āAI di nuovo sotto pressione, Nasdaq future -1,6%. Petrolio oltre $111 riaccende i timori sui tassi. Europa -1%, banche -2% ed HermĆØs -8%
La tregua sull'AI trade dura poco. Dopo le trimestrali di Meta e Tesla, questa mattina torna una forte avversione al rischio: i future sul Nasdaq 100 perdono l'1,6%, quelli sull'S&P 500 lo 0,9%, mentre in Asia il Kospi crolla del 4,1% e l'MSCI Asia Pacific arretra del 2%.
La debolezza si trasferisce all'Europa, che ha aperto in calo di circa l'1%, con le banche in flessione intorno al 2%. A Parigi spicca HermĆØs, -8%, dopo vendite inferiori alle attese e nuovi segnali di debolezza della domanda cinese.
Il quadro è reso ancora più difficile dal petrolio: il Brent sale del 2,4% a 111,40 dollari, dopo nuovi attacchi in Arabia Saudita e l'ulteriore aumento delle tensioni in Medio Oriente.
La combinazione torna quindi ad essere particolarmente scomoda per i mercati: dubbi sui ritorni dell'AI, petrolio sopra 110 dollari, rischio inflazione e rendimenti obbligazionari ancora superiori al 5%.
šMeta e Tesla non riescono a tranquillizzare il mercato
I risultati diffusi ieri sera erano complessivamente migliori delle attese. Meta aveva battuto il consensus su ricavi, EPS e advertising, mentre Tesla aveva sorpreso soprattutto con un gross margin del 19,6% contro il 17,8% atteso.
Questa mattina, tuttavia, emerge quanto sia diventato difficile soddisfare un mercato che sta rivedendo i criteri con cui valuta il settore tecnologico.
Meta sale ancora del 2,2% nell'after hours, sostenuta anche dalla decisione di aumentare ulteriormente la propria scommessa sull'AI attraverso maggiori investimenti.
Tesla ha invece invertito completamente la prima reazione positiva e perde il 3,3%, dopo aver ridotto le previsioni di spesa in conto capitale.
Il paradosso viene sintetizzato bene da Tim Waterer di KCM Trade: il mercato si preoccupa quando le aziende aumentano il Capex, perché teme che i ritorni non siano sufficienti, ma si preoccupa anche quando lo riducono, perché può interpretarlo come un segnale di minore crescita futura.
Come sottolinea Barclays, il mercato sta passando dalla narrativa sull'AI a una fase nella quale pretende un livello molto più elevato di conferme dagli utili. E questo riguarda contemporaneamente guidance sul Capex e percorso di monetizzazione.
Meta rappresenta bene questa nuova fase. Il core business continua a crescere fortemente e i ricavi pubblicitari hanno superato le aspettative, offrendo al gruppo una notevole capacità di finanziare gli investimenti. Il mercato accetta quindi, almeno per ora, l'aumento della spesa AI perché vede contemporaneamente una macchina di generazione dei ricavi estremamente forte.
Per le società con minore capacità di autofinanziamento il giudizio è molto più severo.
šLam Research -7,4%: anche la filiera dei chip torna sotto pressione
Un altro segnale arriva da Lam Research, che perde il 7,4% nell'extended trading dopo una guidance sugli utili inferiore alle attese.
Il dato pesa sull'intera filiera dei semiconduttori e contribuisce alla nuova caduta del Kospi coreano, ormai uno dei termometri più sensibili dell'AI trade.
L'indice perde il 4,1% e si avvia verso la chiusura più bassa da aprile.
Il movimento è ancora più significativo considerando che soltanto pochi giorni fa il Philadelphia Semiconductor Index aveva interrotto una sequenza di otto sedute consecutive negative, la più lunga dal 2008.
šBrent a $111,40: il problema inflazione torna immediatamente
Se i Treasury beneficiano del risk-off, il petrolio continua però a rappresentare un ostacolo importante.
Il Brent sale del 2,4% a 111,40 dollari, mentre il WTI guadagna il 2% a 99,11 dollari. A spingere il greggio sono i nuovi attacchi in Arabia Saudita e il crescente timore che l'escalation in Medio Oriente possa finalmente incidere sull'offerta.
Il Dipartimento di Stato americano ha ordinato la partenza del personale non essenziale e delle relative famiglie dall'Arabia Saudita a causa della crescente minaccia degli Houthi provenienti dallo Yemen.
Secondo il New York Times, inoltre, Stati Uniti e Israele avrebbero elaborato piani specifici per nuovi attacchi contro l'Iran dopo le elezioni americane di midterm.
Finora il mercato petrolifero aveva assorbito l'escalation perché i flussi dal Golfo erano rimasti relativamente robusti. Più a lungo il Brent rimane sopra 110 dollari, maggiore diventa però il rischio che lo shock energetico si trasferisca all'inflazione.
E questo complica ulteriormente il lavoro della Federal Reserve.
š“Europa -1%, banche -2%: tornano le vendite sul settore
L'apertura europea conferma il clima di risk-off: i principali indici perdono circa l'1%, mentre il comparto bancario arretra intorno al 2%.
Ć un movimento coerente con quanto abbiamo osservato nelle ultime settimane.
In questa fase rendimenti elevati non rappresentano più necessariamente un vantaggio per le banche. Il mercato sta considerando contemporaneamente rischio sovrano, volatilità dei portafogli obbligazionari, costo della raccolta, possibile deterioramento del credito e debolezza dei ricavi da fixed-income trading.
A questo si aggiunge il problema francese, con la recente tensione sugli OAT e una situazione fiscale e politica che continua a rappresentare un elemento di fragilitĆ per il settore europeo.
āHermĆØs -8%: anche il lusso scopre il problema Cina
Fuori dalla tecnologia, uno dei movimenti più importanti della mattinata riguarda Hermès, che perde circa l'8%. Le vendite complessive del terzo trimestre sono cresciute del 4,3%, meno delle attese. Il dato più preoccupante arriva dall'Asia-Pacifico escluso il Giappone, il maggiore mercato del gruppo e responsabile di circa il 42% dei ricavi complessivi.
Le vendite sono rimaste sostanzialmente invariate, contro una crescita dell'1,55% prevista dagli analisti. à un segnale particolarmente significativo perché arriva pochi giorni dopo la delusione di LVMH.La debolezza cinese non sembra quindi limitata a un singolo marchio. Crisi immobiliare, debolezza dei mercati finanziari e maggiore tassazione della ricchezza detenuta all'estero stanno incidendo anche sui consumatori più facoltosi.
HermĆØs perde ormai circa il 40% dall'inizio dell'anno e, se il dato venisse confermato a fine 2026, sarebbe la peggiore performance annuale dalla quotazione del gruppo nel 1993.