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Non solo Dostoevskij

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📍Filologa e culturologa russa, dottoressa di ricerca Notizie e conversazioni sulla letteratura e cultura russa, storie e storielle. Club del libro. Corsi: https://t.me/+4Or2 Sostenere il canale: https://www.paypal.me/filimonovaxenia

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20 ott 2026, 11:44

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Chi altro vi racconta la letteratura russa più contemporanea, se non io? 😏

Il fondatore della casa editrice Freedom Letters, Georgij Urušadze, ha annunciato l’uscita del nuovo romanzo di Vladimir Sorokin, «Berlino, Adenauerplatz» (Berlin. Adenauerplatz). Il titolo strizza chiaramente l’occhio al classico «Berlin Alexanderplatz» di Döblin. Solo che la piazza è un’altra, nella Berlino occidentale, e Sorokin stesso vive a Berlino dal 2022.

Sorokin e Freedom Letters: storia di un’amicizia. Non è il primo incontro tra lo scrittore e la casa editrice. Nel giugno 2024 Roskomnadzor, l’ente russo di censura delle comunicazioni, ha bloccato il sito di Freedom Letters per aver pubblicato il romanzo «L’eredità». Poi è uscita «La fiaba» (Skazka), e sul sito della casa editrice si trovano anche «Il lardo azzurro» (Goluboe salo) e «Il trentesimo amore di Marina» (Tridtsataya lyubov Mariny).

Su «La fiaba»: è una parabola su una Russia post-apocalittica e cupa: le città sono distrutte, la gente vive nelle zemljanki, rifugi scavati nella terra, e le discariche diventano un territorio di speranza. Il protagonista si chiama, ovviamente, Ivan, ma non è affatto lo sciocco delle fiabe russe, vuole solo delle cose semplici: ritrovare la sua famiglia e una vita normale. Sorokin ha presentato il romanzo a Vilnius, Riga, Tbilisi e in altre città, e «La fiaba» è diventata uno degli eventi letterari più discussi degli ultimi anni.

Che casa editrice è? Freedom Letters, cioè «Lettere di libertà», è stata fondata da Georgij Urušadze, ex direttore del premio «Bol’šaja kniga», il principale premio letterario russo, che ha lasciato la Russia nel 2022 e nella primavera del 2023 ha avviato la casa editrice per pubblicare testi che in patria non possono uscire senza censura. È un progetto di volontari, con una squadra sparsa in tutto il mondo. Tra gli autori ci sono Sorokin, Dmitrij Bykov, Vera Pavlova, Marija Galina, Ksenija Bukša e molti altri. Nel 2025 Freedom Letters ha ricevuto il premio Freedom to Publish dell’Associazione degli editori americani.

⚠️ Attenzione! Mentre scrivevo questo post, ho comprato due libri. Leggete a vostro rischio e pericolo (e a spese del vostro portafoglio)

#letteraturacontemporanea #LetteraturaRussa #letteraturarussa
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19 ott 2026, 22:12

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Boo
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Halloween is coming! E poi il Natale è dietro l'angolo. Cupo, mistico, spaventoso: tutti i lati più oscuri della letteratura russa in un nuovo corso. Approfittate del codice promozionale BES finché siete in tempo!
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13 ott 2026, 14:48

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Ciao, cari amici! Ho deciso di pubblicare tutti i corsi di questa stagione, cioè fino a maggio. Molto probabilmente non ci saranno corsi di lingua, e per ora non ho in programma di prendere nuovi studenti. Quindi leggeremo libri: saranno meno corsi del solito, ma con tanti libri, e la lista, come vedete, è lunga. I codici sconto saranno validi per una settimana, e nei calendari ho già previsto le pause per le feste. Facciamo scorta di libri!

Tutti i dettagli sui corsi al link
Per iscriversi click
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07 ott 2026, 14:02

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«La peste» di Albert Camus è diventata un bestseller tra i lettori moscoviti.

Nell’ultima settimana le vendite del romanzo sono aumentate dell’86% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Mosca e la regione di Mosca guidano la classifica degli acquisti, mentre Irkutsk si colloca soltanto al terzo posto.
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01 ott 2026, 20:27

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Sto preparando la lezione del mio corso sulla storia dell’URSS. E, naturalmente, come si può parlare degli anni Trenta senza il tango e, soprattutto, senza il tango per eccellenza: «Sole ingannatore»?

È la versione russa del tango polacco «To ostatnia niedziela» («L’ultima domenica»), composto nel 1935 da Jerzy Petersburski su testo di Zenon Friedwald. In Polonia, Mieczysław Fogg è considerato il suo interprete per eccellenza.

La canzone racconta l’ultimo incontro tra due innamorati che stanno per separarsi; in Polonia è talvolta chiamata «il tango dei suicidi».

Ascoltiamola insieme nella versione originale. Dio, quanto è bella la lingua polacca!
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22 set 2026, 02:27

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In questi giorni ho vissuto molte esperienze culturali, ma per ora voglio raccontarvene soltanto una: sono andata al Bol’šoj ad ascoltare Lady Macbeth del distretto di Mcensk di Šostakovič.

Devo confessare che di opera, e più in generale di teatro musicale, non capisco proprio nulla: la mia esperienza in materia è minima. Perciò, quando se ne presenta l’occasione, guardo e ascolto tutto con gratitudine. Questa volta a portarmi a teatro è stata una musicista dell’orchestra del Bol’šoj — e chi mai avrebbe potuto dire di no?

Prima di passare alle mie impressioni, è necessario fornire un po’ di contesto, senza il quale quest’opera non si comprende fino in fondo. Il racconto di Leskov da cui è tratta uscì nel 1865 e i critici cominciarono quasi subito a paragonarne la protagonista a Katerina Kabanova del dramma Il temporale di Ostrovskij: anche lei è la moglie di un mercante che soffoca nella noia di una casa estranea, ma la sua vicenda ha un esito opposto — non una morte silenziosa, bensì una ribellione attraverso il delitto. Lo stesso Šostakovič definì la propria opera una «tragedia-satira».

La prima ebbe luogo quasi contemporaneamente in due città: il 22 gennaio 1934 al Piccolo Teatro dell’Opera di Leningrado e, due giorni dopo, a Mosca, sul palcoscenico del Teatro Nemirovič-Dančenko. Il 26 gennaio 1936, però, Stalin assistette allo spettacolo in una sede distaccata del Bol’šoj e già il 28 gennaio sulla Pravda apparve il famigerato articolo «Caos anziché musica». L’opera scomparve così dalle scene per decenni.

Tornò a essere rappresentata soltanto durante il disgelo: all’inizio del 1963, in una versione attenuata e intitolata Katerina Izmajlova. Solo a metà degli anni Novanta il Teatro Mariinskij decise di ripristinare la versione originale del 1932, più aspra, con il titolo iniziale: proprio quella che ho visto io.

È esattamente questo allestimento del Mariinskij — firmato dalla regista Irina Molostova e dallo scenografo Georgij Cypin e risalente alla stagione 1995-1996 — a essere stato portato al Bol’šoj per due sole serate, il 20 e il 21 settembre, in occasione del centoventesimo anniversario della nascita di Šostakovič. Per l’occasione, l’orchestra riuniva i musicisti di entrambi i teatri, mentre il coro era quello del Bol’šoj.

1. Adoro il racconto di Leskov Lady Macbeth del distretto di Mcensk. Lo abbiamo letto nel mio circolo di lettura e l’ho approfondito durante un corso dedicato a «passioni e ossessioni».

2. Šostakovič mi fa paura. Anzi, mi faceva paura fino a ieri.

3. E allora, com’è assistere a quest’opera al Bol’šoj? La scenografia è essenziale: nulla di superfluo, soltanto assi di legno e luce. Come si legge sul sito del teatro: «Il designer americano Georgij Cypin ha agito da architetto, proponendo, al posto della consueta scenografia dipinta, una struttura mobile. La “casa di assi” degli Izmajlov si trasforma abilmente, sotto gli occhi del pubblico, ora in cortile, ora in commissariato di polizia, ora in campo di lavoro forzato. Quando, dopo il primo omicidio, la scenografia si spalanca in enormi portali affacciati su un’oscurità infinita, dalla buca, sulle note minacciose della passacaglia, emerge improvvisamente l’orchestra stessa, incarnazione del destino e dell’inevitabilità della punizione».

4. Straordinaria, potentissima e appassionata la Katerina L’vovna interpretata dalla solista del Teatro Mariinskij Angelika Minasova.

Una parola anche sugli altri solisti. La parte di Sergej è stata interpretata dal tenore Aleksandr Trofimov. Il ruolo fa stabilmente parte del suo repertorio in questo allestimento: lo canta da diversi anni, e si sente. La voce rimane libera persino nelle note acute più estreme, che Šostakovič ha disseminato generosamente nella parte del seduttore.

Una menzione particolare merita l’orchestra congiunta: sotto la direzione di Gergiev suonavano insieme i musicisti delle due compagnie, quella del Bol’šoj e quella del Mariinskij.
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21 set 2026, 20:06

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Mentre le persone intelligenti restano sveglie a scrivere chilometri di testi analitici su come sono andate le elezioni in Russia, io e mia figlia Liubava abbiamo preparato per voi una breve versione video degli eventi. Guardatela con l'audio e assolutamente fino alla fine, perché come dicono gli autori dell'immortale colonna sonora: "è proprio per questo che è stato scritto tutto".
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19 set 2026, 11:42

Vi ho portato un po’ di musica immortale, stamattina 🎶

Come forse saprete, in Russia è in corso la «giornata unica di voto»: si eleggono la Duma di Stato e diversi parlamenti regionali. La caratteristica principale di questa campagna è stata l’esclusione — o, più precisamente, la mancata ammissione alla registrazione — dei candidati del partito Yabloko praticamente ovunque.

E non per un motivo qualsiasi, bensì per violazione del diritto d’autore: ora per una fotografia di Hiroshima pubblicata senza indicarne l’autore, ora per una frase tratta dalla canzone Che il sole splenda sempre senza citarne il compositore, ora per il logo del partito, presumibilmente «ispirato» a un manifesto di El Lisickij. Insomma, se nella vostra propaganda elettorale vi è scappata un’immagine altrui o una nota e mezza, preparatevi ad andare in tribunale.

Vi stupirà saperlo, ma anche in Russia esiste una canzone elettorale davvero amata da tutto il popolo. È Vybory (Elezioni), brano del gruppo Leningrad che ha «cementato» per sempre una formula capace di descrivere, in un colpo solo, tutto ciò che accade durante le elezioni nella Russia contemporanea — leggasi: post-eltsiniana:

Выборы-выборы, кандидаты — пидоры!
Elezioni, elezioni: i candidati sono coglioni!

Vi consiglio caldamente di guardare anche il film da cui è tratta la canzone — metterò il link nei commenti. L’avrò rivisto un centinaio di volte e continua a farmi ridere.

Anche se, naturalmente, non c’è proprio nulla da ridere.

https://www.youtube.com/watch?v=n9AXtOQN6ak
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04 set 2026, 23:19

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Ciao! Se volevate partecipare al gruppo di lettura lenta de I demoni di Dostoevskij, ma non avete fatto in tempo a iscrivervi, ecco una seconda occasione!

Sto aprendo un secondo gruppo, che si incontrerà il venerdì alle 20:30. I gruppi sono piccoli, circa 10 persone, così che ognuno abbia la possibilità di intervenire e partecipare alla discussione.

Per altri tre giorni sarà inoltre valido il codice promozionale COMPLEANNO, che vi darà diritto a uno sconto del 15%.

Affrettatevi: i posti nel primo gruppo sono finiti in soli tre giorni!



https://docs.google.com/forms/d/1uvtu5nSE9D3_06_gci5A6uQwU26K7q6wO-BYAd_PvbA/preview
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04 set 2026, 23:19

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3 settembre — buon compleanno, Sergej Dovlatov!

Sergej Dovlatov (1941–1990) è stato uno degli scrittori russi più amati del secondo Novecento: emigrato negli Stati Uniti nel 1979, ha raccontato con ironia sferzante l’assurdità della vita sovietica e, poi, quella dell’emigrazione.

Era estremamente esigente con la lingua: i suoi testi, leggeri, quasi impalpabili, gli costavano una fatica enorme. Ironici, divertenti e malinconici allo stesso tempo, si reggono su un’osservazione precisa dell’assurdo che ci circonda e proprio per questo restano così vivi, a decenni di distanza.

A proposito, ho una particolarità: per quasi ogni situazione della vita quotidiana trovo una citazione di Dovlatov. A volte non serve nemmeno inventare nulla: basta ricordare la frase giusta e tutto va al suo posto.

Dovlatov è morto giovane, a 48 anni, ma ha fatto in tempo a spiegarci che l’assurdo non è una deviazione dalla norma, ma la norma stessa. Semplicemente, con l’assurdo si convive meglio se si conoscono a memoria un paio di frasi di Dovlatov.

Buon compleanno, Sergej Donatovič: ha ancora ragione.
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04 set 2026, 23:19

TUTTI INSIEME!!! UNO! DUE! TRE!… TRE SETTEMBREEEEEEEEEEEE!!! 🔥🔥🔥

Ya kalendar' perevernu, i snova tret'ye sentyabrya
Na foto ya tvoyo vzglyanu, i snova tret'ye sentyabrya
No pochemu, no pochemu rasstat'sya vsyo zhe nam prishlos'?
Ved' bylo vsyo u nas vserez vtorogo sentyabrya
No pochemu, no pochemu rasstat'sya vsyo zhe nam prishlos'?
Ved' bylo vsyo u nas vserez vtorogo sentyabrya

Volto pagina al calendario,
ed è di nuovo il tre settembre.
Guardo la tua fotografia,
ed è di nuovo il tre settembre.

Ma perché, dimmi perché,
abbiamo dovuto separarci?
Eppure sembrava tutto vero tra noi,
ancora il due settembre.

Ma perché, dimmi perché,
abbiamo dovuto separarci?
Eppure sembrava tutto vero tra noi,
ancora il due settembre.

https://www.youtube.com/watch?v=Kv-tbdVOuOA&list=RDKv-tbdVOuOA&start_radio=1
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04 set 2026, 23:19

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Dato che abbiamo iniziato la giornata con foto retrò, continuiamo così. Oggi, 1° settembre, in Russia inizia l’anno scolastico e accademico: auguro un buon inizio a tutti quelli che oggi vanno a scuola o all’università! Buon cammino, nervi saldi, serenità e pazienza a tutti voi.
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04 set 2026, 23:19

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🎂 Buon compleanno, Non solo Dostoevskij!

Ciao, amici!
Oggi per me è un giorno speciale: il nostro canale compie tre anni! 🥂
E ho scritto nostro non per caso. Perché, in tanti modi, Non solo Dostoevskij è una creazione collettiva, costruita insieme a voi.

I vostri commenti, le reazioni, i messaggi, le cose che condividete con me… tutto questo mi porta continuamente verso nuovi argomenti, nuove idee e nuove follie letterarie. 😄

E quante cose abbiamo fatto in questi tre anni!
Decine di corsi, decine di libri letti insieme, incontri, discussioni, conversazioni infinite… e soprattutto una comunità che, tre anni fa, non avrei mai immaginato di trovare.

Sono davvero felice. Non avrei mai pensato che, arrivando in un Paese nuovo e lavorando in una lingua che non era la mia, avrei incontrato così tante persone con cui condividere interessi, curiosità e un certo gusto per la letteratura russa. ❤️
Grazie. Davvero.

E adesso voglio sapere una cosa da voi:
👇 Che cosa significa “Non solo Dostoevskij” per voi?
Da quanto tempo siete qui?
Cosa vi piace di più? C’è un corso, un libro, una discussione o un post che ricordate in modo particolare?
Raccontatemelo nei commenti: oggi festeggiamo tutti insieme! 🎉

E visto che ai compleanni bisogna fare anche qualche regalo, eccone uno da parte mia:
📚 apro un secondo gruppo di lettura dedicato ai “Demoni” di Dostoevskij!
Il primo gruppo è andato sold out in appena tre giorni 😱, quindi abbiamo deciso di aprirne un secondo.
📅 Dal 18 settembre, ogni venerdì
🕣 alle 20.30
E, naturalmente, per il compleanno c’è anche un piccolo regalo: con il codice COMPLEANNO avrete uno sconto speciale.
Iscrivetevi qua: https://docs.google.com/forms/u/0/d/1uvtu5nSE9D3_06_gci5A6uQwU26K7q6wO-BYAd_PvbA/preview

Lo stesso codice è valido anche per l’iscrizione al corso «Vivere nell’URSS».
E poi c’è una cosa che non richiede nessun codice promozionale. 😏


🥃 Potete semplicemente versare un bicchierino di vodka a Fëdor Michajlovič e brindare con lui ai tre anni di Non solo Dostoevskij. https://www.paypal.com/pools/c/9sfvCQCq9s
Perché, diciamolo, senza di lui tutto questo probabilmente non sarebbe mai cominciato. 😂

Grazie di essere qui. Siamo già più di 1500!
🎂 Buon compleanno a tutti noi!
E che siano altri tre anni di libri, discussioni, risate, Dostoevskij… e di tutto ciò che viene non solo dopo Dostoevskij. ❤️
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04 set 2026, 23:19

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Получка
Il giorno di paga in URSS — di solito una volta al mese, verso la fine. Una parola quasi affettuosa: si aspettava la получка con ansia, si andava in debito «fino alla получка» e su di essa si costruivano i progetti per tutto il mese successivo.

Блат
Un sistema di conoscenze informali attraverso cui si poteva ottenere ciò che, formalmente, spettava «in base alla fila» oppure era semplicemente introvabile: una merce scarsa, un posto in un buon ospedale, l’ammissione all’università, un soggiorno in una casa di riposo statale. Funzionava non tanto con il denaro, quanto attraverso legami personali e favori reciproci — «tu a me, io a te».

Лимитчик
Un operaio arrivato in una grande città — più spesso Mosca — per lavorare grazie al cosiddetto «limite di residenza»: un numero limitato di registrazioni che una fabbrica o un cantiere potevano ottenere dallo Stato per attirare manodopera. La registrazione permetteva di vivere e lavorare legalmente in città e poteva aprire la strada all’assegnazione di un alloggio. Ma lo status di лимитчик era considerato inferiore rispetto a quello dei residenti stabili e la parola stessa aveva spesso un significato sprezzante.

Несун
Un dipendente di un’azienda che portava regolarmente via dalla fabbrica piccoli oggetti — componenti, materiali, prodotti — per uso personale. Il fenomeno era così diffuso da diventare quasi una norma non scritta, anche se formalmente era considerato un furto ai danni della proprietà statale.

Час волка
L’«ora del lupo»: nome gergale moscovita per le undici del mattino, l’orario a partire dal quale nei negozi sovietici era permessa la vendita di alcolici. Il nome viene tradizionalmente collegato alla figura del lupo sul celebre orologio del Teatro delle Marionette Obraztsov, che indicava proprio quell’ora.

Potrete ampliare il vostro «dizionario sovietico» durante il corso «Vivere in URSS: storia, cultura e società» — iscrivetevi: https://docs.google.com/forms/u/0/d/1uvtu5nSE9D3_06_gci5A6uQwU26K7q6wO-BYAd_PvbA/preview
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Non solo Dostoevskij

26 apr 2026, 00:32

Questa è la storia dell’uomo: le prime parole, i primi passi, il primo giorno di scuola, il primo amore, il primo infarto.

Poiché ieri Giovanni vi ha spaventati tutti — e anch’io mi sono spaventata non poco — ho deciso di preparare una nuova selezione: questa volta dedicata al cuore. In tutte le sue manifestazioni.

Ho raccolto opere della letteratura russa in cui il cuore non è semplicemente un organo, ma un centro di significato: il confine tra la vita e la morte, tra il sentire e il vuoto, tra l’umano e il non umano.


IL CUORE NEL TITOLO

❤️ Cuore di cane (1925)
Michail Bulgakov

Il professor Preobraženskij trapianta a un cane randagio l’ipofisi di un ubriacone morto e ottiene qualcosa che non si lascia spiegare né dalla scienza né dall’educazione. Bulgakov non ha scritto soltanto una satira sulla rivoluzione, ma ha messo su una riflessione sulla natura umana: il fatto di avere un cuore umano nel petto non rende una creatura un essere umano. Qui il cuore è un organo che si può trapiantare, ma non educare, e questo è più spaventoso di qualsiasi intervento chirurgico.

❤️ Il cuore di Parma (2003)
Aleksej Ivanov

Quindicesimo secolo, Urali, scontro tra la Parma pagana e lo stato moscovita. Qui il cuore non è una metafora, ma letteralmente il centro del mondo: un luogo di potenza in cui si scontrano storia, fede ed elementi naturali. Ivanov scrive in modo tale che si sente il freddo del fiume e l’odore della resina, e si capisce: ogni terra ha il proprio cuore, e non lo si può conquistare, lo si può solo trafiggere. Uno dei migliori romanzi storici russi degli ultimi trent’anni.

❤️ Cuore ardente (1869)
Aleksandr Ostrovskij

Una commedia su una ragazza dal cuore ardente in un mondo governato dal freddo calcolo. Paraša vive di passione, slancio, è indomabile moralmente, e questo la rende estranea tra persone che da tempo hanno deciso di vivere diversamente. Ostrovskij ha scritto di come un “cuore ardente” non sia né una virtù né un vizio, ma una forza che semplicemente non coincide con la norma. Attualissimo.

IL CUORE NON RESISTE

❤️‍🩹 Il dottor Živago (1957)
Boris Pasternak

Uno dei finali più potenti della letteratura russa: Živago muore d’infarto su un tram al centro di Mosca, in movimento, nel caldo soffocante, da solo. Il cuore semplicemente si ferma. Pasternak ha scritto di ciò che accade quando un’epoca pretende troppo dall’uomo: rivoluzione, guerre, perdite, un’emigrazione interna al proprio paese e alla fine il cuore non regge, non per malattia, ma per tutto questo insieme. Il romanzo vinse il Nobel, che a Pasternak non fu permesso di ritirare.

💔 Il braccialetto di granati (1910)
Aleksandr Kuprin

Il telegrafista Želtkov ama la principessa Vera per sette anni in silenzio, a distanza, senza la minima speranza. Quando il marito e il fratello di lei vanno da lui e gli chiedono di smettere, capisce che obbedirà e a quel punto si spara. Kuprin ha scritto di un cuore spezzato portato al limite: non di debolezza, ma di un amore di tale intensità che è impossibile condividerlo e altrettanto impossibile liberarsene. “L’amore deve essere una tragedia” non è una bella frase, è una diagnosi.

IL CUORE SI SPEGNE

🖤 Ionich (1898) Anton Čechov
Ionyč

Un giovane medico arriva in provincia, si innamora, viene respinto e gradualmente si trasforma in un borghese benestante, indifferente, soddisfatto. Čechov non ha scritto di un amore infelice, ma di ciò che accade al cuore quando smette di battere con tutta la sua forza: non si spezza ma semplicemente si affievolisce. Ionyč è la storia di una necrosi. Silenziosa, impercettibile, irreversibile.

🖤 Lo scambio (1969)
Jurij Trifonov

La madre del protagonista ha avuto un infarto e sta morendo. Il figlio e la nuora cercano di dividere l’appartamento mentre la madre è ancora viva. Qui l’infarto è il punto in cui si rivela l’intera struttura morale della vita: chi è chi, fino a dove è disposto ad arrivare, cosa chiama amore. Trifonov ha scritto tutto questo senza alzare la voce, in modo quieto e crudele, come accade davvero nella vita.
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26 apr 2026, 00:32

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«Oggi alle 10:17, nel suo studio, Vladimir Majakovskij si è tolto la vita con un colpo di revolver Nagant al cuore. L’ambulanza giunta sul posto lo ha trovato già morto. Negli ultimi giorni V.V. Majakovskij non aveva mostrato alcun segno di turbamento interiore e nulla lasciava presagire la catastrofe».
«Krasnaja gazeta», 14 aprile 1930
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26 apr 2026, 00:32

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26 apr 2026, 00:32

Care amiche e cari amici, ciao!

Scriviamo per voi ogni giorno.
Due canali collegati non sono un semplice flusso casuale di testi: si tratta di un lavoro quotidiano fatto di ricerca dei temi, letture, selezione, parla del tentativo di vedere e discutere di ciò che di solito passa inosservato. Argomenti non banali, osservazioni culturali, testi che richiedono tempo e fatica, da parte nostra e da parte vostra.
Cerchiamo di fare il massimo possibile per chi ci legge, proprio per creare uno spazio a cui si possa tornare, su cui riflettere, discutere, sentire; a volte, semplicemente, respirare.

Ma la verità è che questo tipo di lavoro è molto fragile.
Al momento il progetto esiste senza un sostegno economico stabile, e questo sta diventando una minaccia concreta, non astratta, ma molto semplice: il tempo e le energie possono non bastare più. E allora tutto questo rischia di ridursi, semplificarsi, o sparire.

Non vogliamo che accada.
Non vogliamo abbassare il livello.
Non vogliamo trasformare i canali in un flusso di post casuali, di pubblicità.
Non vogliamo sparire dalla vostra quotidianità.
Per questo apriamo il sostegno al progetto.

Se ciò che facciamo è importante per voi, potete aiutarci a continuare:
☕ 3–5 € — sostegno al canale
📚 10–20 € — accesso a una lezione a scelta dei nostri corsi
🧠 50 €+ — "santi patroni" del progetto (accesso a materiali aggiuntivi e possibilità di essere menzionati, se lo desiderate)
👉 link per sostenere: https://www.paypal.com/pools/c/9oi2GsqeWV

Non la vediamo come una richiesta di “donazioni”.
Per noi è un modo per continuare un lavoro che è già diventato condiviso: nostro e vostro.
Grazie a tutti quelli che ci leggono ogni giorno.
A volte sembra che sia proprio questo a tenere tutto insieme, l’attenzione di un altro essere umano, la vostra attenzione.
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26 apr 2026, 00:32

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💥 СДЕЛАЛ, НО НЕ ДО КОНЦА — ПЕРЕДЕЛЫВАЛ, НО НЕ ДОДЕЛАЛ

Intensivo sull’aspetto verbale russo (perfettivo e imperfettivo)
3 lezioni da 1,5 ore | mini-gruppo fino a 5 persone | livello A2–B1

Parli russo e a volte ti ritrovi con dubbi che tornano sempre:

👉 «Я делал домашнее задание… или сделал?»
👉 «Я читал эту книгу вчера....дочитал или перечитывал?»
👉 «Почему здесь сказал, а тут говорил?»


E la sensazione è sempre la stessa:
sembra tutto chiaro… e poi si confonde tutto 😅

È normale.

Perché l’aspetto verbale è uno degli argomenti più difficili del russo.

Ma si può finalmente capirlo davvero — e iniziare a usarlo con sicurezza.

💥 Durante l’intensivo:
✔ spiegheremo in modo semplice l’aspetto perfettivo e imperfettivo
✔ capiremo la differenza: processo vs risultato
✔ impareremo a sentire quando usare “facevo” e quando “ho fatto”
✔ analizzeremo gli errori tipici degli studenti stranieri
✔ faremo molta pratica nella conversazione

🧠 Formato:
— 3 lezioni da 90 minuti
— mini-gruppo fino a 5 persone
— tanta pratica, poca teoria
— attenzione e supporto per ogni partecipante

📅 Date delle lezioni:
— 28 aprile alle 20:30
— 2 maggio alle 11:00
— 5 maggio alle 20:30

🎯 Risultato:
Smetterai di indovinare e inizierai a parlare in modo preciso e sicuro:
👉 «Facevo» vs «ho fatto» — senza pause, dubbi e confusione 💪

📩 Per prenotare un posto: https://docs.google.com/forms/d/1FIPmltrkX-wS80gfBpMQA0Qn-N9Ay36bQXnApPNloK8/preview

💰 Prezzo:
50 € — per i primi 2 posti
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