DEMOCRAZIA A GEOMETRIA VARIABILE
6 ottobre. Strasburgo. L’eurodeputato francese Bernard Guetta (sì esatto, come il noto DJ, sono fratellastri..) interviene nel dibattito sulle elezioni russe. “Irregolari”, dice.
Due giorni dopo, il Parlamento europeo approva una risoluzione: 482 favorevoli, 41 contrari, 39 astenuti.
Le elezioni della Duma, tenutesi dal 18 al 20 settembre, vengono giudicate illegittime. L’Eurocamera rifiuta di riconoscere il nuovo Parlamento russo, invita gli Stati membri a interrompere i contatti ufficiali e chiede ulteriori sanzioni (e quando mai no…)
Le contestazioni? Oppositori esclusi, osservatori OSCE non invitati, votazioni organizzate anche nei territori ucraini occupati.
Benissimo.
Ora, visto che parliamo di democrazia e che costoro si sono autoproclamati dispensatori di patentini di democrazia nel mondo, rinfreschiamoci la memoria.
ROMANIA, 2024. Călin Georgescu arriva primo alle presidenziali con circa il 23%. Il 6 dicembre la Corte costituzionale annulla il voto, denunciando irregolarità e interferenze. Nel marzo 2025 le autorità elettorali gli impediscono di ricandidarsi.
AZERBAIGIAN, 2024. Gli osservatori OSCE denunciano elezioni presidenziali prive di autentica competizione, restrizioni alla libertà di stampa e gravi irregolarità.
Luglio 2026: Ursula von der Leyen incontra il presidente Aliyev a Baku e celebra l’Azerbaigian come partner energetico affidabile.
Bruxelles ha sottoscritto un accordo per portare la capacità del Corridoio meridionale del gas ad almeno 20 miliardi di metri cubi annui entro il 2027.
ITALIA, 2022. 22 settembre 2022. Mancano tre giorni alle elezioni italiane. Ursula von der Leyen, interrogata sulle possibili conseguenze del voto, dichiara: «Se le cose andranno in una direzione difficile, abbiamo degli strumenti, come nel caso di Polonia e Ungheria». Interessante. “Strumenti” democratici contro il voto democratico.
PAESI BASSI, 2016.
6 aprile 2016. Referendum olandese sull’accordo di associazione tra Unione europea e Ucraina.
Il 61% vita NO.
Il governo olandese negozia chiarimenti e garanzie con gli altri Stati europei. Il Parlamento nazionale approva successivamente la ratifica.
1° settembre 2017: l’accordo entra in vigore. E sticazzi del referendum.
GRECIA, 2015. Ricordiamo tutti come il 61,31% degli elettori greci respinse in un referendum lo strozzinaggio dei creditori internazionali. Otto giorni dopo, il governo greco è sostanzialmente obbligato ad accettare un nuovo accordo con l’Eurozona, accompagnato da pesantissime misure di austerità.
ITALIA, 2011. Il 5 agosto, Jean-Claude Trichet, presidente della BCE, e Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia e futuro presidente della BCE, inviano al governo Berlusconi una lettera strettamente confidenziale, pubblicata dal Corriere della Sera il 29 settembre 2011, in cui chiedono: privatizzazioni su larga scala, liberalizzazione dei servizi pubblici, riforma delle pensioni, riduzioni degli stipendi pubblici, pareggio di bilancio, ecc.. Fine del governo Berlusconi e nascita del governo Monti.
Proseguiamo con altri esempi? O è sufficiente a capire quanto siano ridicoli a Bruxelles i dispensatori di patentini?
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