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Riflette_Re - Stefano Re

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Channel NameRiflette_Re - Stefano Re
Username@riflette_re
CategoryTelecamere di Sorveglianza
Languageitaliano
CountryItalia
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Channel TypePublic Channel
Created7 apr 2026
Last Updated22 ott 2026 • 1 ora fa
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Ultimi post

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Riflette_Re - Stefano Re

18 ott 2026, 12:11

Molti, me incluso, hanno avvertito con disagio la realizzazione che nonostante tanto impegno nell'analisi dei mali che affliggono la società in cui siamo nati, non seguano reali cambiamenti. La sensazione desolante di continuare a scambiarci e confermarci una presa di coscienza che però non conduce a mutamenti. La frustrazione di temere che tutta questa consapevolezza non serva a nulla… Finché non ho messo a fuoco che i cambiamenti erano a portata di mano, ma non erano quelli che stavo aspettando. Stavo semplicemente guardando nel posto sbagliato.

Io, come molti altri, immaginavo il cambiamento con popoli che si sollevavano contro le élite, rivoluzioni, cambi di regime, tribunali internazionali che condannassero intere classi di governo malate e assassine. L’arresto e la condanna dei decisori di guerre, dei dittatori sanitari, degli ingannatori mainstream, dei rapitori di bambini alle famiglie, degli avvelenatori globali. Ma a ben vedere quelli non sono effettivi cambiamenti. Sono tutte cose già accadute in passato, in una forma o in un’altra, e non hanno mai portato nulla di meglio. Hanno portato esattamente alla società malata che oggi analizziamo e condanniamo.

Ho infine realizzato che il cambiamento c'è stato ed è stato enorme: ho abbandonato la città in cui avevo casa da quando ero nato. Ho abbandonato il tipo di lavoro proprio di questa società. Ho attivamente investito tutte le mie energie verso l'autonomia dai sistemi di approvvigionamento che sono le catene di questa società malata. Ho fatto un figlio! Qualcosa che desideravo da trent'anni ma rinviavo sempre perché non vedevo un futuro dentro quella gabbia. Il che implica che ora lo vedo, un futuro, e lavoro a realizzarlo. Forse il mondo non è cambiato, ma io sì: io sono cambiato! E la cosa più importante: sono felice. Felice come mai lo sono stato prima. Se questo non è un cambiamento importante, ditemi voi cosa lo è.

Il cambiamento è a portata di mano per tutti quanti. Le analisi, gli approfondimenti, rendere acuta la visione dei mali che ci circondano, sono solo le premesse di questo cambiamento. Servono ad aiutare il distacco. Servono a farci realizzare che mondo rifiutiamo e in che mondo invece vogliamo vivere. Servono a farci capire davvero chi non vogliamo essere e chi invece vogliamo diventare. L’analisi è importante perché conduce alla presa di coscienza. La presa di coscienza rende pronti al cambiamento.

Il cambiamento non sta fuori di voi.
Sta dentro di voi, in attesa di realizzarsi.
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Riflette_Re - Stefano Re

12 ott 2026, 21:46

La paura, specialmente quella che riguarda i nostri cari, è precisamente il nemico più grande dell'evoluzione. Per questo viene regolarmente sfruttata da chi osteggia e teme questa evoluzione. "I terroristi uccideranno la tua famiglia!" "Gli immigrati violenteranno tua moglie!" "Gli zingari rapiranno tuo figlio!" "Il covid ucciderà tuo nonno!" "l'auto che va veloce investirà i tuoi bambini!" "la Russia ci invaderà!" "Il morbillo ucciderà i tuoi figli!" e via così.

Ti gridano addosso che queste - e tante altre simili - sono le cose che contano davvero, le uniche cose di cui devi preoccuparti costantemente. Tutte queste luci rosse lampeggianti ti trattengono a concentrarti su cose su cui non hai agenzia, su cui non hai alcun potere. E così facendo , ti distraggono dall'usare il tuo potere dove davvero lo possiedi, nella costruzione della realtà in cui vivi ogni singolo giorno.
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Riflette_Re - Stefano Re

11 ott 2026, 13:21

Forse parrà strano a chi mi legge, ma non penso che sia davvero importante comprendere le dinamiche, gli attori, la mappa di tutto ciò che accade nel mondo e intorno a noi. Così come ritengo che non ci sia mai stato né mai possa esserci un tempo in cui non vi siano possibili minacce in arrivo. Le minacce stanno dove le vedi: se le cerchi, ne troverai sempre. Per me, gli eventi lontani sono specchi in cui riflettermi. Mi aiutano a capire che cosa sono, che cosa non sono, che cosa voglio essere.

D’altro lato, non affermo nemmeno semplicisticamente che la strada sia: "Facciano quello che vogliono lì fuori, tanto io vivo all'interno di me stesso e di quello che fate fuori non mi frega nulla".

Per me il passaggio essenziale è rendersi conto che sei tu a definire ogni significato di ogni fattore che percepisci. Dopodiché andare a scoprire quali esigenze ti muovono nell'assegnare tali definizioni. Perché mi fa paura Bill Gates e non mi fa paura Bin Laden? Perché mi sembra meno pericoloso Putin della Von Der Leyen? Perché mi fa sentire meno al sicuro invece che più al sicuro che riempiano di telecamere ogni angolo d'Italia? Badate bene, queste sono domande su come funziono io, non su cosa fanno o non fanno gli altri là fuori.

Quando comprendi cosa ti motiva, comprendi cosa viene sfruttato anche là fuori per strumentalizzarti e manipolarti.

Quanto al cambiare la realtà là fuori: succede, ma non direttamente.
Non puoi far cessare l'attacco USA all'Iran, il genocidio in Palestina o il conflitto in Ucraina, ma puoi smettere di litigare col tuo vicino. E puoi smettere di comperare paura dai media e trasmetterla a chi ti legge. E puoi costruire una scuola in cui si insegni ai bimbi a conoscere e usare il proprio cervello. E puoi fare mille altre cose che sono nel tuo potere, e ciascuna di esse contribuisce a cambiare il mondo là fuori.

Chi usa tutte le sue energie per stare dietro agli spettri che ci vengono agitati addosso dai media, non ha più energie per produrre reali cambiamenti dove invece potrebbe, e alla fine considera tali cambiamenti piccoli, inutili e insignificanti. Così facendo abbraccia e definisce la propria totale impotenza.
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10 ott 2026, 17:39

Video
Realtà su ordinazione
Jeff Hoffman per Casa del Sole TV intervista Roberto Quaglia e Stefano Re.

Si prosegue sui meccanismi della propaganda, su come funziona il cervello umano e come i media siano studiati per fottercelo, ma anche di come ci si possa difendere dai condizionamenti.
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Riflette_Re - Stefano Re

10 ott 2026, 17:07

Quasi tutti si interessano costantemente del fuori-di-sé, che è certamente interessante ma su cui non possono fare praticamente nulla.

Il dentro-di-sé invece è totalmente il proprio regno. Lì sei onnipotente e potresti decidere qualsiasi cosa.
La stragrande maggioranza degli esseri umani nemmeno guarda dentro-di-sé, tutta presa a focalizzarsi sul fuori-di-sé.
Cerca di usare il proprio potere dove non c'è, rinunciando ad usarlo dove invece c'è. Questa è la definizione stessa di impotenza.

Eppure, i meccanismi che dentro-di-te potresti gestire ma non osservi, sono esattamente quelli che le élite di potere, come anche l'approfittatore occasionale, sfruttano per indurti a fare ed essere quel che fa loro comodo.
Dunque, più ti focalizzi all'esterno, proprio per difenderti dalle minacce esterne, più ubbidisci e ti rendi vulnerabile ad esse e rinunci al tuo vero potere, che è applicabile direttamente solo su te stesso, non sul resto dell'universo.
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09 ott 2026, 18:31

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Ogni volta che pensi che Trump abbia toccato il fondo, riesce a fare qualcosa di ancora più assurdo, inutile, ridicolo e pericoloso.

Adesso scrive che chiunque usi il termine "intelligenza artificiale" e non quello nuovo "super intelligenza", è "il nemico".

Siamo alla neolingua.
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09 ott 2026, 11:47

Leggendo i commenti sotto i miei ultimi post in cui distinguo il concetto di ebreo da quello di credente dell'ebraismo e in modo ancora più netto da quello di sionista, mi rendo conto una dinamica percettiva che in parte finora mi era sfuggita.

Molti di coloro che infatti muovono critiche più che ragionevoli all'operato di israele sembrano accanirsi nel negare la distinzione tra ebreo e sionista, squalificano qualsiasi protesta da parte di ebrei contro il genocidio commesso da israele come "finta" e in sostanza ritengono "gli ebrei" colpevoli in quanto tali.

Così facendo confermano e legittimano proprio la censura semplificante che molti governi stanno avvallando con leggi liberticide del diritto di parole, che bollando come "antisemita" e "discorsi di odio" censurano quando non puniscono direttamente ogni critica al massacro compiuto da israele.

Da un lato dunque i governi creano volutamente la confusione ebreo=sionista per impedire ogni critica all'operato di israele, dall'altro chi vuole esprimere questa critica accetta questa stessa confusione, prende a bersaglio il popolo ebraico nel suo insieme e trasforma la critica in odio verso gli ebrei - offrendo il fianco alle forme di censura e soppressione del diritto di parola.

Si tratta del classico meccanismo di doppio vincolo tra vittima e carnefice. In esso, la vittima collabora attivamente con il carnefice rafforzando i rispettivi ruoli e le rispettive posizioni.

Come sempre, quando non conosci i meccanismi percettivi che ti guidano, ne sei schiavo. Come sempre, la consapevolezza dei propri meccanismi è l'unica speranza di miglioramento.
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07 ott 2026, 21:31

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Il sionismo è una ideologia, non una etnia.

Un discorso di odio è quello che aggredisce un individuo per caratteristiche che non sceglie ma incarna. Ebreo. Femmina. Maschio. Asiatico. Sovrappeso.

Essere sionista è una scelta. Una decisione.
Il sionismo fa pulizia etnica. Massacra civili a decine di migliaia. Bombarda civili. Promuove la tortura contro i suoi detenuti. Detiene persone senza tutela legale. Attua costante discriminazione razzista su base etnica.

Se è permesso essere anticapitalisti, antifascisti, anticomunisti, perché non è permesso essere antisionisti?
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04 ott 2026, 21:27

Video
Chi scrive il copione?
Jeff Hoffman per Casa del Sole TV intervista Roberto Quaglia e Stefano Re.

Ecco perché la propaganda che viene diffusa è così ridicola e contradditoria.
Nel bipensiero orwelliano applicato alle popolazioni, la nevrosi diventa la norma, la regressione l'unica via di scampo- la sottomissione mentale totale e irreversibile.
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04 ott 2026, 00:55

Dall'11 settembre ad oggi, il livello di verosimiglianza delle narrazioni ufficiali su attentati, terrorismo e in generale sugli eventi è talmente peggiorato che ormai è diventato imbarazzante persino parlarne.

Dai documenti indistruttibili alle copie del Corano lasciate sotto il sedile, dai gasdotti autodistrutti perché sì ai proiettili di fucili da guerra che si sbriciolano contro le ossa. E le follie della stessa natura che han tentato di ingozzare alle popolazioni in pandemenza: il virus con l'orologio, il vaccino obbligatorio per fermare il contagio che però non ferma il contagio, i nonni da abbracciare nel cellofan, i coniugi che devono viaggiare seduti l'uno davanti e l'altro dietro...

Oggi siamo ai passeggeri eroici che mentre l'aereo precipita passeggiano tranquillamente nei corridoi, aprono porte inapribili, bloccano terroristi improbabili e pilotano senza alcuna esperienza di volo aerei financo facendoli atterrare perché l'han visto fare in TV.

Hanno reso talmente irreale la narrazione di realtà che ormai possono raccontare qualsiasi cosa, certi che le popolazioni inebetite se la berranno integralmente.
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22 set 2026, 18:40

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Vi hanno addestrato ad accettarlo: zone verdi, gialle, rosse - libertà di spostamento cancellata.
"Eh, ma c'era l'emergenzah sanitariah della pandemiah!"
Ora lo capite che la salute non è mai c'entrata un cazzo?
Ora lo capite cosa significa "addestramento all'obbedienza"?
Ora lo capite cosa significa "demolizione dello Stato di Diritto"?
E voi lo accettate, perché vi hanno addestrato per bene.
--
Articolo 16 Costituzione Italiana
"Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza."
Ma anche no.
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20 set 2026, 14:13

Ed Sheeran prima ha lasciato fare a #Macklemore il suo discorso pro-Palestina e contro i crimini di guerra israeliani per due volte, poi ha accettato la richiesta di espellerlo dal Tour sotto pressioni economiche dei proprietari/gestori degli stadi.
Ma non ha compiuto queste scelte per ragioni ideologiche, o per sostenere una posizione politica o umanitaria.

Ed Sheeran non era tenuto a sostenere la Palestina o i palestinesi, né Israele e gli israeliani.
Era invece tenuto a difendere #Macklemore e le altre band del suo tour dalle pressioni e dalle censure imposte dai padroni degli stadi.

Avrebbe dovuto rispondere ai padroni che lo minacciavano: andate affanculo. E fare un post pubblico in cui chiedeva a chi possedeva un locale se era interessato a ospitare il suo tour. Avrebbe anche tranquillamente potuto aggiungere che a lui della questione palestinese non importa un accidente di niente, che lascia fare a Macklemore le sue dichiarazioni perché è un suo amico e lui gli vuole bene, e che vuole solo essere libero di fare musica e parlare d’amore. Sarebbe stato sommerso di offerte, non avrebbe deluso i suoi fan e avrebbe dimostrato coraggio, lealtà, correttezza e forza d’animo.

Invece si è piegato al ricatto e agli ordini dei “padroni”, accettando di cacciare un suo caro amico, e di seguito, perdere tutti gli altri artisti che lo accompagnavano.

Adesso frigna pubblicamente e cerca di accontentare tutti affermando che nella questione palestinese in sostanza tutti hanno i loro lutti e drammi e lui non vuole stare con o contro nessuno. Ma sbaglia bersaglio, perché la questione palestinese non c’entra in effetti nulla, è solo un contenuto di questo processo.
La sua colpa, il suo errore, non riguardano una presa di posizione ideologica, ma qualcosa di molto più semplice e immediato da percepire.

#Sheeran ha semplicemente esibito codardia.
Ha dimostrato di non saper resistere alle pressioni e alle minacce.
Si è pubblicamente inginocchiato di fronte a chi gli dettava imposizioni.
Di questo si trova inevitabilmente a subire l’onta.
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08 set 2026, 01:41

Video
Sam Altman, CEO di OpenAI.

"Tra dieci anni, vivrete nel massimo comfort, ma non avrete alcuna libertà, non avrete alcuna autonomia. La AI vi fornirà ogni bene materiale, ma vivrete per servirla. Sarà un perfetto Stato di Sorveglianza."
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08 set 2026, 01:41

Photo
Domenica 30 agosto sarò al

Festival Nuova Umanità

presso VILLAGE ALESSANDRIA
San Salvatore Monferrato, AL
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08 set 2026, 01:41

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Adesso esce tutto quanto.

Fauci sapeva del rischio di aborto causato dal vaccino, eppure ha pubblicamente sostenuto il suo utilizzo per le donne incinte.
Non lo scrive un complottista o un negazionista, lo scrive il New York Post.

I senatori Johnson e Paul presentano le cifre:

«Gli autori affermavano un tasso di aborto spontaneo del 12,6%, ma i dati grezzi rivelavano un tasso di aborto spontaneo dell'82% nelle donne vaccinate durante il primo trimestre. Questo è coerente con il tasso di aborto spontaneo dell'81% rilevato nei dati post-mercato Pfizer 5.3.6. Queste cifre rispecchiano gli effetti dei farmaci chimici per l'aborto come l'RU-486.»

82%
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08 set 2026, 01:41

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Dal diario di Anthony Fauci, 13 agosto 2022:

"Abbiamo convinto il CDC a non dichiarare che i vaccini non hanno alcuna efficacia nel prevenire infezione e contagio."
"Il motivo è che questa dichiarazione contraddirebbe la raccomandazione alla popolazione di farsi inoculare il vaccino BA.5 bivalente a settembre. Inoltre, minerebbe gli sforzi del Dipartimento di Giustizia per rendere obbligatoria la vaccinazione."

Avete capito, https://www.facebook.com/hashtag/lascienzah?__cft__[0]=AZb8LEdJyBZU0easxGb0VHcDBP3-NKYm1IcTS0gxc6nnvcL9xgvan5OM30u1kLGw_oG5FaYd1iSK2n2lestYQlXGQq5jgdzI7CeSrpvRxqLy97zbG3RDaKX-xbecpfIEzmfiS0R_GNOBRcJEonkS_QMYvxdazLeNPfaQVNZMkJkviD4yKzEC_SjfeEhMRCFHl3Y&__tn__=*NK-R di cui bisognava fidarsi tanto? Non hanno detto che il siero magico non fermava un bel niente perché altrimenti non potevano obbligare a farvelo lo stesso.

E c'è chi ancora cerca di proteggere i propri carnefici e le balle che gli hanno raccontato.
https://www.facebook.com/hashtag/covidcrimes?__cft__[0]=AZb8LEdJyBZU0easxGb0VHcDBP3-NKYm1IcTS0gxc6nnvcL9xgvan5OM30u1kLGw_oG5FaYd1iSK2n2lestYQlXGQq5jgdzI7CeSrpvRxqLy97zbG3RDaKX-xbecpfIEzmfiS0R_GNOBRcJEonkS_QMYvxdazLeNPfaQVNZMkJkviD4yKzEC_SjfeEhMRCFHl3Y&__tn__=*NK-R
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08 set 2026, 01:41

Ritengo che nello specifico andrebbe modificato il criterio di valutazione della legittima difesa a favore del difensore in tre ambiti precisi.

1. L’ottica difensiva
In generale, andrebbe garantita al difensore una ampia benevolenza pregiudiziale nel valutare le sue reazioni.

2. La valutazione della minaccia
Occorre poi che la valutazione della minaccia venga considerata dal punto di vista del difensore. In tal senso, ad esempio, non dovrebbe avere alcuna rilevanza ai fini della comparazione se la pistola utilizzata dall’aggressore fosse vera o finta, purché il difensore la abbia considerata vera. Questo stesso criterio andrebbe utilizzato nel valutare la gravità della minaccia nel suo complesso.

3. Il lasso temporale
Inoltre, ritengo andrebbe ampliata l’attuale limitazione della difesa in termini temporali, estendendo la valutazione del danno all’intero arco temporale dell’aggressione e non solo alla minaccia presente all’atto difensivo. In pratica, nel valutare una reazione difensiva, andrebbe comparata l’azione difensiva messa in atto (sparare al ladro) non soltanto in base alla minaccia posta in essere nel momento in cui la difesa viene attuata (mentre stava fuggendo) bensì in base alla minaccia posta in essere nell’intero corso dell’aggressione (aver minacciato di morte il negoziante durante la rapina).

Personalmente, ritengo che chiunque minacci qualcun altro (o lo aggredisca) di fatto legittimi la reazione dell’aggredito aldilà e ben oltre la misura della minaccia che pone in atto. E se questa interpretazione portasse ad un più facile uso difensivo della violenza da parte di chi subisce una aggressione, non avrei alcun timore di derive giustizialiste - al contrario ritengo che verrebbe fornito a chi di rapina e aggressione fa proprio costume qualcosa su cui riflettere con più attenzione.

(3di3)
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Estratto da "Codice Re"
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Riflette_Re - Stefano Re

08 set 2026, 01:41

(2di3)
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Il modello della belligeranza
Tanto la violenza tra individui quanto quella tra stati sono dei conflitti. Prendiamo a modello il caso di una guerra. Se uno stato invia truppe armate nel territorio di un altro stato, si parla di dichiarazione di guerra di fatto. Durante una guerra, sparare al nemico non è considerato un reato. In tempo di pace nessuno dovrebbe sparare a nessun altro. Ora, a parer mio se qualcuno vi minaccia con un’arma egli sta di fatto dichiarandovi guerra. E ritengo che le reazioni interpersonali ad atti di violenza vadano considerate anche a livello legale alla medesima stregua degli atti compiuti da uno stato cui venga, di fatto, dichiarata guerra. La guerra non finisce tout-court quando le truppe nemiche si ritirano: finisce quando viene stipulato un trattato di pace, una resa, o comunque quando uno dei belligeranti è stato sconfitto. Questo per il semplice motivo che un esercito che ora si ritira, finché la belligeranza non è conclusa, domani potrebbe tornare ad attaccarci. A parer mio non è necessariamente un reato sparare alla schiena di un violentatore in fuga più di quanto, in guerra, sia reato sparare alle truppe nemiche in rotta dopo che hanno fallito un assalto. È al contrario un caso, estremo, di reazione ad una condizione di belligeranza. Occorre qui aggiungere che, nel caso dell’aggressione, il conflitto non è stato aperto bilateralmente, ma dichiarato di fatto unilateralmente dall’aggressore. In tali condizioni, ritengo che debba esserci il riconoscimento legale di quel bonus difensivo di cui ho già detto, che riconosca la legittimità della reazione difensiva, anche quand’essa travalichi notevolmente la minaccia posta in essere.

Il criterio di proporzione
Attualmente il criterio della proporzionalità considera una difesa legittima solo se proporzionata alla minaccia presente. In questi termini, diventa essenziale la possibilità di dimostrare che l’aggressore stesse ponendo in atto una minaccia nel momento in cui l’aggredito ha reagito, e che questa minaccia fosse talmente grave da giustificare la reazione. Ancora più nello specifico, il concetto di legittima difesa così come è attualmente inteso dal legislatore e considerato dalla prassi della magistratura sottolinea un punto essenziale: può avere luogo solo nel momento in cui la minaccia è presente, non prima e non dopo.
Eppure, molti aspetti restano completamente esclusi da questa analisi. Anzitutto da un punto di vista psicologico: l’aggressore sa cosa sta per fare. Se è un criminale recidivo lo ha già fatto, ma anche se è alla prima esperienza egli SA cosa sta per fare. Si è procurato un’arma, ha scelto una vittima, ha in mente un’idea più o meno dettagliata dell’azione che vuole intraprendere. L’aggredito, al contrario, non sa un bel nulla. Non ha pianificato un bel nulla. Sta svolgendo la sua attività o sta riposando o facendosi i fatti suoi quando si ritrova catapultato in una condizione di pericolo per sé e per chi gli sta attorno. Le due posizioni non sono paragonabili né commisurabili secondo il criterio di proporzionalità. Quanto viene valutato lo stress di chi viene rapinato, minacciato, sottoposto a violenza? Ritengo che questo fattore non sia soltanto una parte in causa bensì il fulcro stesso dell’azione di autodifesa.

Lo stato di emergenza
Fatta salva la disamina giudiziale delle condizioni specifiche del singolo caso, garantirei per principio generale una maggiore propensione a giustificare la reazione dell’aggredito, per il puro e semplice fatto che mentre l’aggressore ha consapevolmente scelto di scatenare un conflitto, l’aggredito vi è stato costretto senza volontà. Egli si trova a dover fronteggiare una condizione di emergenza e pericolo che non ha cercato né provocato in alcun modo. Mi pare lapalissiano quanto questo sbilanciamento ponga il difensore in una condizione decisionale assai svantaggiosa.

(2di3)
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Estratto da "Codice Re"
3,1600016
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Riflette_Re - Stefano Re

08 set 2026, 01:41

Ho elaborato da decenni una riforma della legittima difesa tutta mia. Fa parte di una serie molto ampia di proposte di riforma che toccano l'intera struttura dello Stato, dal mondo del lavoro alle politiche economiche, dalla salute all'educazione, dal codice penale alla difesa, eccetera eccetera. Chissà che prima o dopo non venga presentata seriamente agli elettori da qualche partito o movimento.
Ecco un sunto della riforma della Legittima Difesa.

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L’USO DELLA FORZA: RILETTURA DEL CRITERIO DI LEGITTIMA DIFESA.

Critica del sistema vigente:
Il criterio essenziale adottato dal legislatore per definire la difesa “legittima” è quello della proporzione tra minaccia in atto e reazione difensiva. Se avete una pistola puntata addosso, potete usare una pistola per difendervi dall’aggressore.

Ma osserviamo più da vicino la situazione, con un caso (purtroppo non solo ipotetico) più odioso: un criminale si introduce di notte in casa vostra e salta addosso a vostra moglie (forse per violentarla, forse per ucciderla, forse perché gli ricorda sua sorella e ha tanta voglia di riabbracciarla). Se presenti voi potete, ad esempio, legittimamente menargli una botta in testa, ma stando attenti a dosarla in base al danno che sta effettivamente arrecando, a meno che possiate provare che la vita di vostra moglie era in pericolo. Per saperlo potreste osservare con calma se l’aggressore impugna un coltello, una pistola (e nel caso se è un giocattolo verosimile o una vera) o quanto esattamente stia stringendole il collo. Potreste anche domandargli se ha malattie sessualmente trasmissibili gravi e se sta usando il preservativo. Il tutto ovviamente solo durante lo stupro, poiché se perdete il momento, non poterete più legittimamente fargli un bel niente. Se difatti quando arrivate ha già terminato la sua aggressione, o la interrompe per scappare, voi non potete sparargli, né lanciargli un mattone in testa perché non sta ponendo più in essere nessuna minaccia. La legge consente l’arresto civile – ma al tempo stesso vieta l’uso di qualsivoglia strumento di coercizione. Non poterete quindi, ad esempio, atterrarlo e legarlo al termosifone, o incorrerete nel reato di sequestro di persona. Sarà però vostra facoltà rincorrerlo ed eventualmente cercare di convincerlo (senza atti di violenza non più consentiti in assenza di minaccia presente, per cui si presuppone a parole: procurarsi un dizionario tascabile italiano-albanese per l’evenienza) ad arrendersi e attendere con voi l’arrivo della polizia. Se tutto questo non vi riuscisse potrete, molto civilmente, consolare vostra moglie mentre lui si dà beatamente alla fuga.

La condizione di Emergenza
Io vedo le cose in maniera piuttosto differente. Anzitutto, sposterei il campo di definizione della legittima difesa da un criterio di pura proporzionalità tra minaccia presente e reazione difensiva ad un criterio più ampio di condizione di emergenza, in cui venga valutata come parte centrale la condizione specifica dell’aggredito. Cambierei poi l’ottica complessiva in cui la legittima difesa viene inquadrata.

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Estratto da "Codice Re"
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Riflette_Re - Stefano Re

08 set 2026, 01:41

Se fossi un medico che ha scelto di non fare / far fare da cavia, per questo fossi stato sospeso o licenziato e oggi mi venisse offerta la reintegrazione, la rifiuterei e chiederei invece un risarcimento sostanzioso per danni morali e materiali.

La proposta di reintegrazione stessa dimostra quel che ogni persona sana di mente sa già bene: che la sanzione subita era ingiusta. Perché mai dovrei tornare a lavorare per un sistema che mi ha preso a calci cercando di violare i miei diritti? Un sistema che nemmeno riconosce completamente di aver sbagliato su tutta la linea, cerca solo di riavere bravi medici dopo averli cacciati con meschina falsità? Un sistema prontissimo a ricominciare daccapo alla prossima tirata di guinzaglio dai piani alti?
Fanculo al sistema, pagatemi il danno.

Coi soldi del risarcimento aprirei uno studio privato per pazienti esclusivamente sani di mente. Avrei lavoro per tutta la vita, aiutando persone che se lo meritano, sganciato da quella schifezza ipocrita di sistema.
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