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Languageitaliano
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Created10 apr 2026
Last Updated15 ott 2026 • 7 giorni fa
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Davide Rossi scrittore

19 ott 2026, 14:02

Di fronte alle enormi difficoltà che stiamo affrontando, non vedo come non si possa mettere in discussione il sistema attraverso cui organizziamo il vivere civile, lo stare insieme nello spazio pubblico. Per fare questo vi propongo questa riflessione contenuta nel mio libro "Le Vie della Libertà": "Nel 1930 il filosofo spagnolo Ortega y Gasset scrive “La ribellione delle masse” e tratteggia una diagnosi molto interessante del rapporto fra la massa e lo Stato: “Allorché la massa avverte qualche sventura, o semplicemente qualche forte ambizione, è una grande tentazione per lei questa permanente e sicura possibilità di ottenere tutto senza sforzo, senza lotta, dubbio né rischio, senza far altro che premere la molla e far funzionare la portentosa macchina”. Lo scrittore Guglielmo Piombini commenta Ortega y Gasset in “50 classici del pensiero liberale e libertario” (Edizioni Tramedoro): “Ecco dunque qual è il pericolo maggiore che minaccia la sopravvivenza della civiltà europea: la “statificazione” della vita, cioè l’assorbimento di ogni spontaneità sociale da parte del potere politico. Tutte le volte in cui si presenta nella vita pubblica di un Paese una qualche difficoltà, conflitto o problema, osserva Ortega, l’uomo-massa tende ad esigere che immediatamente se lo assuma lo Stato, che s’incarichi direttamente di risolverlo con i suoi giganteschi e incontrastati mezzi”. Sempre Piombini, nello stesso testo, si incarica di fare chiarezza sui presunti “diritti”, dietro cui si nasconde una schiavitù: “…tutti i nuovi diritti che vengono solennemente annunciati, come il diritto al lavoro, alla casa, alle cure mediche, all’istruzione, sono in verità falsi diritti finalizzati a espropriare qualcuno a vantaggio di qualcun altro. Pe rendere maggiormente chiaro il problema, sarebbe sufficiente chiedersi: a spese di chi vengono attribuiti questi “diritti”? Posti di lavoro, vitto, abiti, divertimenti, alloggi, cure mediche e istruzione non esistono in natura, sono invece beni e servizi prodotti dall’uomo. Chi li dovrebbe fornire? Se alcuni uomini hanno diritto ai prodotti e all’opera di altri, ciò significa che questi altri ne vengono privati e sono pertanto condannati alla schiavitù. Tutte le volte in cui un uomo vanta un presunto “diritto” che rende necessaria la violazione di un diritto di un altro, non si può parlare in nessun senso di diritto. Nessun uomo può avere il diritto di imporre un obbligo non scelto, un dovere non ricompensato o una servitù volontaria su di un altro uomo”.
Credo che stia qui la radice di tanti dei mali che affliggono le attuali società europee: la statificazione delle nostre vite
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18 ott 2026, 11:43

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Presentazione di "Sotto squadra e compasso" a Lugano assieme a Stefanohedo Erario.
Prima volta che presento un libro nello showroom di una boutique...
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17 ott 2026, 12:23

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Ieri, all'Assemblea dell'ANCI, il sindaco di Fano Luca Serfilippi ha giustamente denunciato un costo che è ormai insostenibile. Il solo comune di Fano spende un milione e duecentomila euro all'anno per il mantenimento di minori stranieri. Fano è un comune di 60.000 abitanti. In Italia esistono 7.894 comuni di varie dimensioni. Iniziate a percepire l'enormità di questa voce di spesa? Per carità, i minori vanno tutelati ma chi parla di immigrati come "risorse" sa di cosa sta parlando?
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16 ott 2026, 11:18

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Per chi vorrà, domani potremo incontrarci a Lugano in Svizzera. In presenza sia il sottoscritto che Stefano Edoardo Erario
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15 ott 2026, 19:24

IL CLAMOROSO PROCESSO PER IL GASDOTTO NORD STREAM
Ogni giorno politici e media lanciano allarmi per presunti attacchi cosiddetti "ibridi" da parte della Russia a paesi europei. Attacchi che nessuno ha mai visto ne provato, fatto sta che qualcuno vorrebbe portarci in guerra contro una potenza nucleare per questi allarmi più o meno fantomatici. Mentre accade questa manfrina, si apre un processo per un vero e proprio atto di guerra. E' partito il processo, in Germania, contro Sherii Kuznetsov, capitano dell'esercito ucraino. La Germania, fra i Paesi dell'UE, è quello più aggressivo contro la Russia e più attivo a difendere l'Ucraina. Eppure, proprio lì si celebra il procedimento e lo stato d'accusa verso Kuznetsov. Così il procuratore Stefan Schmidt: "L'imputato, in qualità di ufficiale delle forze armate ucraine, insieme ad altri militari, elaborò nell'aprile 2022 un piano per distruggere i gasdotti transnazionali Nord Stream 1 e Nord Stream 2 che attraversano il Mar Baltico. Era stato assegnato ad un'unità speciale di sabotaggio dell'esercito ucraino. L'imputato e gli altri membri del gruppo agirono per conto delle autorità statali ucraine e conformemente alle loro istruzioni." E' un atto d'accusa clamoroso che chiama in causa direttamente i vertici dello Stato ucraino. Su questa notizia dovrebbero aprire tutti i telegiornali, dato che si tratterebbe di un vero e proprio atto di guerra contro infrastrutture strategiche di un Paese europeo che finanzia ed arma proprio quello Stato che, secondo l'accusa, lo ha attaccato. Per quello stesso Stato stiamo pagando l'energia ad un prezzo triplo di prima. Invece, niente. Il silenzio. Facciamo circolare noi la notizia
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15 ott 2026, 11:33

Ho partecipato al talk show "Dietro il sipario" su Visione TV assieme al giornalista Luca Marfé ed all'ex parlamentare Francesco Forciniti. Abbiamo affrontato l'analisi del discorso di Giorgia Meloni al Parlamento sull'appoggio all'Ucraina e sulla condanna dell'accordo USA-Russia sul diesel. Abbiamo anche parlato delle prospettive politico-elettorali in Italia a partire dal caso Vannacci. https://www.youtube.com/watch?v=MSximMYjJ5A
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13 ott 2026, 13:01

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E' proprio vero che le idee geniali sono le più semplici. L'ex cancelliere socialdemocratico tedesco e padre nobile di quella parte, Olaf Scholz, ha trovato la ricetta per salvare la democrazia: abolirla. In Germania, il cordone sanitario per impedire all'Alternative fur Deutschland di governare si chiama Brandmauer. Dice Scholz: "La Brandmauer è giusta e necessaria. Ma non serve a mantenere l’AfD su percentuali basse. Questo si può ottenere solo attraverso il confronto politico sul futuro del Paese. La Brandmauer serve invece a tenere l’AfD lontana dal potere. Finora su questo i partiti democratici tedeschi erano concordi». Scholz è anche favorevole alla procedura giudiziaria per la messa al bando dell'AFD: Dice: "E' questo il percorso da seguire". Insomma, i voti dei cittadini non contano. Decide l'establishment chi ha diritti politici e chi no. Cosa c'è di più anti democratico e pericoloso di questo?
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10 ott 2026, 16:03

"Sotto squadra e compasso" arriva all'estero, in Svizzera. Per la precisione sabato 17 ottobre a Lugano. Grazie all'organizzazione di Gianluca Lamberti, per la prima volta presenteremo il libro assieme, in presenza, l'amico Stefano Erario ed io:

"PRESENTAZIONE DEL LIBRO

SOTTO SQUADRA E COMPASSO
Vita, simboli, rivelazioni dell’ex Gran Maestro Stefano Edoardo Erario

Un incontro dedicato alla Massoneria, ai suoi simboli, alle dinamiche del potere invisibile e al risveglio della coscienza, attraverso la presentazione del libro scritto da Davide Rossi e il dialogo diretto con i protagonisti dell’opera.

Interverranno:
Gianluca Lamberti organizzatore e moderatore Davide Rossi, Autore del libro
Stefano E. Erario, Ex Gran Maestro 33° protagonista centrale del libro

Sabato 17 Ottobre 2026
Ore 17:00

Presso: MeM - Via Carducci 1, Lugano (centro)

Al termine della presentazione sarà possibile fermarsi a cena e trascorrere la serata insieme ai protagonisti dell’incontro, proseguendo il confronto in un ambiente diretto e conviviale.

Prenotazione è obbligatoria

Informazioni e prenotazioni tramite WhatsApp o Telegram: +39 352 078 1084
E-mail: [email protected]
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09 ott 2026, 12:39

Miserabili. Come tali veniamo trattati da chi esercita il potere e va aggiunto subito che, in tanti casi, ce lo meritiamo. Quando la nostra giornata viene allietata dal fatto che un governo ci elargisce un bonus di 80 euro e questo gli consente di raggiunge il 41% di consensi alle successive elezioni, o quando discutiamo se la sospensione per un anno del bollo auto sia una cosa da apprezzare o no, tutto sommato secondo molti, meglio di niente, accettiamo di essere trattati come miserabili. Se l'ampiezza del nostro orizzonte culturale e di vita è questa, allora lo meritiamo. Dovremmo dire forte e chiaro che qualunque, non dico politico, ma essere umano che si rapporti a noi in questo modo non merita la nostra attenzione, bensì il nostro disprezzo. Chiunque si occupi di noi cercando di spaventarci o di comprarci con una mancetta andrebbe rapidamente allontanato. In caso contrario, sì, meritiamo di essere trattati da miserabili.
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08 ott 2026, 12:30

La smania del controllore è tale che arriva anche nelle piccole cose della vita quotidiana. Ad esempio, andare a rovistare nella spazzatura per verificare se quel giorno, nel calendario della raccolta differenziata, ti sei comportato bene. Altrimenti multa salata. Dovrebbero pagarci per fare il lavoro di differenziazione al loro posto ed invece ci impongono tariffe sempre più alte per lo smaltimento dei rifiuti e ci sanzionano pure. Lo stesso vale per il proliferare degli autovelox, vera e propria tassa mascherata (nella maggior parte dei casi) da sicurezza. E poi telecamere di sorveglianza ovunque, un Grande Fratello in ogni città. La digitalizzazione di tutto: dall’identità al denaro, con la conseguenza che, potenzialmente, chi detiene il controllo ti può spegnere con un click. Queste logiche sono applicate, oltre che agli individui, anche all’economia, ai mercati, compreso quello antiquario, e difatti li stanno strangolando.
Chiudiamo con un filosofo illuminante del 1500, Etienne De la Boetie. Nel suo magnifico “Discorso sulla servitù volontaria” scrive: “Vorrei soltanto capire come sia possibile che tanti uomini, tanti paesi, tante città, tante nazioni, a volte sopportino un solo tiranno, che non ha altra potenza se non quella che essi gli concedono; che non ha potere di nuocere, se non in quanto essi hanno la volontà di sopportarlo; che non saprebbe far alcun male, se essi non preferissero subirlo anziché contrastarlo”. Ancora De la Boetie: “Decidetevi a non servire più ed eccovi liberi. Non voglio che lo abbattiate o lo facciate a pezzi: soltanto, non sostenetelo più, e allora, come un grande colosso cui sia stata tolta la base, lo vedrete precipitare sotto il suo peso e andare in frantumi”
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08 ott 2026, 12:30

Lo sviluppo delle più moderne tecnologie di sorveglianza moltiplica all’ennesima potenza la possibilità del potere di entrare nelle nostre vite e nei nostri affari. Prima fra tutte la tecnologia che consente il riconoscimento facciale: è in corso un acceso dibattito politico e normativo in Italia sull'ampliamento dei poteri di sorveglianza e sull'uso del riconoscimento facciale da parte delle forze dell'ordine, in relazione al recepimento delle normative europee (come l'AI Act). Oppure si pensi al controllo delle comunicazioni. A livello europeo si discute e legifera su proposte (come il cosiddetto Chat Control) per la scansione dei messaggi digitali a fini di sicurezza. Come giustamente scrive Paolo Dimalio sul “Fatto Quotidiano”: “Nell’Europa alla rovescia, le élite comunicano in chat per decidere nell’ombra, al riparo da ogni sguardo, negando la trasparenza ai cittadini. I comuni mortali invece potrebbero dire presto addio alla privacy: tutti i “messaggini” verrebbero scansionati da un algoritmo, grazie alla proposta di regolamento della Commissione europea ribattezzata Chat control. Con la motivazione della lotta alla pedopornografia on line, il Vecchio Continente vuole costruire una casa di vetro al contrario: le comunicazioni private sotto la lente, ai potenti il privilegio della riservatezza”. Si tratta di pericolose chine il cui sconfinamento può portare dritti a sistemi polizieschi distopici. Chine che venivano segnalate già nel 2019 da un’autorità in materia come Shoshana Zuboff, professoressa alla Harvard Business School nel libro “Il capitalismo della sorveglianza”, edito in Italia dalla LUISS.
È sempre la sicurezza l’alibi, il paravento per giustificare tutte queste misure di controllo. Ma si tratta di lupi travestiti da agnelli. Se c’è un aforisma degno di essere citato, è quello estratto dalla risposta fornita da Benjamin Franklin al Governatore nell’Assemblea della Pennsylvania, l’11 novembre del 1755: “Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza”. Però, di solito, la proposta di scambio funziona. Funziona perché le persone hanno paura di tante cose e sotto qualsiasi paura si nasconde quella somma: la paura di morire. È inconscia e potentissima. Prevale e prevarica qualsiasi ragionamento razionale. D’altra parte, già l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga nel 2011, nel libro “Fotti il potere”, spiegava apertamente che “quando la politica è in difficoltà spesso individua un nemico, una minaccia incombente, uno spettro strisciante sempre tarato sulle paure e i tic dei cittadini, e così, al grido di “vi difenderemo noi da loro”, si ricompatta e si rafforza”. Questo è il trionfo delle telecamere di sorveglianza, dei sistemi di riconoscimento digitale e facciale, delle valute immateriali emesse dalle banche centrali. Perché poi, a braccetto con la indotta esigenza di sicurezza c’è la voglia di comodità. La quale induce a benedire la smaterializzazione, il compiere ogni atto della propria vita di consumatore attraverso carte bancarie e smartphone. Tutti strumenti che aumentano la capacità di controllo da parte di chi detiene il potere. E la conseguente perdita di libertà per tutti gli altri che tanto, a dir poco ingenuamente, si vantano di “non aver nulla da nascondere”.
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08 ott 2026, 12:30

Vi propongo un mio articolo, appena uscito sul giornale "L'Informatore-Art and Antiques Journal" sulla società del controllo in cui viviamo:
LA SOCIETA’ DEL CONTROLLO
Ci stiamo scivolando dentro senza (quasi) accorgercene. Ma dentro di noi si moltiplicano i segnali che qualcosa non va. Per dirne una, l’utilizzo degli psicofarmaci è in costante e netto aumento ogni anno. Sì, perché nella società del controllo, checche se ne dica, non si sta per niente bene. Anche coloro che, consciamente, affermano di sentirsi più sicuri, più protetti poi non sono felici, avvertono un malessere. La psicologia moderna non fa che spiegarci che le relazioni basate sul controllo sono “tossiche”, come si dice oggi. Fanno danni, ti tolgono l’anima. Fanno ammalare, persino. Qualunque tradizione spirituale ti insegna che, se vuoi star bene, devi lasciar andare, mollare il controllo, lasciar fluire la vita. L’accettazione di quel che c’è è una delle principali vie per la felicità. Insomma, sia la scienza, che la spiritualità, che il semplice buon senso sono unanimi nel sostenere che il voler controllare tutto o l’essere controllati fa male. E molto anche. Eppure, questa regola aurea parrebbe non essere tenuta in alcuna considerazione nel rapporto fra gli Stati ed i propri cittadini. Qui i parametri cambiano radicalmente: se vuoi essere felice ti devi consegnare al potere pubblico. Devi accettare che la tua vita, il tuo denaro, il tuo modo di guidare, la tua attività economica, l’educazione dei tuoi figli, la prevenzione delle malattie, l’efficientamento energetico della tua casa e della tua automobile, il modo in cui smaltisci la spazzatura siano tutte questioni rigidamente regolamentate e controllate da chi comanda. Per il tuo bene, si intende.
Il livello di dirigismo dei governi sulle nostre esistenze è in rapida ed esponenziale crescita. La domanda classica in merito è: “ma se non fai nulla di male, cos’hai da temere dal nostro controllo?”. La risposta adeguata dovrebbe essere che temo la tua idea di cosa è male. Deve essere chiaro che i politici tutelano (purtroppo) interessi e non sono per niente i depositari della verità sul cosiddetto “bene comune”. L’idea che sia normale e giusto controllarci e punirci come se fossimo bambini stupidi, è da rifiutare ed è da riconoscere per quel che è: un sistema malato di dominio. Un conto è il rispetto di poche e chiare norme che ci diamo per regolare la convivenza pubblica, altro è il diventare come una casa di vetro per consentire al potere un’ossessiva presa sulla nostra quotidianità. Quello stesso potere che, al contrario, gestisce i soldi, che siamo obbligati a consegnargli, in modo spesso opaco, sprecandolo e senza renderci conto di nulla.
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07 ott 2026, 15:33

Seconda puntata del ciclo "Oltre lo Stato" sul canale VQB. In questo video prendo spunto dalle manifestazioni di piazza in Spagna sulla questione della scarsità degli alloggi per mettere a comparazione la soluzione proposta alle masse dall'establishment (ossia quella dirigista e regolamentatoria) e quella di chi ha una visione liberale e libertaria delle cose. Si tratta di un paradigma che, se compreso, può essere applicato a qualsiasi altro tema. https://www.youtube.com/watch?v=0U7wlIKai8A
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07 set 2026, 04:25

Massimo Nava, giornalista di punta del Corriere della Sera, firma oggi un editoriale molto importante su quel giornale. Il titolo è "La guerra e il piano inclinato". Con molta grazia scrive sulle colonne del giornale più politicamente corretto del Paese ciò che alcuni di noi segnalano, preoccupati, fin da prima dello scoppio della guerra Russia-Ucraina. Ossia, che la postura dei leader europei verso la Russia è molto pericolosa. Che ci ha messi su di un piano inclinato il quale tende a scivolare, quasi inevitabilmente, verso una guerra aperta con Mosca. L'articolo dice cose scontate ma il fatto che le scriva su quel giornale è interessante non poco. Vuol dire che il livello di allarme, anche fra gli allineati benpensanti, è molto alto. Fra le altre cose, Nava scrive: "Se i Volenterosi (Gran Bretagna e Francia in testa) si spingono all'invio di missili, se sta nascendo una partnership produttiva dei droni, se il presidente Zelensky è ospite fisso ai vertici europei in cui si discute appunto di sanzioni, armamenti e strategie anti russe, che cosa manca all'ufficialità di una dichiarazione di guerra? Non perché sia auspicabile o perché non sia possibile ancora auspicare un rinsavimento dei belligeranti e nell'apertura dei canali diplomatici. Ce lo chiediamo di fronte all'evidenza del piano inclinato su cui si sono spinte le leadership europee, peraltro con scarso sostegno dei cittadini". Il pezzo continua con un'analisi critica esplicita su dove ci porterà questo atteggiamento dei capi di governo europei: la guerra con la Russia. Non si dica, se e quando scoppierà, che ci siamo finiti dentro senza che nessuno lo volesse davvero. Il tutto è stato pianificato e perseguito con tenacia dall'Unione Europea e dai governi. Compreso il nostro
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07 set 2026, 04:25

Il grande problema dell’Italia, prima ancora che economico, è culturale.
Per decenni siamo stati educati a pensare che senza lo Stato non potremmo vivere. Che abbiamo bisogno della politica per lavorare, curarci, studiare, risparmiare, investire e persino per decidere come utilizzare il frutto del nostro lavoro.
La politica ha tutto l’interesse a convincerci di essere degli invalidi economici, incapaci di vivere senza bonus, sussidi, incentivi e trasferimenti pubblici.
Ma proviamo a capovolgere il ragionamento.
Siamo davvero noi ad avere bisogno dei politici oppure sono i politici ad avere bisogno di noi?
Dividiamo idealmente l’Italia in due.
Da una parte mettiamo imprenditori, operai, artigiani, commercianti, professionisti, agricoltori e, più in generale, tutti coloro che lavorano e producono beni e servizi.
Dall’altra mettiamo la parte della politica e dell'apparato clientelare che vive esclusivamente delle risorse prelevate ai primi.
Se domani scomparissero i politici, chi produce continuerebbe a produrre, commerciare, costruire, coltivare, progettare e offrire servizi.
Se invece domani scomparissero coloro che producono, la politica non avrebbe più nulla da redistribuire.
Ed è proprio in questo senso che considero una parte della classe politica parassitaria: non perché ogni singolo politico sia necessariamente inutile o disonesto, ma perché un sistema politico che vive prelevando sempre più risorse dalla società produttiva senza creare un valore corrispondente assume inevitabilmente le caratteristiche del parassitismo.
Il parassita non può vivere senza l’organismo che lo alimenta. L’organismo, invece, può vivere senza il parassita.
Ed è questo il grande inganno della cosiddetta giustizia sociale.
Ci raccontano che sia necessario sottrarre una parte crescente del frutto del lavoro di qualcuno per consegnarla ad altri secondo criteri stabiliti dalla politica. E chi decide quanto prendere, a chi prenderlo e a chi darlo?
Sempre la politica.
Nel frattempo aumentano spesa pubblica, debito, tasse, burocrazia e regolamentazione. Eppure continuiamo ad avere povertà, salari stagnanti, imprese in difficoltà e giovani che lasciano il Paese.
Allora forse dovremmo iniziare a porci una domanda molto semplice:
chi sta mantenendo chi?
Sono i politici che mantengono i cittadini attraverso lo Stato sociale?
Oppure sono i cittadini che lavorano e producono a mantenere un gigantesco apparato politico che, dopo aver prelevato la loro ricchezza, ne restituisce una parte presentandola come una propria concessione?
La vera redistribuzione rischia così di essere molto diversa da quella raccontata: non dai ricchi ai poveri, ma da chi produce verso chi controlla il meccanismo della redistribuzione.
Perché quando è la società a diventare il mezzo attraverso cui mantenere la politica, il rapporto tra servitore e servito si è completamente rovesciato.
https://www.facebook.com/marco.bizzi.9?__cft__[0]=AZYHJvOIOTMncc8xix4oUmd7Zzuts02ogI9zVLDdb4UUelUv2VSJZiu-z45AgGQAbDqm8P-Fq71m8AcNPk0u43_1l6b5CognZihcxj2bC1dG3G6Gct7eIkaP2XyMtm3k_Pcw4TL-i9Evzw6dyolNrEFq&__tn__=-]K-R
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07 set 2026, 04:25

Ogni giorno leggiamo di Stati che vogliono scatenare guerre (in aggiunta a quelle che già ci sono): cito solo l'Inghilterra che dice di prepararsi conto la Russia, governi che con le loro scelte (transizione ecologica, lockdown, sanzioni) ci impoveriscono e fanno aumentare i costi di tutto, servizi sociali che tolgono i figli alle famiglie, regole e controlli su qualsiasi aspetto della vita dei cittadini, tasse che strangolano l'economia e le persone, incapacità di risolvere qualsiasi problema, trattamenti sanitari obbligatori, corruzione dilagante dei politici. Questi sono fatti oggettivi, non opinioni. Di fronte a tutto questo, molti cittadini vogliono "più Stato", più Big Government, allargamento della sfera di intervento pubblico. Per me, il fatto che giungano a queste conclusioni resta un grosso mistero. Oggi si dice bias cognitivo? Eh ma bello grande però.
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07 set 2026, 04:25

Di fronte alla tragedia della bambina di Palermo è di nuovo scattata l'isteria e l'aggressività in tema di vaccini da parte di giornalisti e politici. Parole inqualificabili e anti democratiche. Con il dottor Daniele Giovanardi e l'avvocato Marco Della Luna abbiamo cercato di riportare argomentazioni e ragionevolezza in questa puntata di "Dietro il sipario" a Visione TV. https://www.youtube.com/watch?v=uOXR4ZNRHpY&t=3641s
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Davide Rossi scrittore

07 set 2026, 04:25

A proposito di epidemie e virus è molto istruttivo ed impressionante il racconto che il reporter Davide Pianezze fa su "Rivista Natura" su ciò che accadde sull'Isola di Pasqua a cavallo fra la fine del 1800 e l'inizio del 1900: "La signora si unisce a noi e racconta di quando era giovane e Hanga Roa era circondata da un muro che nessuno poteva oltrepassare. Era stato eretto per evitare che i locali si muovessero liberamente sull’isola, in modo da evitare la trasmissione della peste che secondo l’amministrazione girava in paese. La verità era che l’intera Isola di Pasqua era stata affittata a una compagnia laniera scozzese e per paura che i locali potessero rubare le pecore, che occupavano i pascoli, tutta la popolazione era stata reclusa nell’unico centro abitato. Per rendere la situazione più drammatica e veritiera, pare che alcuni malati di peste fossero “casualmente” apparsi in città (si dice che fossero di origine peruviana) con lo scopo di infettare i locali e giustificare la chiusura.
Fu così che all’intera popolazione indigena non fu permesso di muoversi all’interno dell’isola dal 1897 al 1953. Anni duri, che tutti gli anziani ricordano per aver perso la loro libertà, la loro indipendenza, la loro dignità. Alcuni tentarono la fuga via mare, molti non vennero mai più ritrovati, pochissimi riuscirono a raggiungere miracolosamente le isole Cook a circa 5.000 chilometri di distanza."
Sti virus hanno sempre fatto un gran comodo. Dall'Isola di Pasqua ad oggi, tutto il mondo è paese.
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07 set 2026, 04:25

Le Zone Economiche Speciali (ZES) sono delle aree geografiche all'interno delle quali i governi italiani applicano una tassazione più bassa alle imprese che investono, crediti fiscali e forte snellimento della burocrazia. Tutto questo per agevolare il rilancio dell'economia in quelle zone. Dunque, se lo Stato italiano riconosce che poca burocrazia e tassazione un po' più bassa agevolano la creazione di ricchezza, ammette anche che il contrario provoca povertà. Logica vorrebbe che a tutto il Paese venissero applicate le norme delle ZES, invece no. Perché? Perché il potere pubblico è un'idrovora insaziabile della ricchezza creata dai cittadini e perché questi, per meglio essere controllati, è bene che stiano nella scarsità e siano felici e riconoscenti di percepire sussidi e bonus.
Altro che neoliberismo di sta cippa.
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07 set 2026, 04:25

Il cosiddetto New Green Deal dell'Unione Europea, che avrebbe dovuto realizzare la forzosa transizione ecologica, è rovinosamente fallito. Ma continua a produrre danni. Il suo disastro (a nostre spese) simboleggia l'inevitabile fallimento di qualsiasi forma di economia pianificata. Un vero e proprio caso di scuola.
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07 set 2026, 04:25

Pochi mesi fa il governo Meloni ha appoggiato la discutibile (sotto molti punti di vista) scalata di Monte Paschi a Mediobanca. Appoggiato al punto tale che c'è un'inchiesta in merito da parte della Procura di Milano. Vedremo. In ogni caso, si è esaltata l'operazione in quanto creatrice di un terzo polo bancario italiano che si incunea fra i due colossi Unicredit e Intesa San Paolo. Ora, il neonato terzo polo rischia seriamente di essere pappato proprio da Intesa San Paolo, la quale ha lanciato un'Opas su MPS. Se l'operazione le riesce, Intesa con un solo colpo si prende Monte Paschi, Mediobanca e, soprattutto, il 13% di Generali (in pancia a Mediobanca). Roba che rivoluzionerebbe l'intero assetto bancario assicurativo italiano con una concentrazione di potere forse senza precedenti. Un capolavoro che è stato apparecchiato dall'ennesimo intervento distorsivo della politica sul mercato. Alla faccia di quelli del "ci vuole più Stato". Come se i soldi che vengono utilizzati dal potere politico nei giochi di questo Risiko bancario non fossero i nostri
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07 set 2026, 04:25

Non viene in mente che dopo l'ennesimo, ossia un numero indefinito ma molto molto alto (specifico il signifcato per i parlamentari che dovessero leggere il post), episodio di corruzione della stretta cerchia di Zelensky sarebbe il caso di bloccare i finanziamenti che gli inviamo e fare una riflessione? Almeno per capire prima come vengono usati. Non sarebbe il caso di non aderire più alle sanzioni contro il gas russo che ci impoveriscono ed arricchiscono i produttori statunitensi?
Niente, il buon senso è totalmente bandito dalla classe politica o meglio dire se ne strafregano delle difficoltà economiche dei sudditi. Sudditi che sono pecore da tosare con le buone o con le cattive
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22 ago 2026, 21:26

Nel mio Comune in autunno partirà una campagna politica contro le tasse: abbassamento di quella sui rifiuti, azzeramento dei parcheggi a pagamento, via gli autovelox che non sono altro che una tassa mascherata da sicurezza, via l'addizionale comunale IRPEF. Fuori le mani dalle tasche (quasi vuote) delle persone. Come si fa? Stiamo studiando il bilancio comunale, un bilancio dove fiumi di milioni finiscono in opere pubbliche non utili, in consulenze, contributi di tutti i tipi, finanziamenti che si possono e debbono rivedere e ridiscutere. Lotta dura alla burocrazia di ogni tipo e genere. Questo tipo di politica si rivolge ai non garantiti, cioè a quella maggioranza di cittadini che pagano e non sono beneficiari delle erogazioni pubbliche. I beneficiari continuino a votare i benefattori. Tutti gli altri stiano pronti a dare una mano.
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22 ago 2026, 21:26

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Cosa pensano ora i sempliciotti de "Lo dice la scienza"? Anche il Corriere della Sera è costretto a dare spazio (piccolo) all'articolo del New York Post in cui si scrive che Anthony Fauci nei suoi appunti privati avrebbe temuto un legame fra il vaccino contro il Covid e gli aborti spontanei, mentre in pubblico invitava le donne in gravidanza a vaccinarsi? Non si tratta di dicerie ma di atti che emergono dall'inchiesta parlamentare americana. Fauci è l'immunologo principe negli USA, l'uomo che ha dettato le linee ai presidenti americani durante la cosiddetta pandemia, lo scienziato cui hanno fatto riferimento i nostri governi e le virostar de noartri (che infatti ancora lo difendono). Si tratta di un'enormità, di una cosa, fra le tante, gravissima.
Siccome qui da noi il ministero della salute inseriva le donne in gravidanza fra i soggetti fragili da vaccinare, non sarebbe magari il caso di audire Roberto Speranza e Mario Draghi in Commissione parlamentare di inchiesta?
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22 ago 2026, 21:26

Nuova intervista su Il Vaso di Pandora:
"All’audizione in commissione Covid - dopo tre ore di “arringa” definita da alcuni perfino una lectio magistralis... - l’ex premier Giuseppe Conte ne è uscito sostanzialmente molto bene; e sì che i presupposti e il clima attorno a questa attesissima testimonianza lasciavano presagire qualcosa di molto diverso. Come è stata gestita l’audizione dalla maggioranza?
Gli effetti dell’invasione di migranti a Ceuta stanno mettendo gli Stati Europei ai ferri corti tra loro e in grave crisi i cosiddetti principi dell’Unione Europea. Berlino riapre il fronte clandestini: “Verranno espulsi verso l’Italia”. La mossa del cancelliere Merz: Roma dovrà riprendere chi è arrivato nell’ UE dal nostro Paese. Così la Germania riavvia le espulsioni ferme dal 2022.
La nostra intervista a DAVIDE ROSSI, scrittore, saggista, analista politico e a MARCO DELLA LUNA, avvocato, saggista, docente di Psicologia Politica, esperto di tecniche di dominazione sociale.
Conduce CARLO SAVEGNAGO" https://www.youtube.com/watch?v=kIfDj92gbGY&t=34s
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