Angelo Santoro
🔴 L'articolo, firmato da Angelo Santoro, critica la "dipendenza da Zelensky" dell'Europa, argomentando che la paura di un nuovo esodo di migranti venga usata come strumento di ricatto per ottenere fondi illimitati senza chiare strategie o obiettivi. L'autore avverte che ciò creerebbe un pericoloso precedente, trasformando l'emergenza migratoria in un potere contrattuale, e sollecita i governi, inclusa l'Italia, a definire con trasparenza i limiti, i costi e gli obiettivi finali del sostegno a Kiev.
Sommario ⬆️
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⏹️ C’è una domanda che l’Europa continua a eludere: quanto può costare la paura? Perché è sulla paura che, ormai da anni, si costruisce gran parte della politica europea sull’Ucraina.
🔘 La paura che, se smettessimo di finanziare Kiev, l’Ucraina perderebbe la guerra. La paura che, se Putin prevalesse, la Russia non si fermerebbe ai confini ucraini. E, soprattutto, la paura che una sconfitta di Kiev provocherebbe un nuovo esodo di milioni di persone verso l’UE.
🔘 È una prospettiva seria, che nessuno può liquidare con superficialità. Ma proprio perché è seria dovrebbe essere affrontata con razionalità, non utilizzata come una cambiale in bianco. Siamo diventati, invece, Zelensky-dipendenti.
🔘 Al punto che il presidente ucraino può presentarsi davanti ai governi europei chiedendo altri soldi, altre armi, altri prestiti e altri impegni, facendo pesare sul tavolo la prospettiva di una sconfitta e delle sue conseguenze migratorie.
🔘 Eppure l’Europa ha già finanziato l’Ucraina per cifre enormi. Ha fornito armi, prestiti, aiuti economici e assistenza politica. Le cifre sono diventate talmente grandi che persino il cittadino che paga il conto fatica ormai a seguirle.
🔘 La domanda, allora, non è se l’Europa debba aiutare l’Ucraina. La domanda è se debba continuare a farlo senza una discussione seria sui limiti, sui costi e soprattutto sugli obiettivi.
🔘 Perché c’è un punto sul quale sarebbe ora di smettere di girare intorno: l’argomento migratorio. Se davvero una sconfitta ucraina potesse provocare un nuovo esodo di enormi proporzioni, questo rappresenterebbe certamente un problema per l’Europa.
🔘 Ma proprio per questo dovremmo domandarci che cosa accade quando la prospettiva di un’emergenza migratoria diventa uno strumento di pressione politica. Oggi è l’Ucraina.
🔘 Domani potrebbe essere un altro Paese. Immaginiamo che un altro Stato, travolto dalla guerra, dal dissesto economico o dall’instabilità politica, si rivolga all’Europa con un messaggio analogo: finanziateci oppure milioni di persone partiranno verso i vostri confini. Che cosa risponderebbe Bruxelles?
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
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