenere un alito più fresco, ma comprendere quali condizioni stanno favorendo il disturbo e lavorare, quando possibile, sul terreno che lo sostiene. Perché un sintomo che continua a tornare merita di essere ascoltato, non soltanto coperto.

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❇️ La difesa della vita non passa dalle parole, ma dalla scelta di esserci

Ieri, nel Duomo di Arezzo, c’è stato l’ultimo saluto a Flora Gualdani, morta il 16 agosto a 88 anni. Una donna straordinaria, che ha fatto della difesa della vita non uno slogan, ma una scelta concreta, quotidiana, durata tutta la sua esistenza.
Ostetrica dal 1959, ha fatto nascere migliaia di bambini e ha portato il suo servizio nei luoghi più poveri e tormentati del mondo, tra guerre, terremoti e tragedie umanitarie. Poi, tornata ad Arezzo, ha scelto di esserci anche quando la maternità diventava difficile, dolorosa, apparentemente senza via d’uscita.

Da quella scelta è nata Casa Betlemme: una casa vera, costruita anche con la sua eredità e con enormi sacrifici personali, dove per decenni sono state accolte donne in difficoltà, ragazze madri e bambini. Non soltanto per offrire loro un tetto, ma per accompagnarli, sostenerli, restituire loro la certezza di non essere soli.
E Flora non si è fermata all’accoglienza. Ha studiato, viaggiato, insegnato, formato generazioni di giovani, famiglie, educatori e operatori sanitari. Ha trasformato la propria fede e le proprie convinzioni in un’opera concreta, continuando a spendersi per la vita fino a tarda età.

La sua testimonianza non è stata fatta soltanto di parole.
È stata fatta di presenza:
esserci quando una donna aveva paura,
quando un bambino aveva bisogno di essere accolto,
quando una vita sembrava non avere abbastanza voce per essere difesa.
Oggi Flora non c’è più. Ma resta ciò che quella presenza ha generato.
E resta la sua voce, che possiamo ancora ascoltare.

https://www.youtube.com/watch?v=bkJnYnGhMtA in cui Flora racconta la sua vocazione e ciò che l’ha spinta, per tutta la vita, a stare accanto alle madri, ai bambini e a chi aveva più bisogno.
Ascoltarla oggi, dopo il suo ultimo saluto, commuove. Ritroviamo una testimonianza che va oltre le parole e ci ricorda, con la forza di una vita interamente vissuta, che la difesa della vita non passa dalle parole, ma dalla scelta di esserci.

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❇️ Nutrirsi bene

Mangiare non significa semplicemente riempire lo stomaco. Ogni giorno, attraverso il cibo, forniamo al nostro organismo i materiali con cui costruisce e rinnova se stesso.

Quando però introduciamo più energia di quella che consumiamo, e soprattutto quando la dieta è ricca di alimenti ultraprocessati, zuccheri e grassi di scarsa qualità, l’equilibrio può progressivamente alterarsi.
Anche il cervello ne risente. I segnali che regolano fame e sazietà possono diventare meno efficaci, mentre l’infiammazione sistemica può coinvolgere anche il sistema nervoso.

Ma attenzione: il problema non è soltanto mangiare troppo o male. Anche mangiare troppo poco o in modo nutrizionalmente povero può indebolire l’organismo.
La prospettiva naturopatica invita, allora, a cambiare domanda: non soltanto 'quanto mangio?', ma 'di che cosa ha davvero bisogno il mio corpo?'

Qualità, equilibrio, varietà e ascolto dei segnali corporei diventano così parte di una stessa strategia di prevenzione.
NUTRIRSI BENE non significa semplicemente evitare di ingrassare: significa mettere ogni giorno il nostro organismo nelle condizioni migliori per funzionare.

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❇️ Vaccini Covid, cosa cambia tra sorveglianza passiva e sorveglianza attiva?

Quanto possono cambiare i dati sugli effetti avversi a seconda del sistema di sorveglianza utilizzato?
Un nuovo comunicato della CMSi mette a confronto i dati della farmacovigilanza passiva AIFA con quelli emersi dagli studi randomizzati e dalla sorveglianza attiva nei vaccinati contro il Covid-19.

Secondo l’analisi, per gli eventi avversi classificati come severi emergerebbe una differenza dell’ordine di mille volte.
Il comunicato prende inoltre in esame alcuni studi di sorveglianza attiva sulle miocarditi subcliniche, evidenziando quanto controlli sistematici possano portare alla luce eventi che la sola segnalazione spontanea rischia di non intercettare.

Un documento importante su un tema che merita la massima attenzione, soprattutto alla luce delle diverse informazioni emerse negli ultimi anni sulla sicurezza dei vaccini Covid-19.
Per questo invito a leggere https://cmsindipendente.it/sites/default/files/2026-08/ComunicatoCMSi23-10agosto2026-EffettiavversiseverineivaccinatiCOVID-191000voltepiùfrequenticonsorveglianzaattivarispettoaquellapassiva.pdf, che raccoglie dati, studi e riferimenti scientifici a sostegno dell’analisi proposta.

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❇️ Quando l’anima prende il volo

Quann’ero ragazzino, mamma mia me diceva:

“Ricordate fijolo, quanno te senti veramente solo tu prova a recita n’Ave Maria. L’anima tua da sola spicca er volo e se solleva, come pe’ maggia”.

Ormai so’ vecchio, er tempo m’è volato; da un pezzo s’è addormita la vecchietta, ma quer consijo nun l’ho mai scordato.
Come me sento veramente solo io prego la Madonna benedetta e l’anima da sola pija er volo!

(Trilussa)


*

Buona festa dell’Assunzione!
Nell’immagine, il dettaglio del bellissimo volto di Maria ne ‘La Madonna del Magnificat’ di Sandro Botticelli, capolavoro dell’arte rinascimentale.
Un’immagine che attraversa i secoli e ancora oggi parla, silenziosamente, al cuore di chi la guarda.

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❇️ Fondi di caffè: prima di buttarli, prova così

Li consideriamo uno scarto, ma i fondi di caffè possono avere una seconda vita. Dopo aver preparato il caffè, infatti, possono essere riutilizzati in diversi modi, dalla casa al giardino fino alla cura del corpo.
Un piccolo gesto di recupero che permette di ridurre gli sprechi e, in alcuni casi, di trasformare ciò che normalmente finirebbe nella raccolta dell’organico in una risorsa utile per la vita quotidiana.

Per la pelle
Grazie alla loro consistenza granulosa possono essere mescolati con acqua, miele e olio di cocco e utilizzati come scrub corpo. Tuttavia, possono lasciare una colorazione temporanea e, se strofinati energicamente, irritare la pelle. Meglio quindi usarli con delicatezza, risciacquando bene e facendo prima una piccola prova su una zona limitata.

Per il giardino
Possono essere aggiunti al compost e, in determinate condizioni, contribuire alla qualità del terreno. Non sono però un fertilizzante universale: utilizzarli in grandi quantità direttamente sul terreno può persino ostacolare la crescita di alcune piante.

Come deterrente
Alcune ricerche suggeriscono un possibile effetto repellente nei confronti di formiche e altri insetti. È un utilizzo interessante, ma non va considerato un sostituto dei prodotti specifici quando serve un controllo efficace.

Per pulire e assorbire gli odori
La loro consistenza abrasiva può aiutare a rimuovere lo sporco ostinato da alcune superfici non delicate, mentre possono essere utilizzati anche per contribuire a neutralizzare cattivi odori, per esempio sulle mani dopo aver cucinato.

Per piccoli graffi sul legno
Una pasta ottenuta mescolando i fondi con poca acqua può essere strofinata sui graffi superficiali del legno scuro, sfruttando il colore naturale del caffè.

E c’è un ulteriore aspetto da considerare: oggi la ricerca sta studiando i fondi di caffè come materia prima da recuperare, perché contengono ancora fibre, polifenoli, caffeina e altri composti bioattivi. Si stanno esplorando applicazioni che vanno dagli alimenti ai materiali biodegradabili.
Insomma, la prossima volta che prepari il caffè, pensaci due volte prima di buttarli.

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5,3400050
❇️ Quasi 7 pazienti su 10: il dato italiano sul cuore che Peter McCullough definisce una “bomba”

Uno studio italiano di Salvucci e colleghi, pubblicato su Cureus, ha analizzato 1.431 pazienti sottoposti a ecocardiografia ambulatoriale tra il 2018 e il 2022.
Il dato più rilevante è l’aumento del coinvolgimento pericardico rilevabile ecocardiograficamente, passato dal 22% nel periodo pre-pandemico al 68,8% nel 2021-2022, con il picco negli anni della campagna vaccinale. Lo studio ha inoltre rilevato che, anche dopo aver considerato l’infezione da SARS-CoV-2, la vaccinazione risultava associata a circa il doppio delle probabilità di riscontrare un coinvolgimento pericardico (OR 2,08).

È proprio questo aspetto ad attirare l’attenzione di Peter A. McCullough, MD, MPH, cardiologo e internista statunitense, che https://www.thefocalpoints.com/p/breaking-pericardial-effusions-skyrocketedsottolinea come il dato possa indicare una presenza molto più ampia di alterazioni pericardiche subcliniche, cioè non necessariamente accompagnate da una diagnosi clinica di pericardite o da sintomi evidenti. La questione posta da McCullough è dunque precisa: se si cercano soltanto le forme clinicamente manifeste, quante alterazioni pericardiche possono essere rimaste semplicemente non rilevate?

È un lavoro italiano che merita di essere conosciuto e discusso ben oltre la cerchia degli addetti ai lavori perché mette a disposizione dati clinici concreti su un fenomeno che potrebbe essere stato largamente sottostimato.


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13,8000053
❇️ Troppo pulito non sempre è meglio

Quanto deve essere “pulito” l’ambiente in cui viviamo?
La domanda non è affatto banale, soprattutto quando si parla di gravidanza e di sviluppo del sistema immunitario del bambino. Ad esempio, https://www.researchgate.net/publication/359519177_Prenatal_occupational_disinfectant_exposure_and_childhood_allergies_the_Japan_Environment_and_Children's_study hanno evidenziato un’associazione tra una maggiore esposizione materna ai disinfettanti durante la gravidanza e una più alta probabilità di asma ed eczema nei figli. Non significa che i disinfettanti siano necessariamente la causa di queste patologie, ma è un segnale che merita attenzione.

Il punto interessante, in una prospettiva naturopatica, è che l’organismo non vive separato dall’ambiente. La maturazione del sistema immunitario avviene attraverso una continua interazione con microrganismi, alimentazione, pelle, intestino e sostanze con cui entriamo quotidianamente in contatto.
Un ambiente sano, quindi, non coincide necessariamente con un ambiente sterile. L’uso indiscriminato di prodotti antimicrobici potrebbe alterare proprio quelle interazioni che contribuiscono alla costruzione dell’equilibrio immunitario, anche attraverso modificazioni del microbiota intestinale e cutaneo.

Questo non significa rinunciare alla disinfezione quando è realmente necessaria. Significa, piuttosto, distinguere tra igiene e sterilizzazione e ridurre l’esposizione superflua alle sostanze chimiche.
Durante la gravidanza, e nei primi anni di vita dei bambini, questa attenzione può essere ancora più importante: non per creare un ambiente ossessivamente “protetto”, ma per adottare una prudenza ragionevole e ridurre ciò che non è indispensabile.
Anche la prevenzione naturale parte da qui: non eliminare ogni microrganismo dall’ambiente, ma creare le condizioni perché l’organismo impari a convivere con il mondo che lo circonda.

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6,9000049
❇️ Ordine degli Psicologi e Pride: la petizione che chiede neutralità istituzionale

ComeDonChisciotte rilancia la petizione promossa contro la partecipazione istituzionale del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi e di alcuni Ordini regionali alle manifestazioni del Pride.

L’iniziativa contesta quello che i promotori definiscono uno schieramento politico-ideologico dell’Ordine e chiede maggiore neutralità istituzionale, trasparenza e confronto con gli iscritti su temi delicati come identità di genere, transizione dei minori ed educazione sessuo-affettiva.

I promotori invitano psicologi e cittadini a firmare, richiamando l’Ordine alla sua funzione di tutela della popolazione e ai propri doveri istituzionali.
Tra le preoccupazioni espresse, il rischio di una crescente medicalizzazione, soprattutto nei confronti dei minori, e di un ruolo della psicologia sempre più subordinato a interessi socio-economici.

Leggi https://comedonchisciotte.org/petizione-lo-schieramento-politico-ideologico-dell-ordine-degli-psicologi-al-pride-non-in-nostro-nome/, approfondisci le ragioni della petizione e, se condividi l’iniziativa, firma.

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6,8400036
❇️ Quando pensi di arrenderti

Ci sono momenti in cui, nonostante tutto l’impegno, i risultati non arrivano.
Abbiamo fatto, provato, aspettato. Eppure, niente sembra cambiare.
Ed è proprio allora che la stanchezza può farci credere che non valga più la pena continuare.

Ma non tutto ciò che oggi sembra fermo è davvero finito.
A volte non serve fare di più.
Serve fermarsi, ascoltarsi, recuperare le proprie energie e guardare le cose da un’altra prospettiva. Anche questo fa parte del prendersi cura di sé.

La vita ha i suoi tempi e non sempre coincidono con i nostri.
Ci sono fasi in cui sembra di non andare da nessuna parte, eppure qualcosa dentro di noi e fuori di noi sta prendendo forma.
Per questo una delusione non dovrebbe diventare una sentenza, né un fallimento la definizione di ciò che siamo.

Ci sono giorni in cui bisogna semplicemente concedersi il tempo di prendere fiato e ritrovare la forza per ricominciare.
Non sappiamo cosa ci aspetta più avanti. Sappiamo, però, che una fase difficile non può raccontare tutta la nostra storia.
E forse non dobbiamo vedere subito una soluzione. A volte è sufficiente fare un altro passo, lasciando spazio a ciò che ancora deve maturare.

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