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21 ott 2026, 08:15

L’INDIPENDENTE
ONU, mancano i fondi: sospesa la distribuzione di cibo a 500mila gazawi

A ottobre, il numero di palestinesi nella Striscia di Gaza assistiti dal Programma alimentare mondiale (PAM), l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di assistenza alimentare, è diminuito di quasi un terzo. Sono 500mila le persone in meno raggiunte dagli interventi dell’agenzia, con i beneficiari che sono passati da 1,6 milioni a 1,1 milioni. Il PAM distribuisce pacchi contenenti diversi generi alimentari, dalla farina ai legumi, ma è stato costretto a ridurre le razioni destinate a ciascun beneficiario. Anche il numero di pasti caldi distribuiti è calato, passando da 250mila a 150mila.

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21 ott 2026, 08:15

L’INDIPENDENTE Bruxelles è alla ricerca di altri 70 miliardi da dare all’Ucraina Sono settimane frenetiche a Bruxelles. Si stanno decidendo infatti i prossimi impegni economici dell’Unione europea, a partire dal bilancio 2028-2034, che vede impegnati i Paesi…
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21 ott 2026, 08:15

L’INDIPENDENTE
Bruxelles è alla ricerca di altri 70 miliardi da dare all’Ucraina

Sono settimane frenetiche a Bruxelles. Si stanno decidendo infatti i prossimi impegni economici dell’Unione europea, a partire dal bilancio 2028-2034, che vede impegnati i Paesi frugali a spingere per ridurre la spesa sociale. Nessun problema invece per il nuovo round di finanziamenti all’Ucraina che le istituzioni europee stanno discutendo su richiesta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Quest’ultimo, durante l’ultimo Consiglio europeo, ha infatti esortato i Paesi membri a racimolare altri 70 miliardi di euro per il prossimo anno, da aggiungere al prestito da 90 miliardi approvato nei mesi scorsi. Al momento si sono sfilati soltanto Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia. Gli altri Paesi membri sondano le varie soluzioni, tra cui l’utilizzo dei beni russi congelati, sostenuto dalla Germania e dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. C’è poi l’idea di ricorrere a nuovo debito comune, che non convince soprattutto i Paesi al voto nel 2027, alle prese con diffuse proteste sociali contro il carovita.

«L’anno prossimo la guerra costerà 155 miliardi di euro. Abbiamo bisogno di almeno altri 70 miliardi di euro da parte vostra: per la difesa, per le armi e per la nostra resilienza. Si tratta di una cifra realistica. Vi chiedo di trovare questo sostegno, ci aiuterà a tenere a bada la Russia». Con queste parole, il presidente ucraino Zelensky, ospite dell’ultimo Consiglio europeo, ha esortato Bruxelles verso un ulteriore sforzo economico. Detto, fatto. La richiesta è stata subito trasmessa da Palazzo Europa a Palazzo Berlaymont, sede della Commissione, incaricata di elaborare un piano puntuale, da discutere al più presto. Sul tavolo c’è l’idea di emettere nuovo debito comune, nonostante gli allarmi lanciati dalla Corte dei Conti UE sull’esposizione di Bruxelles sui mercati finanziari, in un periodo di generale rincaro del costo del denaro. I rendimenti a cui si stanno legando i Paesi europei per contrarre nuovo debito e affrontare i deficit nazionali sono sempre più elevati, alla luce dell’attuale periodo di incertezza geopolitica ed economica. Sullo sfondo c’è poi il rischio di innescare una vera e propria bomba sociale, viste le manifestazioni diffuse dove viene chiesto un maggior impegno dello Stato nella spesa sociale e non nelle armi.

Un’altra opzione sarebbe l’utilizzo dei beni russi congelati, dal valore complessivo di circa 200 miliardi di euro. La maggior parte dei fondi è custodita presso Euroclear, in Belgio. Proprio quest’ultimo si oppone all’idea, temendo ritorsioni da parte di Mosca. Dall’altro lato Germania e von der Leyen spingono, rinnovandone la discussione tra i palazzi di Bruxelles. Nelle prossime settimane se ne saprà di più, anche in merito alla forma, tra risorse a fondo perduto e prestiti agevolati.

I 70 miliardi di euro chiesti da Zelensky dovrebbero ad ogni modo aggiungersi ai 45 miliardi che l’UE già prevedeva di erogare nel 2027, nell’ambito del prestito da 90 miliardi di euro sbloccato ad aprile dopo il via libera dell’Ungheria. Quest’ultima, insieme a Repubblica Ceca e Slovacchia, è rimasta fuori dal prestito a Kiev. Nelle ultime ore si sono sfilate anche dal sostegno in discussione. Dovrebbero invece riconfermare la propria partecipazione, almeno negli auspici di Bruxelles, i Paesi extra-UE come Regno Unito e Norvegia. Nel suo discorso al Consiglio europeo, Zelensky ha anche esortato i Paesi membri a rivedere i piani per il prossimo bilancio, sostenendo che «è la nostra forza, quella ucraina, il nostro esercito e le nostre tecnologie a contribuire a garantire anche la sicurezza europea, la vostra sicurezza. Queste garanzie di sicurezza non trovano ancora riscontro, a nost[...]
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21 ott 2026, 08:15

L’INDIPENDENTE «Gli artisti non si espongono mai»: la smentita arriva dal rap Mentre nel centro di Milano si infiammava la protesta e al Sud camionisti e agricoltori bloccavano caselli e statali contro il caro gasolio e i problemi irrisolti del comparto,…
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21 ott 2026, 08:15

L’INDIPENDENTE
«Gli artisti non si espongono mai»: la smentita arriva dal rap

Mentre nel centro di Milano si infiammava la protesta e al Sud camionisti e agricoltori bloccavano caselli e statali contro il caro gasolio e i problemi irrisolti del comparto, su TikTok i video delle proteste scorrevano con una colonna sonora ricorrente: In Italia 2024, la versione aggiornata del brano di Fabri Fibra con Baby Gang. Nel giro di pochi giorni, a quei suoni si sono aggiunte le parole di chi la musica la fa, e il racconto degli artisti sempre zitti, che non hanno il coraggio di esporsi, è andato a farsi benedire. Marracash, cresciuto alla Barona, periferia di Milano, ha scritto su Instagram di aver sempre trovato la protesta via social «troppo facile, cheap», salvo rivendicare subito dopo: «Le diseguaglianze sociali sono la mia battaglia, alla ribellione ho dedicato la mia vita». Poi richiama due precedenti: il discorso del giugno 2025 dallo stadio Maradona di Napoli, quando, parlando di Gaza, spiegò che se la voce non basta il popolo deve far sentire il proprio potere, perché «il potere capisce solo il potere»; e È finita la pace, disco uscito a sorpresa nel dicembre 2024, in cui già attaccava un governo convinto di colmare il vuoto a colpi di decreti sicurezza, come in Crash, dove canta di un «governo di fasci che dice cose preistoriche, pensino che basti riempire il vuoto con l’ordine». La chiusura del post non lascia margini di interpretazione: «Con le buone non cambi le cose».
https://www.lindipendente.online/wp-content/uploads/2026/10/Marracash-11-scaled.jpg Il rapper italiano Marracash
Quella frase finale gli è costata una pioggia di critiche, anche da parte di molti fan, che lo hanno accusato di non aver condannato i disordini. La replica, affidata ai commenti sotto lo stesso post, non arretra di un passo: «A tutti gli indignati sotto questo post, io dico queste cose da sempre, dalle prime canzoni. Cambiate artista». La violenza va condannata, scrive, «ma anche quando la polizia manganella gli studenti, quando ci sono i caschi senza numero di matricola, lo scudo penale». Va condannata anche quella che subisce una generazione senza futuro, che studia per niente, finisce stordita dagli psicofarmaci e resta ai margini, davanti a una vetrina di status symbol che non potrà mai permettersi, sottolinea, prima di chiudere ricordando che: «Esistono molte forme di violenza».

Ancora più duro Kid Yugi, che rientrato a Massafra, nel Tarantino, racconta strade bloccate, supermercati vuoti e distributori a secco, «nel silenzio e nell’indifferenza delle istituzioni e dei media tradizionali». «Lo Stato italiano è ormai uno Stato fallito», scrive, prima di congedarsi con un: «Mi fate schifo». Alle parole ha affiancato due estratti, da 64 Barre di Terrore, il freestyle che racconta il Sud profondo, quello che sta al di sotto della linea Gustav, la vecchia linea difensiva tedesca che tagliava in due il Paese, e da Armato di Nerissima Serpe: in entrambi, uno Stato sordo alle richieste d’aiuto della sua gente. Il genovese Sayf sostiene che puntare il dito contro la violenza serva solo a delegittimare le piazze: «Non c’è destra o sinistra, c’è un sotto e un sopra. E noi siamo tutti sotto». Ghali invita i ragazzi a continuare a lottare, mentre il milanese Nerone separa i milioni che protestano pacificamente dai «400 clown minorenni» che hanno sfondato negozi e auto, regalando un alibi a chi di risposte non ne ha.

Quelle dei rapper sono posizioni diverse, a tratti opposte, ma nessuna reticente, e chi se ne stupisce dimentica da dove arriva questa musica. Il rap nasce nel Bronx degli anni Settanta, tra palazzi fatiscenti e quartieri dimenticati, per raccontare quello che[...]
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16.30 SCONTRI IN FRANCIA Schiererà forze militari per rinforzare i gendarmi in vista delle proteste previste per sabato 24 ottobre.
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15.35 CARO CARBURANTE Altra giornata di mobilitazione degli autotrasportatori.Salvini incontra alcuni di loro: "Via i blocchi".
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15.00 CASERTA Un 14enne accoltellato a scuola da un coetaneo dopo una discussione, a Castel Volturno.
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14.15 EX ILVA Cassazione si riserva la decisione sullo spegnimento dell' area a caldo dello stabilimento di Taranto.
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13.50 SCONTRI MILANO Domani manifestazione organizzata da Cgil contro violenze di piazza. Aderisce Pd.
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12.45 MATTARELLA Messaggio al Welfare Forum:morti sul lavoro sono emergenza grave. Attenzione ai rischi delle nuove tecnologie.
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12.25 EX ILVA Attesa sentenza Cassazione su spegnimento dell'area a caldo. Procura Generale: "Vanno bilanciate salute e produzione".
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02 set 2026, 09:45

L’INDIPENDENTE
https://www.lindipendente.online/2026/09/01/dopo-30-anni-ce-un-colpevole-per-lomicidio-di-tupac-shakur/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=dopo-30-anni-ce-un-colpevole-per-lomicidio-di-tupac-shakur

Ci sono voluti quasi trent’anni, un’autobiografia, decine di interviste e una vanteria di troppo. Ma alla fine uno dei più celebri cold case della storia della musica ha trovato un colpevole. Una giuria di Las Vegas ha riconosciuto Duane “Keffe D” Davis colpevole di aver orchestrato l’omicidio di Tupac Shakur, l’agguato del 1996 che per decenni è rimasto impresso nell’immaginario collettivo senza responsabili accertati. Davis, 63 anni, ex leader di una gang di Compton, è stato condannato per omicidio di primo grado, la forma più grave: la pena verrà comunicata il 13 ottobre e rischia l’ergastolo. Alla giuria sono bastate meno di tre ore di camera di consiglio, al termine di un processo durato settimane.

I fatti risalgono alla notte del 7 settembre 1996. Tupac aveva appena assistito all’incontro di pugilato tra Mike Tyson e Bruce Seldon e viaggiava al fianco di Marion “Suge” Knight, co-fondatore della Death Row Records, quando una Cadillac bianca si è affiancata alla loro auto: quattro proiettili hanno colpito il rapper, che è morto sei giorni dopo, il 13 settembre, a 25 anni. Secondo la ricostruzione accolta dal tribunale, Davis non premette il grilletto: fu lui a organizzare la sparatoria e a fornire l’arma poi utilizzata dal nipote, Orlando Anderson, morto a sua volta in una sparatoria nel 1998 senza mai essere incriminato. Il movente, per la giustizia americana, fu una vendetta: poche ore prima dell’agguato, Anderson era stato pestato dall’entourage di Tupac dopo l’incontro di boxe. Il paradosso è che a incastrare Davis sono state soprattutto le sue stesse parole. Per anni l’ex boss ha raccontato l’omicidio a investigatori, registi e giornalisti, fino a metterlo nero su bianco nella propria autobiografia, Compton Street Legend: racconti che sono diventati le prove principali della sua condanna. Per i suoi avvocati si trattava soltanto di bugie, dette per ottenere soldi e notorietà da uno dei gialli più celebri d’America. La giuria non ci ha creduto. Alla lettura del verdetto, la sorella di Tupac, Sekyiwa “Set” Shakur, è scoppiata in lacrime abbracciando i pubblici ministeri, mentre Davis, arrestato nel settembre 2023, si è dichiarato innocente e ha annunciato ricorso in appello Molto più di un rapper

Per capire perché questa sentenza abbia fatto il giro del mondo, bisogna ricordare chi fosse Tupac Shakur. Non semplicemente uno dei rapper più venduti di sempre, ma la voce che più di ogni altra ha trasformato il rap da fenomeno musicale a strumento di denuncia sociale.
https://www.lindipendente.online/wp-content/uploads/2026/09/La-madre-di-tupac-Afeni-Shakur.jpg La madre di Tupac, Afeni Shakur
La politica, del resto, Tupac ce l’aveva nel sangue prima ancora che nella penna. Nasce a New York nel 1971, un mese dopo che la madre, Afeni Shakur, militante delle Black Panthers, è stata assolta in uno dei processi politici più celebri dell’epoca, quello ai “Panther 21”. Il suo nome di battesimo, rende omaggio al rivoluzionario peruviano Tupac Amaru, che aveva condotto il suo popolo alla ribellione contro i colonizzatori spagnoli. Attorno a lui, un’intera famiglia finita nel mirino dell’FBI: il patrigno Mutulu Shakur passerà decenni in carcere, il padrino Geronimo Pratt sconterà 27 anni per un omicidio da cui verrà poi scagionato. Tupac cresce così, tra riunioni di ex rivoluzionari e sfratti, tra la Baltimore School for the Arts — dove studia teatro, danza, Shakespeare — e la miseria di Marin City, California, dove per un periodo, da adolescente, arrotonda spacciando. È qui che nasce la contraddizione che diventerà la sua poetica: il ragazzo che legge poesia e il ragazzo di strada convivono nella stessa persona, e nello ste[...]
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02 set 2026, 09:45

L’INDIPENDENTE
https://www.lindipendente.online/2026/09/01/regno-unito-starmer-lascia-il-posto-in-parlamento/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=regno-unito-starmer-lascia-il-posto-in-parlamento

L’ex premier britannico Keir Starmer ha annunciato le sue dimissioni da membro del Parlamento, dichiarando che si dedicherà a temi strategici quali politica internazionale, difesa, sicurezza, tecnologia e commercio. La decisione arriva alcune settimane dopo le sue dimissioni da segretario del Partito Laburista e da premier del Paese, maturate al termine di una campagna di pressione interna al partito. Al suo posto è subentrato l’attuale premier britannico, Andy Burnham. Starmer era membro del Parlamento da 11 anni. Le sue dimissioni comporteranno lo svolgimento di elezioni suppletive nel collegio londinese di Holborn e St Pancras.

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02 set 2026, 09:45

Il server chiamato “Paranoia”: venticinque anni di autonomia digitale sotto attacco

Un dossier ricostruisce la storia di Autistici/Inventati, dalle reti antagoniste degli anni Novanta alla designazione terroristica degli Stati Uniti. In gioco non c’è soltanto il futuro di A/I, ma il diritto di costruire infrastrutture del dissenso fuori dal controllo degli Stati e delle Big Tech.

https://www.osservatoriorepressione.info/il-server-chiamato-paranoia-venticinque-anni-di-autonomia-digitale-sotto-attacco/
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02 set 2026, 09:45

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La Corea del Sud vuole giocare una partita sempre più importante nel mercato delle armi occidentale.

Con nuove procedure per adottare gli standard Nato e una cooperazione più stretta con l'Alleanza sul fronte industriale, Seoul punta ad allargare la presenza della propria industria della difesa ben oltre l'Asia e a consolidare il ruolo della K-Defense nei programmi militari dei Paesi partner.

https://it.insideover.com/difesa/servono-armi-cosi-la-corea-del-sud-e-pronta-a-rifornire-la-nato.html
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02 set 2026, 09:45

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14.43 BENEVENTO Duplice omicidio e suicidio in noto ristorante ad Apice Un uomo ha ucciso i due fratelli e si è poi suicidato.
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02 set 2026, 09:45

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13.40 INFLAZIONE Istat: agosto al 3,3%, il tasso più alto da quasi 3 anni Codacons paventa "fiammata" e aumenti spese per famiglie.
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