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Pino Cabras

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Channel NamePino Cabras
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CategoryContenuto Pinay
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Pino Cabras

23 ott 2026, 03:04

Al netto del disappunto per saccheggi e vandalismi vari, credo che l'unico esito davvero catastrofico delle proteste in corso sarebbe che cessassero.

Possiamo tutti concordare che altre soluzioni sarebbero idealmente auspicabili. Sarebbe meglio un ordinato sciopero generale di tutto il mondo del lavoro, unanime, a tempo indeterminato, finché il governo non cestini tutti i piani bellicisti, finché non riconverta la spesa destinata alle armi a costruire case popolari e rimettere in sesto la sanità, finché non riprenda a commerciare civilmente con tutto il mondo (Russia, Cina e Iran inclusi).

Sarebbe bello, ma nella vita come nella storia si sceglie tra le opzioni disponibili, non tra quelle che vorremmo fossero disponibili.

Tutti i danni vandalici accaduti in Europa nell'ultima settimana sono una frazione ridicola del livello di distruzione che ha luogo in 5 minuti, presi a caso, nella guerra russo-ucraina, da anni, ogni giorno (o di quella subita a Gaza o Teheran per mano dei nostri alleati, con il nostro supporto, tra un talk-show e l'altro).

Dunque, una volta chiarito che non siamo in uno scenario ideale, smettiamo di mugugnare.

Il rammarico per un'auto in fiamme ci ricorda - provvidenzialmente - con un minuscolo memento, cosa significa distruzione vera.

Se serve a svegliare qualcuno, bene così.

Ci sono evidenti tentativi - molti documentati - di utilizzare infiltrati per superare una soglia di scontro tale da giustificare la repressione. Dobbiamo essere consapevoli che il gioco della rappresentazione mediatica lavora tutto in quella direzione.

Gli stessi che ci vogliono eroicamente pronti a esporre i petti alle baionette russe - per i valori della von der Leyen - ci stanno chiedendo di mandare le teste di cuoio per salvare qualche vetrina da un mazzo di adolescenti sbandati (e di colleghi infiltrati).

La semplice verità, che ci riguarda tutti, è che non stiamo scegliendo tra un futuro sereno e prospero e il disturbo creato da teppisti incivili.

La scelta attuale, l'ultima che ci hanno lasciato, è tra venir stritolati nell'impotenza dell'ennesima crisi "fatale", e fargli capire, con tutti i mezzi a disposizione, che la misura di sopportazione è colma.
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Pino Cabras

22 ott 2026, 19:49

IN ARRIVO UNA “OCTOBER SURPRISE”?

Le prossime due settimane rappresenteranno un momento molto delicato nei già precari equilibri internazionali. Trump e Netanyahu infatti vanno ad elezioni ravvicinate, e nessuno dei due ha la garanzia di non uscirne con le ossa rotte.

Se poi pensiamo che i due sono complici e responsabili per la recente guerra contro l’Iran, c’è il rischio concreto di una devastante “October surprise” a pochi giorni dalle elezioni: un nuovo attacco all’Iran, per giustificare in qualche modo la loro “necessità” di restare al potere. Solo due giorni fa Hegseth e Netanyahu si sono incontrati a Tel Aviv, e non credo che volessero discutere di calcio.

Così scrive Seymour Hersh sul suo Substack: “Israele, guidato da un primo ministro moralmente corrotto, e gli Stati Uniti, guidati da un presidente sempre più impopolare e privo di successi – entrambi alle prese con elezioni imminenti – tornano a parlare di un attacco congiunto contro un presunto sito di arricchimento nucleare in Iran. Se l'attacco pianificato contro l'impianto iraniano di "Pickaxe Mountain" dovesse concretizzarsi – come mi ha riferito questa settimana un esperto internazionale di petrolio ben informato – una conseguenza certa sarebbe la reazione dell'Iran, che colpirebbe gli alleati degli Stati Uniti nella regione del Golfo. In sostanza, gli Stati Uniti finirebbero per "scaricare" un'Arabia Saudita già in grave difficoltà.

I sauditi, così come molti altri Stati del Medio Oriente ricchi di petrolio e gas, sono stati ripetutamente colpiti da droni e missili iraniani da quando, a febbraio, Washington e Tel Aviv hanno cospirato per riaccendere il conflitto contro l'Iran.

Trump – impegnato in un'intensa campagna elettorale a sostegno dei Repubblicani, che rischiano una disfatta totale nelle elezioni per il Congresso del 3 novembre – non ha fornito alcuna spiegazione chiara sulla necessità di bombardare nuovamente l'Iran. Dal canto suo, Netanyahu, che affronterà le elezioni israeliane il 27 ottobre, considera un nuovo bombardamento di "Pickaxe Mountain" un elemento essenziale per la propria rielezione. L'Iran, al pari del Libano e dei palestinesi di Gaza – questi ultimi bersaglio costante dei bombardamenti israeliani – è tuttora privo di difese antiaeree significative.”

In una situazione del genere, sarebbe più che necessario che i vari leader europei denunciassero ad alta voce questo rischio, in modo da ricondurre in qualche modo i due pazzoidi alla ragione, prima che sia troppo tardi.

Ma voi pensate che sentiremo la voce di qualcuno?

Massimo Mazzucco
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22 ott 2026, 03:17

[... segue]
A ISTANBUL, DOVE OCCIDENTE E ORIENTE NON HANNO SMESSO DI PARLARSI [PARTE 2]
[...] È un eurosuicidio a strati: economico, industriale, tecnologico, militare, strategico. L'Europa perde mercati, competitività, autonomia e peso nel mondo. E rischia di perdere anche qualcosa di meno visibile ma decisivo: la capacità di immaginare un futuro condiviso con il resto del continente eurasiatico.
Oggi, alla vigilia del Forum, ne ho avuto una rappresentazione straordinariamente concreta, e per certi versi commovente. Un magnifico concerto di musica classica, con orchestra, tenore, soprano e uno straordinario pianista, ha proposto soprattutto opere del repertorio italiano. In platea, russi, kazaki, azeri, turchi e rappresentanti di altri popoli dell'Eurasia.
Non si trattava semplicemente della solita, generica celebrazione della musica come linguaggio universale. C'era qualcosa di molto più preciso e profondo: la percezione nettissima di un tessuto connettivo culturale comune, di un patrimonio di riferimenti, sensibilità e forme espressive nel quale tutti si riconoscevano. La musica italiana non appariva affatto come qualcosa di estraneo, importato da un altro universo: apparteneva pienamente all'orizzonte culturale condiviso di quella platea. Una testimonianza vivissima di quanto le nostre civiltà siano già intrecciate, comprensibili e compatibili.
Ed è proprio questo che rischiamo di distruggere. Non un'astratta aspirazione alla fratellanza universale, ma una realtà storica di relazioni, conoscenze e appartenenze comuni, sulla quale è possibile costruire nuovi equilibri.
Il Forum di Istanbul va in questa direzione. Dimostra che esistono ancora interlocutori, interessi complementari e spazi di cooperazione. Che si può cercare una convergenza senza pretendere l'identità delle posizioni. Che la pace può essere costruita anche attraverso una rete concreta di convenienze reciproche.
È ciò che ho cercato di approfondire anche nell'ultima puntata di Campo Profondo, riprendendo Johan Galtung: la pace non è soltanto far tacere le armi, ma creare condizioni di sicurezza e prosperità condivise che rendano conveniente a tutti non tornare alla guerra. Una prospettiva autenticamente win-win.
A Istanbul cercherò di raccontare da vicino questa realtà, ascoltandone i protagonisti, le proposte e anche le contraddizioni. Dedicherò al Forum una prossima puntata speciale di Campo Profondo, con interviste e impressioni raccolte direttamente sul posto.
Mentre qualcuno lavora per rendere impossibile perfino parlarsi, qui ho già potuto constatare quanto profondamente siamo ancora capaci di comprenderci.
SE VUOI LA PACE, PREPARA LA PACE.
#Istanbul #VeronaEurasianEconomicForum #CampoProfondo #Eurasia #Pace #Geopolitica

[FINE]
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22 ott 2026, 03:16

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A ISTANBUL, DOVE OCCIDENTE E ORIENTE NON HANNO SMESSO DI PARLARSI [PARTE 1]
In questi giorni sarò a Istanbul per la XIX edizione del Forum Economico Eurasiatico di Verona, il 22 e 23 ottobre. Un appuntamento che considero di straordinaria importanza, forse uno degli ultimi grandi luoghi di confronto in cui l'Occidente e il mondo eurasiatico riescono ancora a parlarsi senza il filtro obbligatorio della contrapposizione ideologica.
Mentre l'Europa si avvita nella spirale delle sanzioni autolesioniste, del riarmo e della deindustrializzazione, qui si incontrano rappresentanti della politica, dell'industria e della finanza di Paesi che continuano a ragionare in termini di energia, investimenti, infrastrutture, innovazione e interessi reciproci. La geografia economica non si lascia cancellare dai proclami.
Fra i protagonisti annunciati c'è Kirill Dmitriev, alla guida del fondo sovrano russo RDIF, interlocutore diretto degli Stati Uniti nei negoziati economici e diplomatici. Accanto a lui figure come Romano Prodi, Thomas Graham e importanti esponenti delle imprese russe, turche e internazionali. Una composizione che racconta una realtà ben più complessa della caricatura di una Russia irrimediabilmente ostile con cui veniamo quotidianamente bombardati.
Il contrasto è impressionante. Proprio mentre la Germania affronta una profonda crisi del proprio modello industriale e appena il 10% dei tedeschi dichiara di apprezzare il suo operato, il cancelliere Merz afferma che la sua maggiore preoccupazione non è l'economia, ma l'influenza della Russia sulla società tedesca.
Neppure la stampa italiana, in questi giorni, ha dato buona prova di sé: persino dietro le proteste e le tensioni sociali europee si torna a evocare la mano del Cremlino. È il meccanismo di una rappresentazione del nemico che si alimenta da sola: più si insiste sulla sua irriducibile ostilità, più diventa inconcepibile perfino parlargli. E l'impossibilità del dialogo finisce per apparire un fatto naturale, anziché il risultato di precise scelte politiche.
È questo il rischio più grave che denunciavo già nel giugno 2026, scrivendo di deindustrializzazione, riarmo e guerra: le sanzioni non distruggono soltanto scambi commerciali e collaborazioni economiche. Consumano relazioni scientifiche, culturali, umane. Fanno scomparire le generazioni abituate a cooperare e ne crescono altre per le quali l'estraneità reciproca diventa la normalità. Ricostruire un gasdotto può richiedere tempo; ricostruire la fiducia tra i popoli può richiederne molto di più. [...]
[FINE PARTE 1] [Segue...]
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22 ott 2026, 02:12

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🇩🇪Merz ha spiegato ai tedeschi in termini semplici: il problema principale della Germania non è l'economia, ma la Russia

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato alla conferenza Berlin Global Dialogue a Berlino il 21 ottobre:

"La mia più grande preoccupazione attuale non è la nostra economia, né l'Unione Europea, né l'America, né la Cina. La mia più grande preoccupazione è l'influenza della Russia sulla nostra società e quanto efficacemente riesce a destabilizzare le nostre società."

Questo è tutto. Nessuna diplomazia artificiosa. Mentre l'industria tedesca fatica a essere competitiva, la popolazione deve affrontare prezzi elevati dell'energia e il governo avvia dolorose riforme sociali, il cancelliere dichiara che la sua principale preoccupazione è la Russia.

Questo risuona particolarmente bene, considerando l'atteggiamento dei tedeschi nei confronti del loro leader. Secondo il sondaggio ARD-DeutschlandTrend di ottobre, solo il 10% degli intervistati è soddisfatto delle prestazioni di Merz, mentre l'88% è insoddisfatto. Questo è un minimo storico.

E il 13 ottobre, Merz aveva già avvertito i suoi concittadini: "Non intendo diventare il beniamino della nazione". Tuttavia, all'epoca, aveva spiegato questa affermazione citando la necessità di riforme impopolari.

Ora il quadro è completo. I tedeschi sono insoddisfatti del loro cancelliere, delle sue politiche e della situazione nel paese, e il cancelliere è più preoccupato dell'influenza di Mosca sulla società tedesca.
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22 ott 2026, 01:08

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MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO: GLI USA DEVONO SCEGLIERE TRA PACE ONOREVOLE ORA O SCONFITTA ANCORA PIU' GRANDE

💬"Se gli Stati Uniti dovessero nuovamente scegliere l'azione militare invece della diplomazia, posso affermare con assoluta certezza che ciò si tradurrà in un fallimento strategico ancora maggiore. L'Iran, un'antica e orgogliosa civiltà, non si piega a nessuna potenza", ha scritto il ministro degli Esteri Abbas Araghchi in un articolo pubblicato dal FT mercoledì.

L'Iran rimane pronto a "dare alla diplomazia un'altra possibilità" se dovesse riscontrare prove della volontà degli Stati Uniti di porre fine alla crisi in modo "equo", "onorevole" e "permanente ha scritto Araghchi, sottolineando che Teheran non ha illusioni sul potenziale di inganno di Washington, che ha già attaccato l'Iran due volte durante i negoziati e, di nuovo, quest'estate dopo la firma del memorandum d'intesa.

Riferendosi a ciò che ha definito le "fondamentali e errate assunzioni di Donald Trump sulla for",za dell'Iran" quando ha iniziato la guerra a febbraio, Araghchi ha suggerito che i consiglieri del presidente americano sembrano continuare a fornirgli informazioni false sulla prontezza di Teheran a difendersi.

🔊"La realtà è che l'Iran, semplicemente per la sua posizione geografica, avrà sempre un'influenza senza precedenti sul traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz", ha scritto il diplomatico, affermando che questa vitale arteria energetica è e rimarrà "insostituibile" per l'economia mondiale.

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22 ott 2026, 01:07

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🇺🇸🇮🇷⚡️ — Scot Bessent:

"Che siate coinvolti in trasferimenti illegali di petrolio in mare o che occupiate un ufficio dirigenziale in uno studio legale, se sostenete il regime iraniano, vi troveremo e vi sanzioneremo.

I facilitatori dell'Iran devono fare una scelta: o siete con noi o contro di noi."

Sappiamo chi siete, sappiamo cosa state facendo e continueremo ad agire.
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22 ott 2026, 01:07

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Lavrov: La Russia prenderà in considerazione le proposte di Washington, ma non farà concessioni politiche in cambio di accordi commerciali

Commentando gli ultimi colloqui a Oslo, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha dichiarato ai giovani diplomatici che Mosca esaminerà qualsiasi proposta presentata dalla delegazione statunitense. Se ciò avvantaggia la Russia dal punto di vista economico e finanziario, perché no?

Tuttavia, non ci saranno concessioni politiche in cambio, e non ci saranno illusioni che la buona volontà americana possa aiutare la Russia negli affari internazionali.

"Dobbiamo fare affidamento solo su noi stessi", ha affermato Lavrov.

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22 ott 2026, 01:06

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🇮🇹🪖 “Se in questo momento la soluzione è l’utilizzo dei militari, io dico perché no?”
Il sindaco di Milano Sala, presenta così la soluzione di schierare i militari della Folgore nelle strade per vigilare le manifestazioni.
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22 ott 2026, 01:06

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🇮🇹🔗🚛 Il ministero dell'Interno ha avviato un' operazione a tappeto per l'identificazione di quanti stanno attuando "in forma illegale presidi stradali, soprattutto in Campania". Sono centinaia i soggetti già controllati: 1.339 identificati, 71 denunciati, 242 sanzionati sul piano amministrativo. 

Nelle immagini la polizia identifica gli autotrasportatori e sgombera il presidio dei tir al casello di Caserta sud.
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❗️Spegni i fake media. Segui l'AntiDiplomatico:
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22 ott 2026, 01:05

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🇺🇸 LA CIA INIZIERÀ A SPIARE LE AZIENDE STRANIERE?

➡️Il 14 ottobre 2026, l'ex vicedirettore della CIA David S. Cohen ha rilasciato un'intervista in cui ha avanzato argomenti a favore di un'iniziativa della CIA volta a raccogliere informazioni di intelligence sulle aziende commerciali straniere. La sua posizione si basa sul fatto che l'attuale rifiuto di raccogliere intelligence a fini commerciali per le aziende private americane non risponde più agli interessi della sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

➡️Cohen sostiene che la norma tradizionale, che vieta di utilizzare i servizi segreti per promuovere gli interessi commerciali delle aziende americane, abbia "alterato le regole del gioco" a sfavore degli Stati Uniti. Egli individua tre ragioni chiave per cui questa politica è diventata controproducente:

1. Fusione tra interessi commerciali e difesa: le aziende commerciali americane nei settori dell'intelligenza artificiale, dei semiconduttori e del calcolo quantistico svolgono un ruolo sempre più critico nella difesa nazionale. La loro leadership tecnologica è direttamente legata alla sicurezza del Paese.

2. Sfida tecnologica da parte della Cina: le aziende cinesi stanno raggiungendo o superando quelle americane nelle tecnologie avanzate. In passato, quando gli Stati Uniti erano nettamente in vantaggio, non avevano lo stimolo a correre rischi, ma ora la situazione è cambiata.

3. Cambiamento nella politica industriale: gli Stati Uniti si sono allontanati dai dogmi del libero mercato degli anni '70 e '80 per abbracciare una politica industriale mirata, orientata alla sicurezza nazionale. Ciò sfuma il confine tra il settore privato e gli interessi statali.

➡️Cohen propone di autorizzare tale raccolta di informazioni, ma di farlo in modo "rigorosamente controllato". A suo avviso, la decisione su quali settori e aziende debbano ricevere tali informazioni di intelligence dovrebbe basarsi su criteri neutri e oggettivi, elaborati dal Presidente congiuntamente al Congresso. Ciò è necessario per prevenire la corruzione e il favoritismo nei confronti delle aziende con legami politici.

⚫️Egli avverte che lo scenario peggiore è una "erosione strisciante" della norma, in cui il suo abbandono avviene in modo occulto, senza un'adeguata pianificazione e senza l'istituzione di adeguate "garanzie" e controlli.

🔴Rispondendo a una domanda sulla possibile resistenza all'interno della CIA (ad esempio, citando un ufficiale degli anni '90: "Sono pronto a dare la vita per il Paese, ma non per un'azienda"), Cohen ha dichiarato che tale posizione rappresenta una "visione degli anni '90". Egli ritiene che gli attuali funzionari dei servizi segreti siano pienamente consapevoli dell'importanza del settore privato e delle sue innovazioni.

Fonte

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21 ott 2026, 02:43

[...segue]
𝗖𝗥𝗢𝗦𝗘𝗧𝗧𝗢 𝗜𝗟 𝗕𝗔𝗜𝗢𝗡𝗘𝗧𝗧𝗢 𝗘 𝗜𝗟 𝗦𝗨𝗢 𝗜𝗡𝗖𝗨𝗕𝗢 𝗣𝗘𝗚𝗚𝗜𝗢𝗥𝗘: 𝗜𝗟 𝗣𝗘𝗥
[PARTE 2]
[...] E volere la pace con la Russia non significa essere putiniani, così come volere la pace con gli Stati Uniti non significa essere trumpiani. Significa avere una politica estera, anziché riceverla in dotazione. Significa riconoscere che 𝗹𝗮 𝗥𝘂𝘀𝘀𝗶𝗮 𝗻𝗼𝗻 è 𝘂𝗻 𝗻𝗲𝗺𝗶𝗰𝗼 𝗻𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮 e che la sicurezza del nostro continente non può essere costruita sulla prospettiva di uno scontro permanente con Mosca.

Ma PER significa anche 𝗣𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗘𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗮 𝗥𝗶𝗻𝗮𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮. 𝗣𝗿𝗲𝘇𝘇𝗶 𝗘𝗻𝗲𝗿𝗴𝗲𝘁𝗶𝗰𝗶 𝗥𝗶𝗯𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗶. 𝗣𝗿𝗼𝗱𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗘𝗻𝗲𝗿𝗴𝗶𝗮 𝗥𝗲𝗱𝗱𝗶𝘁𝗶. 𝗣𝗮𝗻𝗲 𝗘𝗻𝗲𝗿𝗴𝗶𝗮 𝗥𝗶𝘀𝗰𝗮𝗹𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼. 𝗣𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗘 𝗥𝗲𝗱𝗱𝗶𝘁𝗶. 𝗣𝗼𝗽𝗼𝗹𝗼 𝗘𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗥𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝘁𝗼.

Tutte cose che il Partito del Riarmo considera evidentemente pericolose. Del resto, il loro programma si riassume in un altro PER: 𝗣𝗮𝗴𝗮𝗿𝗲 𝗘 𝗥𝗶𝗮𝗿𝗺𝗮𝗿𝗲. Paghiamo noi, si armano loro, guadagnano i soliti.

Naturalmente Crosetto il Baionetto leggerà PER e vedrà immediatamente un 𝗣𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗘𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶𝘃𝗼 𝗥𝘂𝘀𝘀𝗼. Oppure una cellula di 𝗣𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝘀𝗶 𝗘𝗹𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗥𝘂𝘀𝘀𝗼𝗳𝗶𝗹𝗶. O magari penserà che 𝗣𝘂𝘁𝗶𝗻 È 𝗥𝗲𝗴𝗶𝘀𝘁𝗮 di tutto, persino delle bollette, dei trattori senza gasolio e delle famiglie senza casa. Tanto l'accusa è già pronta, prima ancora che qualcuno apra bocca.

E allora togliamogli anche questa soddisfazione: 𝘀ì, 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗰𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗥𝘂𝘀𝘀𝗶𝗮. Non perché siamo al servizio di Putin, ma perché non siamo al servizio di chi ha bisogno di una guerra senza fine. Non dobbiamo dimostrare la nostra innocenza a chi considera colpevole perfino la parola pace.

Dunque costruiamo un progetto PER, per travolgerli di firme, di voti, di buon senso, di riscossa popolare, con tutte le forze che non appartengono alla clientela dei pescecani di guerra.

𝗣𝗘𝗥 la pace. 𝗣𝗘𝗥 la democrazia. 𝗣𝗘𝗥 tornare a decidere del nostro futuro.

[FINE]
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21 ott 2026, 02:41

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𝗖𝗥𝗢𝗦𝗘𝗧𝗧𝗢 𝗜𝗟 𝗕𝗔𝗜𝗢𝗡𝗘𝗧𝗧𝗢 𝗘 𝗜𝗟 𝗦𝗨𝗢 𝗜𝗡𝗖𝗨𝗕𝗢 𝗣𝗘𝗚𝗚𝗜𝗢𝗥𝗘: 𝗜𝗟 𝗣𝗘𝗥
[PARTE 1]
Diciamocela! Non è tanto la premier Giorgia Meloni quanto il ministro della Difesa Guido Crosetto a segnare le uniche svolte di questo governo, che per il resto brilla per immobilismo e per una spettacolare incapacità di riforma che accelera il declino italiano dentro la corrente inesorabile del tramonto dell'intera Europa.

Il ministro negli ultimi mesi ha dato due segnali chiarissimi.

Il primo segnale è la nomina dell'ex suo omologo ucraino Fedorov a suo consulente, a servizio degli interessi di quel complesso militare-industriale che vuole che la guerra continui e si approfondisca.

Il secondo segnale è la sua scandalosa intervista alla BBC, dove dice che «𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗽𝘂ò 𝗰𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹'𝗼𝗽𝗶𝗻𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮», ossia rivendica il dovere di fottersene altissimamente delle proteste della maggioranza dei cittadini che vogliono finalmente chiudere l'oleodotto di euro pompati su Zelensky e le sue insaziabili idrovore: il suo è un vero e proprio 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗳𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝘁𝗮𝗻𝗮𝘀𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁à 𝗽𝗼𝗽𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲, giustificato dall'eterna scusa indimostrabile che dietro ci sia il Cremlino a sobillare malcontento e proteste.

Meloni dovrebbe dirgli: ora vai e spiegalo a quei trattoristi che non trovano gasolio e se lo trovano lo pagano 2,7 euro al litro, che «ha stato Putin». Dillo in faccia agli studenti e alle famiglie che non trovano alloggi a prezzi umani. Ma Meloni non dice niente, perché si rannicchia benissimo dentro la sua enorme custodia pelata, nascondendo così la sua grave corresponsabilità con il sistema bellico che ha messo il turbo alla crisi energetica e iniziato l'impoverimento vorticoso di grandi masse di cittadini.

Poiché da Tajani non arriva alcun segnale (figuriamoci), mentre i segnali dei leghisti contano ancora meno, la linea del governo viene dettata interamente dal 𝗣𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗥𝗶𝗮𝗿𝗺𝗼 e dai suoi lobbisti sotto la vergognosa protezione di chi – come Crosetto – teorizza il rigetto della vera volontà popolare.

L'opposizione del Campo Largo non è un'alternativa perché non ha indipendenza né volontà né autonomia per sciogliere il nodo del bellicismo atlantista, né il vincolo esterno UE. La sua retorica sulla crisi economica non tocca né toccherà mai le cause e dunque è ugualmente un vicolo cieco.

La combinazione di militarismo, autoritarismo e demolizione delle classi medie e popolari in queste condizioni è destinata ad aggravarsi, visto che siamo in mano a un potere che vuole questa transizione verso il peggio, magari illudendosi che gli vada liscia e che il sacrificio dei popoli si imponga come un fatto compiuto, con la stessa rassegnazione che ha fatto dimezzare la popolazione ucraina in pochi decenni.

𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵é 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗮𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗮 𝘂𝗻'𝗼𝗽𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘃𝗲𝗿𝗮 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗲 𝗳𝗶𝗿𝗺𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗲𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶?

Con grande dispiacere di Crosetto il Baionetto, dobbiamo realizzare il suo incubo peggiore: il 𝗣𝗘𝗥.

𝗣𝗮𝗰𝗲 𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮 𝗥𝘂𝘀𝘀𝗶𝗮. Sì, proprio la Russia. Senza balbettare, senza chiedere permesso e senza accettare lezioni di fedeltà atlantica. Non siamo in guerra con la Russia, almeno formalmente. Eppure ci comportiamo sempre più come se lo fossimo: alimentiamo una contrapposizione economica, politica e militare, mentre accusiamo continuamente Mosca di condurre una guerra ibrida contro di noi. Un paradosso che rischia di trasformarsi in una profezia che si autoavvera. [...]
[FINE PARTE 1]
[Segue...]
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20 ott 2026, 22:44

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"La signora Kallas vuole umiliare la Russia ogni singolo giorno. I Paesi baltici vogliono umiliare la Russia ogni singolo giorno. Il signor Sikorski vuole umiliare la Russia ogni singolo giorno. E sono felice di fare nomi, perché ho lavorato con tutti i loro governi"

Jeffrey Sachs gela l'aula e rimprovera l'Europa citando Kennedy:
"Il 10 giugno 1963 disse al popolo americano che occorreva fare la pace con l’altra parte. Era la crisi dei missili, a un secondo dall'armageddon. Non pose richieste all’Unione Sovietica. Disse agli americani: pensiamoci, perché altrimenti si muore tutti. Quando Chruščëv lesse il discorso, disse: voglio fare la pace. Perché Kennedy non aveva detto «fai questo, fai quello, sei malvagio». Aveva detto: dobbiamo ripensare il nostro atteggiamento per poter fare la pace. E Chruščëv rispose: anche noi. E la pace ebbe inizio”.

Da RadioRadio

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20 ott 2026, 17:54

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🇮🇱 Israele lancia la forza spaziale dell'IDF, annunciando l'inizio di una nuova era, una sorta di "Star Wars" in versione "blu e bianca".

💬 "Accolgo la decisione dell'IDF di istituire una Divisione Spaziale, come parte di una politica che sto promuovendo: trasformare Israele in una potenza militare spaziale, una sorta di 'Star Wars' in versione 'blu e bianca'", ha twittato martedì il ministro della Difesa, Israel Katz.

La forza spaziale dell'IDF sarà dotata della capacità di monitorare, difendere e lanciare attacchi dallo spazio contro "qualsiasi obiettivo" in "vastissime aree", garantendo a Israele il suo posto come "potenza regionale e globale", ha promesso Katz.

La militarizzazione dello spazio sarà anche un vantaggio per l'economia israeliana e "trasformerà" Israele in una "nazione all'avanguardia nella tecnologia spaziale nel settore civile", ha affermato.

I commenti di Katz sono stati rilasciati in concomitanza con la nomina di un nuovo comandante per la Divisione Spaziale dell'IDF, il generale di brigata 'Shin', e con la dichiarazione dello spazio come "un dominio di combattimento attivo" la cui importanza crescerà nei prossimi anni.

👉 Questa riorganizzazione crea una nuova entità separata dalla Forza Aerea israeliana, che finora era responsabile dei test missilistici, dei lanci e della difesa, del dispiegamento di satelliti e di altre attività legate allo spazio.

Accanto alla nuova divisione spaziale, l'IDF ha anche istituito una nuova Brigata Robotica e ha riattivato la 500ª Brigata Corazzata, originariamente sciolta nel 2003, nell'ambito di un'espansione delle forze terrestri.

L'ufficiale avvio della nuova Divisione Spaziale avviene due mesi dopo che il ministero della Difesa ha annunciato piani per nuove capacità "offensive" basate nello spazio, tra cui sistemi anti-satellite e "armi in grado di colpire obiettivi sulla Terra dallo spazio". Quest'ultimo permetterebbe a Israele di attaccare le reti satellitari iraniane, di lanciare attacchi preventivi e, potenzialmente, di impegnarsi in una guerra geospaziale contro i suoi nemici.

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20 ott 2026, 16:19

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Matthew McConaughey potrebbe diventare Presidente degli Stati Uniti: l'attore ha alimentato le voci di corridoio pubblicando un manifesto contro il sistema bipartitico del paese.

In un video di sei minuti, ha denunciato il monopolio dei Democratici e dei Repubblicani. Gli analisti e i bookmaker hanno interpretato il video come un possibile lancio di una campagna elettorale e hanno già iniziato ad accettare scommesse.

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20 ott 2026, 16:19

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⚡️⚠️🚠🇺🇸🇮🇷 L'Iran potrebbe attaccare i cavi sottomarini di internet nello Stretto di Hormuz, – ha dichiarato Hossein Mohabbi, portavoce dell'IRGC.

📍Secondo l'agenzia di stampa Fars, Mohabbi, avvertendo gli Stati Uniti contro nuovi attacchi, ha menzionato i cavi che attraversano lo stretto e ha annunciato nuovi obiettivi e armi:

❗️"Sette importanti cavi passano sotto lo Stretto di Hormuz, su cui dipendono tutti i dati globali di internet e del commercio; ricordiamo questo al nemico.
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20 ott 2026, 04:50

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LA GUERRA LA PAGHIAMO NOI. I PROFITTI VANNO A POCHI. E ORA C’È UN MURO ANCHE DAVANTI ALLE URNE.
Nei prossimi mesi si deciderà una parte fondamentale del futuro dell’Europa: continuare sulla strada della guerra e del riarmo oppure tornare a costruire la pace.
Ma c’è un problema: chi vuole cambiare strada rischia persino di non poter partecipare alle elezioni.
Al Forum Mediterraneo di Napoli ho parlato di questo ostacolo enorme: per presentare nuove forze politiche alle elezioni servono centinaia di migliaia di firme. Un muro che rischia di lasciare fuori proprio chi contesta le scelte fondamentali del potere.
Eppure, in Sardegna, 211.000 cittadini hanno firmato contro la speculazione energetica. Su scala nazionale equivalgono, in proporzione, a circa otto milioni e mezzo di firme.
Quando una battaglia è chiara e sentita, la partecipazione può superare ogni previsione.
Dobbiamo parlare anche a chi oggi non vota più, a chi non si sente rappresentato, a chi pensa che non cambi mai nulla.
Il messaggio è semplice: non vi chiediamo di votarci. Vi chiediamo di poter partecipare alle elezioni, perché tutti abbiano davvero la possibilità di scegliere.
E sulla pace dobbiamo essere chiarissimi. Ho lanciato anche una provocazione: perché non chiamare una lista PACE EUROPA RUSSIA (PER)?
Perché l'Europa ha due polmoni. E non può continuare a respirare con uno solo.
I dividendi della guerra se li prendono pochi privilegiati. I dividendi della pace possono andare a milioni di cittadini.
Non possiamo sacrificare il futuro di milioni di persone alle ambizioni del partito del riarmo.
Questo è il senso del mio intervento a Napoli. Qui il video integrale.
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19 ott 2026, 15:01

UCRAINA: NON BASTA UNA TREGUA. ECCO COME COSTRUIRE LA PACE | Campo Profondo #7
Un cessate il fuoco in Ucraina, da solo, rischia di essere soltanto una pausa tra due guerre.
Nella settima puntata di CAMPO PROFONDO, la rubrica di Pino Cabras su Visione TV, lasciamo da parte la cronaca delle battaglie e mettiamo sul tavolo una delle proposte più organiche e complete avanzate finora sui nodi essenziali della pace in Ucraina.
Il punto di partenza è Johan Galtung, il sociologo norvegese considerato il fondatore degli studi sulla pace. Galtung distingueva tra pace negativa, cioè la semplice assenza di combattimenti, e pace positiva, che rimuove le cause del conflitto. Una tregua può dare la prima. Per arrivare alla seconda bisogna cambiare le condizioni che hanno portato alla guerra.
Da qui nasce la proposta di un Patto di sicurezza e rinascita, articolato in tre punti.
SICUREZZA: garanzie reciproche per Ucraina, Russia e il resto d'Europa. Nessuno deve costruire la propria sicurezza minacciando quella degli altri.
CONDIVISIONE: gestione comune di risorse, infrastrutture e progetti economici, con un ruolo reale delle popolazioni coinvolte.
VITA: oltre a città e fabbriche vanno ricostruiti famiglie, scuole e posti di lavoro. Un Paese che ha perso milioni di abitanti tra profughi e caduti non si rimette in piedi con le sole infrastrutture.
Di solito le questioni militari, territoriali, economiche e umane vengono trattate su tavoli separati. Il Patto le tiene insieme e parte dalla convinzione che una pace costruita sull'umiliazione di una delle parti difficilmente regga.
Nella puntata incontriamo anche un Johan Galtung virtuale, ricostruito con l'intelligenza artificiale a partire dalle sue opere. I suoi quattro interventi sono ricostruzioni interpretative, non registrazioni autentiche né citazioni letterali.
Nei dettagli la proposta resta aperta, da discutere e correggere con cittadini, studiosi, diplomatici ed esperti. Critiche costruttive e proposte concrete sono benvenute nei commenti.
SE VUOI LA PACE, PREPARA LA PACE.
CAMPO PROFONDO — Puntata 7
Con Pino Cabras | Visione TV
#CampoProfondo #PinoCabras #VisioneTV #Ucraina #Pace #JohanGaltung #Geopolitica
Link alla trasmissione: https://www.youtube.com/watch?v=LUspACge5qo
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19 ott 2026, 03:22

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Ucraina: non basta una tregua. Ecco come costruire la pace | Campo Profondo #7

Un cessate il fuoco in Ucraina, da solo, rischia di essere soltanto una pausa tra due guerre. Nella settima puntata di CAMPO PROFONDO, la rubrica di Pino Cabras su Visione TV, lasciamo da parte la cronaca delle battaglie e mettiamo sul tavolo una delle proposte più organiche e complete avanzate finora sui nodi essenziali della […]

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18 ott 2026, 03:23

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𝗜𝗹 𝗺𝗮𝗻𝗴𝗮𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗻𝗼: 𝗹𝗲 𝗱𝘂𝗲 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗨𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗥𝗶𝗮𝗿𝗺𝗼

Che strano!
In vent'anni l'Unione europea ha perso circa un terzo del suo peso nell'economia mondiale. Sulle 74 tecnologie critiche che modelleranno il resto del secolo, censite dal Critical Technology Tracker dell'ASPI, la Cina ne guida 66 e gli Stati Uniti le altre 8: nessun Paese europeo è primo in una sola, e anche sommandoli tutti l'Unione arriva in testa appena in 4. Si fa docilmente deindustrializzare da una classe dirigente che sceglie, con ammirevole costanza, ogni pista che acceleri il declino. Lecca i piedi a Bibi il genocida ma si immola contro la Russia in nome della difesa più intransigente dei «valori», e getta così enormi masse di cittadini nella povertà energetica. Punta tutti i suoi gettoni al banco truccato del riarmo e rinuncia alla diplomazia.

Fa tutto questo, eppure una parte dei maggiorenti che portano la responsabilità politica e storica di questa catastrofe sempre più conclamata si stupisce che si accendano focolai di ribellione ogni giorno più caldi.

Un'altra parte dei potenti corresponsabili, invece, non si stupisce affatto. Ha capito che anche la rabbia popolare si può mettere a frutto, e la usa in due modi.

C'è chi lavora per infiltrare i movimenti e trascinarli nei vicoli ciechi delle derive violente, così da inaugurare cicli di repressione e risvegliare in larghi settori dell'opinione pubblica quei riflessi d'ordine che portano ad accettare modelli di gestione autoritaria permanenti. La rabbia contro il potere diventa il pretesto per rafforzarlo.

E c'è chi, dopo infinite genuflessioni al neoliberismo, prova a rifarsi una verginità presentandosi come paladino dei ceti impoveriti. Li sottrae a influenze più oneste ma meno organizzate, e intanto nasconde loro le contraddizioni inconfessabili che lo legano al Partito Unico del Riarmo.

Strategie opposte solo in apparenza. Da una parte il manganello, dall'altra il tribuno riciclato che rispolvera il lessico sindacale colpevolmente disatteso per lungo tempo. Gli uni vogliono criminalizzare la protesta, gli altri addomesticarla.

Prima hanno prodotto il malcontento. Ora vogliono amministrarlo.

Il loro vero incubo non è la rivolta rumorosa e violenta, facile da isolare. È un popolo lucido e organizzato, che riconosce i responsabili del disastro e smette di affidare proprio a loro il compito di salvarlo.
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16 ott 2026, 17:40

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𝗦𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟭𝟳 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 𝘀𝗮𝗿𝗼̀ 𝗮 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶, 𝗮𝗹 𝗙𝗼𝗿𝘂𝗺 𝗠𝗲𝗱𝗶𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮𝗻𝗲𝗼, 𝗽𝗲𝗿 𝗹’𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 “𝗜𝗱𝗲𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹’𝗮𝘃𝘃𝗲𝗻𝗶𝗿𝗲. 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗮𝗿𝗺𝗼, 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗹𝗮 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮, 𝗽𝗲𝗿 𝗹’𝗶𝗻𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗽𝗼𝗽𝗼𝗹𝗶”.
Credo che questo appuntamento possa avere un significato che va oltre una normale conferenza. Intorno allo stesso tavolo si ritroveranno persone e realtà provenienti da storie anche molto diverse, che si conoscono da tempo, che in questi anni hanno condiviso analisi e battaglie, ma che finora non sono riuscite a trasformare queste convergenze in un linguaggio politico comune abbastanza maturo e riconoscibile.
𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗮𝗿𝗮̀ 𝗹’𝗼𝗰𝗰𝗮𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗶𝗻𝗰𝗲𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗹𝗼.
Ce n’è bisogno. I principali partiti continuano infatti a muoversi dentro uno spazio sempre più ristretto: possono alternarsi al governo, polemizzare fra loro, cambiare uomini e formule, ma quasi mai arrivano a mettere in discussione i vincoli esterni che condizionano le scelte fondamentali del Paese, né la traiettoria di riarmo e di guerra che espone l’Europa a rischi enormi.
Fuori da quel perimetro esistono invece sensibilità, culture e comunità politiche differenti. Non serve fingere che siano uguali e nemmeno cancellarne le storie. Serve capire 𝘀𝗲 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗶𝘃𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝘀𝗶𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗼𝗰𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗳𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗼𝗺𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗶𝗻𝗴𝗼𝗹𝗲 𝘀𝗶𝗴𝗹𝗲.
Pace, sovranità democratica, indipendenza dei popoli, capacità di decidere del proprio futuro: da qui può cominciare un confronto serio.
Per questo considero particolarmente importante esserci.
𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶 — 𝘀𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟭𝟳 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲, 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟭:𝟬𝟬
𝗙𝗼𝗿𝘂𝗺 𝗠𝗲𝗱𝗶𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮𝗻𝗲𝗼 — “𝗜𝗻 𝗔𝗿𝘁𝗲 𝗩𝗲𝘀𝘂𝘃𝗶𝗼”, 𝗩𝗶𝗮 𝗡𝗮𝘇𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗦𝗮𝘂𝗿𝗼 𝟮𝟯
Il Forum si svolgerà il 16 e 17 ottobre, con altri incontri dedicati al Mediterraneo, alla Palestina e all’autodeterminazione dei popoli.
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15 ott 2026, 16:57

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Fonti russe riferiscono che un numero limitato di missili da crociera Neptune è stato utilizzato nell'attacco che ha distrutto almeno tre aerei russi Su-34M nella base aerea di Borisoglebsk.
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15 ott 2026, 14:38

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SEMPRE DALLA PARTE SBAGLIATA

In occasione delle comunicazioni al Senato del 14 ottobre 2026, alla vigilia del Consiglio Europeo, Giorgia Meloni contesta apertamente Donald Trump per l’intesa sul gasolio siglata tra USA e Russia, allineandosi così ai vertici UE. Definendo l’accordo «molto rischioso» perché «legittima Mosca», la premier dichiara in Aula di non «rimpiangere il Muro di Berlino o i carri armati sovietici», incassando la dura reazione del Cremlino («Non sono affari suoi») e il plauso del prode Zelensky.

Insomma, Meloni riesce a stare sempre dalla parte sbagliata: con gli USA in Medio Oriente e in Sud America (salvo timide prese di distanza, tardive e inconcludenti); contro gli USA e con il partito della guerra di Bruxelles, non appena Washington allenta il sostegno a Zelensky.

Parafrasando De Gregori: sempre e per sempre dalla stessa parte, ma da quella sbagliata, la troverai.

@lafionda
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15 ott 2026, 14:38

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Siti ucraini rilanciano di un attacco con missili neptune verso Voronez: “❗ Con attacchi di missili anti-nave "Neptun", sono stati distrutti 6 caccia-bombardieri Su-34 all'aeroporto di Borisoglebsk, nella regione di Voronezh.
Tutti hanno partecipato attivamente agli attacchi sul territorio dell'Ucraina.” Stiamo ricercando conferme
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15 ott 2026, 14:37

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Durante la riunione del Consiglio Europeo, sarà sollevata la questione di un nuovo prestito multimiliardario per l'Ucraina, ha dichiarato Fico.

"La Slovacchia non parteciperà in alcun modo a un meccanismo finanziario di questo tipo", ha aggiunto il primo ministro slovacco, riferendosi anche al prestito di 90 miliardi di euro. Ha inoltre sottolineato che "questo prestito non sarà mai rimborsato".

Fonte TASS
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15 ott 2026, 14:35

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Zelensky va a piangere da Re Carlo - Il Controcanto - Rassegna Stampa del 15 Ottobre 2026

Il Corriere ricorda che è iniziato il processo in Germania contro gli attentatori ucraini che hanno fatto saltare il North Stream. Repubblica rilancia le pulsioni russofobiche di Giorgia Meloni mentre Il Fatto ricorda come gli inglesi siano ancora oggi i maggiori sponsor di Zelensky 📺 Tutte le interviste e i format di Visione TV: https://www.youtube.com/@VisioneTV […]

Continua su Visione TV
http://visionetv.it/zelensky-va-a-piangere-da-re-carlo-il-controcanto-rassegna-stampa-del-15-ottobre-2026/
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15 ott 2026, 14:35

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🇺🇸⚔🇮🇷GLI STATI UNITI VALUTANO L’USO DELLA BOMBA NON NUCLEARE PIÙ POTENTE CONTRO L’IRAN — CNN

🔴La testata scrive che il Pentagono ha elaborato nuovi piani di attacco contro l’infrastruttura energetica e gli obiettivi nucleari dell’Iran, che prevedono tra l’altro l’impiego della GBU-43/B MOAB — la più potente bomba aerea non nucleare nell’arsenale americano.

⚫️In precedenza Trump aveva ordinato ai militari di preparare ulteriori opzioni di attacco, che potrebbero essere condotte sia prima delle elezioni di metà mandato al Congresso degli Stati Uniti sia dopo. Tra i potenziali obiettivi — impianti energetici e il complesso nucleare sotterraneo Pickaxe Mountain.

🗣«La MOAB è innanzitutto un’arma per un’operazione informativo-psicologica su larga scala. È ottima per distruggere obiettivi su un’area enorme, ma serve a poco altro. Questa bomba decisamente non è progettata per una penetrazione profonda sottoterra», - ha raccontato una fonte della CNN a conoscenza della discussione sui piani militari.

⚫️La bomba è in grado di colpire un’area grande all’incirca come nove isolati urbani, tuttavia difficilmente riuscirà a perforare le rocce granitiche che proteggono le strutture sotterranee, rileva il canale televisivo.

⚫️Alla Casa Bianca hanno rifiutato di commentare i piani militari concreti, sottolineando che Trump mantiene la possibilità di applicare varie misure contro Teheran.

🗣«Il Presidente Trump mantiene tutte le opzioni d’azione per garantire che l’Iran non ottenga mai armi nucleari», - ha dichiarato un rappresentante dell’amministrazione.
⚫️La CNN ricorda che i militari americani hanno già impiegato la MOAB nel 2017, durante il primo mandato presidenziale di Trump, contro le posizioni dell’ISIS* in Afghanistan. Allora l’attacco era stato sferrato contro una rete di tunnel sotterranei fortificati.

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