1/2Ogni giorno usiamo espressioni automatiche convinti di essere educati. Eppure, tra galateo e linguistica, alcune delle nostre abitudini nascondono gaffe involontarie o freddezza burocratica.
❌Ecco i 5 errori più comuni
❎ "Mi scuso" vs "Ti chiedo scusa"
Dire "mi scuso" significa letteralmente assolversi da soli. Il vero perdono deve concederlo l'altro: usa quindi "Ti/Le chiedo scusa" o "Ti prego di scusarmi".
❎Il riflesso di dire "Piacere!" 🤝
Per il galateo è un po' presuntuoso: come fai a sapere che sarà un piacere prima di conoscere la persona? Meglio sorridere e ripetere il proprio nome, oppure usare un sobrio "Buongiorno" o "Felice di conoscerla".
❎L'asettico "Buon proseguimento"
È un termine che arriva dal gergo burocratico e riduce la giornata a una catena di montaggio. Riapri i contatti umani e preferisci il classico, caloroso "Buona giornata".
❎Il rischio di "Ci mancherebbe" 🤨
Se il tono non è perfetto, rischia di suonare sarcastico o scocciato ("mancava solo che non lo facessi!"). Nei contesti formali vai sul sicuro con "Si figuri", "Di nulla" o "È stato un piacere".
❎"Resto a disposizione per qualsiasi cosa"
Nelle email è un'iperbole servile e irrealistica. Dimostra vera professionalità circoscrivendo l'aiuto: "Resto a disposizione per eventuali chiarimenti" o un semplice "Un cordiale saluto".
🗣La lingua è un tessuto vivo: basta un briciolo di attenzione in più per trasformare un automatismo in una cortesia autentica.
💻Leggidipiù
💡@Megliosapere
✍️Wow ⛵️Sicilia










