CāĆØ ormai poco da dire.
Che Trump, il presidente americano più filosionista degli ultimi 20 anni, e Putin fossero legati lo diciamo da tempo.
Le logiche di Yalta non hanno mai abbandonato il nostro continente e solo coloro che per scarsa comprensione della realtĆ o, peggio, per evidente flirt con il nemico non riescono a vederlo.
Certo, se ne potrebbe parlare a lungo. Chiaramente negli Stati Uniti ci sono anime diverse sul conflitto ed ĆØ immaginabile che si cerchi di non far finire la Russia tra le braccia di una Cina che ormai la sta fagocitando ma ĆØ altrettanto evidente lāamore che corre tra i due imperi.
Soprattutto in un momento nel quale, se togliamo le analisi farsesche degli Orsini, dei DāOrsi e di tutta la pletora di scondinzolanti amici del Cremlino, la Russia non ha evidentemente il vantaggio dellāiniziativa.
Basterebbe leggere le fonti aperti o i blog militari russi per rendersene conto, ma tantāĆØ.
Ć chiaro, e lo dicono da tempo e senza filtri ad ovest e ad est, che il nemico ĆØ lāEuropa.
Unāipotetica emancipazione del nostro continente, anche in chiave militare, ĆØ temuta da uno e dallāaltro.
TantāĆØ che Trump si accorda con Putin e si parla di riprendere in mano il North Stream aprendo ad investitori statunitensi.
La realtà è sempre più complessa degli schemini che qualcuno si cuce addosso e ora è più evidente che mai che la propaganda che vorrebbe America e Russia nemici giurati è definitivamente naufragata.
ChissĆ quali giravolte ora ci toccherĆ sentire, nel frattempo sappiamo che il nemico numero 1 dei padroni di Yalta ĆØ e rimane lāEuropa potenza che 81 anni fa, solo temporaneamente, capitolava stretta nella morsa della barbarie rossa e del bieco capitalismo americano.
Mai dalla parte dei denazificatori nĆ© da quella dei āliberatoriā.
Noi non abbiamo dimenticato da che parte stare.
@ecodelnordš“