Uriel Crua
Sono 60 anni che glieli lasciamo. Sono 60 anni che lasciamo loro la musica, la letteratura, l'arte, la ricerca, le università, le proteste, gli assessorati, la beneficenza, la scuola: in altre parole, la cultura.
Sono 60 anni che regaliamo loro un esercito di idee, azioni, strategia, egemonia.
Basta.
Il cuore di ciascuno di questi ragazzi è un dono che andrebbe custodito, alimentato, stimolato.
E invece gli facciamo cantare "Bella Ciao" - di cui non hanno nessuna contezza né nozione. Gli facciamo alzare stupidi pugnetti in aria. Facciamo indossare loro improbabili magliette con le effigi di qualche distorto rivoluzionario.
Il cuore di questi ragazzi è animato da una sana sete di giustizia, e noi lasciamo che sempre gli stessi porgano loro il bicchiere avvelenato.
Anziché demonizzarli tout-court, facendo il gioco dei Padroni e lasciandoglieli in blocco per farne ciò che vogliono, dovremmo metterci nelle condizioni di spiegare, di insegnare, di sottrarli a quella matrice malefica che li usa.
Perché il loro cuore chiede solo giustizia, e la giustizia non ha bandiere.
Ce ne stiamo in disparte, in silenzio, arcigni e livorosi, mentre la matrice malefica se li prende tutti e noi stiamo a guardare senza muovere un dito, criticandoli e insultandoli.
Perché invece non parliamo con loro, non spieghiamo che Maranza e feccia simile va allontanata, che Schlein e compagnia sono parte organica del Sistema, che coloro che hanno inventato guerre e pandemie sono gli stessi che scrivono i libri su cui studiano, che le canzoncine che cantano e gli slogan che scandiscono sono concepiti apposta per tenerli nel recinto, che quel nemico che hanno sempre additato è un fantoccio di comodo che il Vero Nemico gli ha piazzato davanti per distrarli?
Non è forse questo essere adulti, anziché borbottare cattiverie sui social comodamente seduti a fare niente sul divano mentre i parassiti vi mangiano dalla pancia?
t.me/urielcrua

















