Digital farmer Telegram channel photo

Digital farmer

L'agricoltura 4.0 spiegata bene. L’età media è 66 anni, di "digitale" si parla tanto, ma si capisce poco. Questo canale esiste per colmare quel vuoto: tecnologia agricola raccontata da chi lavora la terra, per chi la lavora la terra. Benvenuto tra noi.

Adulti 18+italianoItalia

46

Last views

1k (1,029 subscribers)
Membri
—
Rating
50
Total Posts
Sep 20, 2026, 11:18 PM
Aggiornato
May 14, 2026
Created
Stats

Stai visualizzando contenuti in italiano. Per visualizzare contenuti in un'altra lingua, cambia la lingua del sito web.

Channel Information

Channel Information
Channel NameDigital farmer
Username@innovazioneinagricoltura
CategoryAdulti 18+
Languageitaliano
CountryItalia
Membri1,029
Channel TypePublic Channel
Created14 mag 2026
Last Updated20 set 2026 • 33 giorni fa
StatusActive

Classifica

Classifica globale
#47346+244
Classifica per lingua
#457+2
Classifica per categoria
#2218+29

Crescita abbonati

Totale: 1.0K30 Days growth: +636.5%
08/2208/2709/0109/0609/1109/1609/20
Crescita abbonati - 30 Days
DateSubscribers
22:08:2026966
23:08:20261,029
24:08:20261,029
25:08:20261,029
26:08:20261,029
27:08:20261,029
28:08:20261,029
29:08:20261,029
30:08:20261,029
31:08:20261,029
01:09:20261,029
02:09:20261,030
03:09:20261,030
04:09:20261,030
05:09:20261,030
06:09:20261,030
07:09:20261,030
08:09:20261,030
09:09:20261,030
10:09:20261,030
11:09:20261,029
12:09:20261,029
13:09:20261,029
14:09:20261,029
15:09:20261,029
16:09:20261,029
17:09:20261,029
18:09:20261,029
19:09:20261,029
20:09:20261,029
Crescita abbonati - Weekly
DateSubscribers
Week of 11:05:2026964
Week of 18:05:2026964
Week of 25:05:2026964
Week of 01:06:2026964
Week of 08:06:2026964
Week of 15:06:2026964
Week of 22:06:2026964
Week of 29:06:2026964
Week of 06:07:2026966
Week of 13:07:2026966
Week of 20:07:2026966
Week of 27:07:2026966
Week of 03:08:2026966
Week of 10:08:2026966
Week of 17:08:20261,029
Week of 24:08:20261,029
Week of 31:08:20261,030
Week of 07:09:20261,029
Week of 14:09:20261,029
Crescita abbonati - Monthly
DateSubscribers
May 2026964
June 2026964
July 2026966
August 20261,029
September 20261,029
Crescita abbonati - Yearly
DateSubscribers
20261,029

Ultimi post

Digital farmer logo
Digital farmer

21 ott 2026, 11:01

È una riflessione che va oltre il mondo del vino.

Ogni volta che l'intelligenza artificiale entra in un'impresa, la domanda non dovrebbe essere soltanto che cosa sia in grado di fare, ma quale problema risolva e con quale risultato.

Per Digital farmer, è questo il punto da seguire: non raccontare l'intelligenza artificiale perché è una novità, ma capire se può diventare uno strumento utile per chi lavora ogni giorno in azienda.

Perché la vera innovazione non si misura dal numero di funzioni disponibili, ma dal valore che riesce a creare per chi le utilizza.

E voi cosa ne pensate?
46000
Digital farmer logo
Digital farmer

21 ott 2026, 11:01

3. Chi controlla i dati inseriti dalle cantine?
Su questo punto la risposta è molto chiara: i dati inseriti dalle cantine non vengono verificati sistematicamente dalla piattaforma.
Gli amministratori spiegano che l'obiettivo è mettere a disposizione dati ufficiali, ma che non possono garantire la correttezza di ogni informazione aziendale inserita direttamente dagli utenti.

Se, per esempio, una cantina indica un numero di telefono errato, la piattaforma non ha necessariamente modo di accorgersene e correggerlo.
È una precisazione importante, perché aiuta a distinguere due responsabilità: quella di chi gestisce l'infrastruttura e quella di chi fornisce le informazioni aziendali.

Per le cantine, quindi, inserire i dati non dovrebbe essere considerato un adempimento da svolgere una volta e dimenticare. La qualità delle informazioni pubblicate resta anche una responsabilità dell'impresa.

4. Quanto costa e quale ritorno economico può produrre?
Secondo gli amministratori, il costo degli strumenti è noto, trasparente e uguale per tutti, con l'obiettivo di renderli accessibili anche alle realtà più piccole.
La questione più difficile, ammettono, è quantificare il ritorno economico.
Ed è proprio qui che la discussione diventa interessante per chi gestisce un'impresa.
Gli amministratori propongono di partire da alcune domande molto concrete:
Quanto tempo dedica il personale a spiegare la proposta enoturistica ai potenziali clienti?
Quanto tempo viene impiegato per inviare e-mail con informazioni e materiali?
Quante opportunità si perdono perché un potenziale cliente contatta la cantina fuori dall'orario di apertura?
Quanto può migliorare la gestione aziendale quando si lavora sulla base di budget previsionali, invece di procedere senza una visione strutturata?

Un assistente AI costruito sui contenuti della cantina può, per esempio, rispondere alle domande dei visitatori anche quando gli uffici sono chiusi. Può inoltre rendere più immediata la consultazione delle informazioni aziendali e ridurre alcune attività ripetitive.

Sul versante economico e commerciale, interrogare i dati attraverso domande formulate in linguaggio naturale può facilitare l'analisi delle vendite e dei risultati rispetto agli obiettivi.

Il vantaggio potenziale non consiste semplicemente nell'utilizzare l'intelligenza artificiale, ma nel risparmiare tempo, migliorare le decisioni e non perdere opportunità commerciali.

Per capire se questi vantaggi si realizzano davvero, tuttavia, occorre misurarli.

Una cantina potrebbe, per esempio, rilevare il tempo dedicato alle richieste informative prima e dopo l'introduzione dell'assistente, verificare quante richieste vengono gestite fuori orario e monitorare le conversioni delle prenotazioni enoturistiche. Per gli strumenti di analisi economica, potrebbe invece valutare se l'accesso più rapido ai dati migliora la qualità delle decisioni e il controllo degli scostamenti rispetto al budget.

Sono verifiche che consentirebbero di passare da un beneficio atteso a un risultato documentato.

5. La vera sfida: trasformare una tecnologia in valore
Le risposte ricevute permettono di comprendere meglio la proposta di Cantina Italia. La piattaforma dichiara di utilizzare fonti ufficiali e altre fonti informative, di mantenere separati i dati economici aziendali dall'assistente pubblico e di offrire strumenti che potrebbero semplificare alcune attività commerciali e gestionali.
Sono aspetti interessanti, che meritano di essere valutati senza pregiudizi.
Ma resta una distinzione fondamentale: la disponibilità di uno strumento non garantisce, da sola, la creazione di valore.

Il risultato dipenderà dalla qualità delle informazioni, dall'adeguatezza delle risposte, dalla facilità d'uso e dalla capacità delle imprese di integrare questi strumenti nei propri processi. E dipenderà anche dalla possibilità di verificare, con dati concreti, se il beneficio supera il costo.

Continua. 🔽🔽🔽
38000
Digital farmer logo
Digital farmer

21 ott 2026, 11:00

L'iniziativa Cantina Italia propone proprio questa prospettiva.
Ma, come abbiamo sottolineato, una tecnologia interessante non è necessariamente un'innovazione capace di creare valore.

Per capire meglio come funzioni la piattaforma, abbiamo rivolto ai suoi amministratori alcune domande: da dove arrivano le informazioni utilizzate dall'intelligenza artificiale? Come vengono tutelati i dati aziendali? E, soprattutto, quale ritorno può aspettarsi una cantina che decide di adottare questi strumenti?

Riportiamo di seguito le risposte ricevute, accompagnandole con alcune considerazioni.

1. Da dove arrivano le informazioni dell'AI?
La prima questione riguarda le fonti. Un assistente può formulare risposte convincenti, ma la loro utilità dipende anche dalla qualità, dall'attualità e dall'affidabilità delle informazioni utilizzate.
Gli amministratori di Cantina Italia indicano tre principali categorie di fonti.
I dati ufficiali e la documentazione del settore. Tra questi figurano i disciplinari di tutte le Indicazioni geografiche italiane del vino pubblicati dal MASAF, il Registro nazionale delle varietà di vite, i report dell'OIV per i dati mondiali, i report di UIV e ISTAT per il settore italiano e i bilanci depositati dalle cantine presso le Camere di commercio.

Secondo quanto dichiarato, queste fonti vengono aggiornate dal loro staff, con un coinvolgimento diretto del responsabile del progetto.

I bilanci, inoltre, sono considerati confrontabili per definizione.
Le conoscenze proprie del modello linguistico. Si tratta delle informazioni e delle capacità linguistiche acquisite dal modello AI, aggiornate periodicamente attraverso le nuove versioni del modello stesso.

Le informazioni reperite sul web. L'assistente pubblico dichiara di citare sempre le fonti utilizzate. È inoltre progettato per rispondere quando ritiene di poter soddisfare la domanda e, in caso contrario, spiegare perché non risponde e suggerire come recuperare le informazioni mancanti o riformulare la richiesta.

Per gli assistenti e gli agenti destinati alle singole cantine, invece, le fonti sono esclusivamente quelle aziendali.
Le risposte dell'assistente pubblico vengono inoltre controllate quotidianamente dallo staff.

Il punto da tenere presente
La presenza di fonti ufficiali è un elemento importante, ma non esaurisce la questione dell'affidabilità. Occorre distinguere tra la disponibilità di un documento, il suo aggiornamento e la correttezza della risposta che l'AI ne ricava.

Anche per i bilanci, la disponibilità di documenti depositati non significa necessariamente che ogni impresa sia confrontabile sotto qualsiasi profilo: occorre considerare le differenze tra attività, dimensioni, strutture societarie e criteri contabili.

Sono aspetti che sarà interessante valutare nell'utilizzo concreto della piattaforma.

2. Come vengono protetti i dati economici delle cantine?
Questa è probabilmente una delle domande più delicate, soprattutto quando si parla di dati commerciali, fatturato, clienti e previsioni economiche.
Gli amministratori dichiarano che i dati economici delle singole cantine sono accessibili soltanto attraverso l'agente aziendale e agli utenti autorizzati dalla cantina stessa. Non confluiscono nel database dell'assistente pubblico e non sono visibili agli utenti esterni all'azienda.

La piattaforma, inoltre, è ospitata su un server situato in Italia. Secondo quanto riferito, l'infrastruttura adotta elevati standard di sicurezza e comprende tra i propri clienti anche istituti bancari.
Sono indicazioni rilevanti per chi deve decidere se affidare a un servizio digitale informazioni aziendali riservate.

Resta naturalmente importante che ciascuna impresa comprenda le condizioni del servizio, le modalità di gestione degli accessi, la conservazione dei dati e le garanzie previste contrattualmente. La localizzazione del server e gli standard dichiarati sono elementi utili, ma non sostituiscono una valutazione complessiva delle misure di sicurezza e della gestione dei dati.

Continua. 🔽🔽🔽
33000
Digital farmer logo
Digital farmer

21 ott 2026, 11:00

Photo1/2
Cantina Italia le risposte alle domande.

Cantina Italia, l'AI risponde: fonti, dati aziendali e ritorno economico.

Dopo aver presentato il progetto, abbiamo rivolto alcune domande ai suoi amministratori.

Ecco le risposte su fonti informative, sicurezza dei dati e valore concreto per le cantine.

Nel precedente articolo ci siamo chiesti se l'intelligenza artificiale possa diventare una sorta di nuovo consulente per le cantine.

Non un semplice strumento di comunicazione, ma un supporto capace di rendere accessibili le conoscenze sul vino italiano e di aiutare le imprese a leggere i propri dati economici e commerciali.

Continua. 🔽🔽🔽
36000
Digital farmer logo
Digital farmer

20 ott 2026, 11:11

Dalla semplice ricerca a una conversazione
Il primo livello è un assistente AI pubblico dedicato al vino italiano.
Non si tratta quindi soltanto di un sito nel quale cercare informazioni: l'utente può porre una domanda in linguaggio naturale e dialogare con l'assistente. L'obiettivo dichiarato è rendere più accessibile la complessità del vino italiano.
E qui c'è già un passaggio interessante: l'interfaccia non è più il database, è la conversazione.

Ma la parte forse più interessante riguarda le cantine
Cantina Italia propone infatti anche strumenti AI destinati direttamente agli operatori.
Una cantina può inserire gratuitamente i propri dati anagrafici nella piattaforma oppure creare una scheda descrittiva, attualmente proposta a 240 euro l'anno. Può poi dotarsi di un assistente AI B2C costruito sui propri contenuti, da inserire nel sito aziendale, oppure di un assistente B2B destinato a rispondere alle richieste di clienti e rete commerciale. 

L'idea è interessante perché porta l'AI dalla comunicazione generica alla conoscenza specifica dell'azienda.
Per esempio, invece di chiedere a un collaboratore:
“Qual è la scheda logistica di questo vino?”
il cliente potrebbe rivolgere direttamente la domanda all'assistente aziendale, che dovrebbe fornire la risposta e, nel caso indicato dalla piattaforma, anche il documento pronto per il download. 
E poi c'è il pezzo che interessa particolarmente all'imprenditore
L'AI per l'analisi dei dati aziendali.
Cantina Italia propone un assistente in grado di interrogare dati economici e commerciali attraverso domande formulate in linguaggio naturale.
Per esempio:
“Quali sono i 10 clienti più indietro di fatturato rispetto all'anno scorso?”
oppure richieste relative a budget, analisi delle vendite e business plan.
La piattaforma dichiara inoltre di poter confrontare i dati aziendali con i bilanci delle cantine italiane presenti nel proprio patrimonio informativo. 
Ed è forse proprio qui che, da agricoltore, trovo il tema più interessante.

Perché l'AI diventa davvero interessante quando smette di essere una vetrina e comincia ad aiutare l'imprenditore a capire la propria azienda.

C'è però forse una domanda che secondo me dovremo porci.
Una tecnologia può essere affascinante, ma questo non significa automaticamente che sia innovazione.
E allora la domanda successiva, che dovremo porci, dovrebbe essere:
quanto valore crea per chi lavora?
Cantina Italia dichiara principi come indipendenza, neutralità, inclusività e trasparenza. 
Sono principi importanti. Ma proprio per questo meritano di essere verificati nella pratica.
Per esempio:
quali sono esattamente le fonti utilizzate dall'AI?
come vengono aggiornate?
come vengono controllate le risposte?
come vengono trattati i dati economici delle aziende?
quanto sono confrontabili tra loro i bilanci utilizzati come benchmark?
chi controlla i dati inseriti dalle cantine?
quanto costa realmente adottare questi strumenti e quale ritorno economico producono?

Incuriosito, queste domande le ho rivolte agli amministratori del sito perché secondo me sono domande che non diminuiscono il valore dell'iniziativa. 
Al contrario, servono a capire se siamo davanti a una vera innovazione o semplicemente a un nuovo modo di chiamare una tecnologia già esistente.

Ed è proprio questo, secondo me, il punto che interessa a Digital farmer.
Non raccontare l'AI perché è di moda, ma provare a capire cosa può cambiare davvero, domani mattina, dentro una cantina o dentro un'azienda agricola.

A domani dunque con le risposte degli amministratori che qui ringrazio infinitamente per la pazienza e la disponibilità.
76001
Digital farmer logo
Digital farmer

20 ott 2026, 11:11

Photo1/2
E se l'intelligenza artificiale diventasse il nuovo consulente della cantina?

Il vino italiano ha un problema di conoscenza.

Non perché manchino le informazioni, ma perché sono disperse tra cantine, Consorzi, disciplinari, enti di ricerca, eventi, documenti, dati commerciali e competenze professionali.

Da questa considerazione nasce Cantina Italia, una startup che si propone di mettere insieme conoscenza del settore vitivinicolo e intelligenza artificiale.

La sua visione è ambiziosa: “Tutto il vino italiano in un posto unico, disponibile per tutti, sempre e ovunque.” 

Ma cosa significa concretamente?

Continua. 🔽🔽🔽
64000
Digital farmer logo
Digital farmer

19 ott 2026, 11:32

🦠 La soluzione? Un “esercito invisibile”
Esiste una strada promettente: il biorisanamento microbico.
L’idea è semplice e potente: selezionare batteri e funghi benefici capaci di degradare o ridurre alcuni inquinanti, favorendo al contempo la salute e la fertilità del suolo. Non si tratta di sostituire la buona pratica agronomica, ma di affiancarla con strumenti biologici che aiutano il terreno a rigenerarsi.

È il cuore del progetto sostenuto dal team di ricerca dell’Università di Trento, che sta studiando consorzi microbici da sperimentare per ridurre i contaminanti e migliorare la resilienza dei suoli agricoli.

🚜 Dal laboratorio ai campi del Trentino.
Il prossimo passo è portare questa ricerca fuori dal laboratorio: testarla in condizioni reali e capire come questi microrganismi possano contribuire alla bonifica e alla vitalità dei terreni.

Il progetto sta raccogliendo fondi per acquistare i materiali necessari a proseguire le sperimentazioni.

👉 Puoi contribuire qui: https://donazioniunitncuriamolaterra.heroes.help/campaigns/gruppo-di-ricerca-plant-health-innovation-lab-phil

Anche una piccola donazione può aiutare a trasformare una ricerca scientifica in un’applicazione concreta per l’agricoltura trentina.

Perché sostenerlo?
Per proteggere la fertilità dei suoli
Per ridurre l’impatto degli inquinanti nelle terre coltivate
Per promuovere soluzioni biologiche e sostenibili
Per portare l’innovazione dal laboratorio direttamente alle aziende agricole

🌍 Aiutiamo il suolo a guarire. Perché da lui dipendono l’acqua, il cibo e il nostro futuro.

donazioniunitncuriamolaterra.heroes.help

CURIAMO LA NOSTRA TERRA

Dalla scienza una soluzione naturale all’inquinamento

85000
Digital farmer logo
Digital farmer

19 ott 2026, 11:29

Photo1/2
🌱 Il suolo è vivo. E abbiamo bisogno di aiutarlo a respirare.

Il suolo su cui camminiamo e da cui arriva il nostro cibo non è semplice “terra”: è un ecosistema vivo, popolato da batteri, funghi, insetti e microrganismi che regolano la fertilità, trattengono l’acqua, sostengono le coltivazioni e influenzano l’intero ambiente.

Oggi però questo organismo invisibile è sotto pressione. Una ricerca europea ha rilevato residui di pesticidi nell’83% dei 317 suoli agricoli analizzati; nel 58% dei casi erano presenti miscele di più sostanze.

Questi residui possono alterare l’equilibrio biologico del suolo, ridurre la biodiversità microbica e indebolire la capacità delle terre di sostenere colture sane e resilienti.

Continua. 🔽🔽🔽
74000
Digital farmer logo
Digital farmer

17 ott 2026, 11:31

Senza competenze, l’innovazione non basta
Delladio ha ricordato che il capitale umano è una risorsa fondamentale per le imprese e che la formazione è una leva essenziale per aumentarne la competitività. Ha inoltre sottolineato il potenziale dell’intelligenza artificiale, i cui benefici dipenderanno dalla capacità di diffonderla tra le imprese e integrarla nei processi produttivi.

Un ragionamento che vale anche per l’agricoltura.

Non basta mettere a disposizione una tecnologia: bisogna creare le condizioni perché gli agricoltori possano conoscerla, valutarla e utilizzarla. Dall’intelligenza artificiale alla gestione dei dati aziendali, dall’irrigazione di precisione ai sistemi di supporto alle decisioni, le opportunità non mancano.

Ma chi si sta occupando di accompagnare concretamente le aziende agricole in questo percorso?
È una domanda che avevo già posto pubblicamente, proponendo di creare in Trentino una scuola territoriale sull’intelligenza artificiale applicata, costruita insieme da industria, artigianato e agricoltura.
Non una scuola teorica e nemmeno l’ennesimo ciclo di convegni, ma un percorso pratico per aiutare imprenditori, artigiani, agricoltori, cooperative e tecnici a comprendere come utilizzare l’AI nel lavoro quotidiano. Perché l’alfabetizzazione digitale non significa trasformare tutti in programmatori, ma mettere le persone nelle condizioni di comprendere la tecnologia, governarla e utilizzarla per prendere decisioni migliori.

Da soli non si va lontano
Il secondo passaggio della relazione è altrettanto significativo. Delladio auspica di ricostruire il coordinamento imprenditori, rilanciandolo come spazio di confronto e collaborazione nei rapporti con le istituzioni e con la società.

Il principio è semplice: nessuno può affrontare da solo le sfide che ha davanti.
Anche in agricoltura servirebbero luoghi di confronto continuativo, capaci di mettere in relazione le esigenze degli imprenditori agricoli con quelle della ricerca, della consulenza, delle istituzioni e delle imprese tecnologiche.
Non soltanto per essere ascoltati, ma per individuare priorità, elaborare proposte e realizzare progetti concreti.

Una proposta da raccogliere
Il Trentino dispone di competenze scientifiche, strutture formative, imprese innovative e organizzazioni che potrebbero contribuire a un progetto comune. La sfida è metterle a sistema, evitando che ciascuno proceda per conto proprio.

Perché non partire proprio da qui? Da una collaborazione tra industria, artigianato e agricoltura per costruire percorsi formativi sull’intelligenza artificiale applicata e individuare progetti capaci di portare l’innovazione nelle aziende?

L’innovazione non arriva nei campi per decreto e non si diffonde con un convegno. Ha bisogno di imprenditori preparati, di istituzioni capaci di ascoltare e di una collaborazione che produca risultati.

Una piccola provincia, se sa collaborare, può diventare un grande laboratorio. Ma per riuscirci occorre passare dalle dichiarazioni d’intenti alle iniziative concrete.

Se volete riascoltare anche voi la relazione del Presidente Lorenzo Delladio la trovate a questo link: https://youtu.be/PwEbsX1vj1U
Video Thumbnail
94000
Digital farmer logo
Digital farmer

17 ott 2026, 11:29

Photo1/2
Formazione, intelligenza artificiale e collaborazione: una sfida anche per l’agricoltura trentina.

Dalla relazione del presidente di Confindustria Trento, Lorenzo Delladio, due questioni che riguardano da vicino anche il futuro delle aziende agricole.

Ascoltando la relazione del presidente di Confindustria Trento, Lorenzo Delladio, mi hanno colpito soprattutto due passaggi: quello dedicato alla formazione e all’intelligenza artificiale e quello sulla necessità di ricostruire il coordinamento tra imprenditori.

Sono temi che non riguardano soltanto l’industria. Anche l’agricoltura trentina deve affrontare il ricambio generazionale, la necessità di nuove competenze e l’urgenza di introdurre tecnologie capaci di migliorare la competitività delle aziende.

Continua. 🔽🔽🔽
73000
Digital farmer logo
Digital farmer

16 ott 2026, 11:29

🎯 Perché questa iniziativa mi dà speranza?
Perché l'agricoltura ha bisogno di nuove idee, ma soprattutto di persone disposte a metterle alla prova nella realtà quotidiana delle aziende.

Mi piacerebbe vedere emergere giovani che conoscano il lavoro nei campi, che sappiano sporcarsi le mani, misurarsi con i problemi concreti degli agricoltori e trasformare la tecnologia e la ricerca in risultati utili.

Non basta saper raccontare l'agricoltura: bisogna anche viverla, comprenderne le difficoltà e contribuire a risolverle. Mi auguro che a distinguersi siano le esperienze autentiche, nate dal lavoro e dalla capacità di innovare, più che candidature costruite per rappresentanza.

📅 Candidature aperte dal 23 settembre al 22 ottobre 2026, ore 13:00.
🔗 Partecipa al premio «Semi di Futuro»

Puoi consultare il testo dellʼavviso a questo link:
https://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/27920

Il futuro dell'agricoltura non si costruisce soltanto nei convegni o nei documenti di programmazione. Si costruisce anche nei campi, nelle aziende e nella capacità di ascoltare chi ogni giorno affronta i problemi della produzione.

Spero che da questo premio emergano giovani agricoltori capaci non solo di immaginare il cambiamento, ma di realizzarlo. 🌱
104000
Digital farmer logo
Digital farmer

16 ott 2026, 11:29

Photo1/2
🌱 SEMI DI FUTURO: E SE A CAMBIARE L'AGRICOLTURA FOSSERO DAVVERO I GIOVANI?

Ci sono iniziative che vale la pena segnalare perché, oltre a parlare di futuro, provano a costruirlo.

La Rete Nazionale della PAC lancia il premio «Semi di Futuro», rivolto ai giovani che vogliono raccontare, in 120 secondi, un'idea o un'esperienza concreta capace di cambiare l'agricoltura di domani.

Quattro candidature finaliste, due vincitori e due menzioni: un'occasione per dare visibilità a chi sperimenta, innova e cerca nuove strade per rendere l'agricoltura più sostenibile, competitiva e capace di garantire un futuro alle imprese e ai territori rurali.

Maggiori dettagli. 🔽🔽🔽
93000
Digital farmer logo
Digital farmer

15 ott 2026, 11:26

Penso però che alcune competenze maturate in decenni di lavoro possano avere un valore economico e formativo e che, quando questo valore esiste, potrebbe essere riconosciuto e remunerato.
Non necessariamente attraverso una riforma del sistema pensionistico. Potrebbero esistere altre forme per remunerare un'attività di affiancamento, documentata e verificabile.

E forse qui c'è la vera sfida del ricambio generazionale.
Non trasferire semplicemente il passato ai giovani, ma mettere il passato in dialogo con il futuro.
Perché il rischio non è soltanto che i giovani non ascoltino gli anziani.
Il rischio opposto è che, nel nome dell'innovazione, buttiamo via conoscenze che nessuna IA, nessun sensore e nessun database hanno ancora imparato a registrare.

Io non credo che dobbiamo scegliere tra esperienza e innovazione.
Dobbiamo finalmente imparare a farle lavorare insieme.

E voi cosa ne pensate? Scrivetelo nei commenti.
105001
Digital farmer logo
Digital farmer

15 ott 2026, 11:25

Le mie considerazioni...

Ho letto con grande attenzione la risposta del professor Frascarelli e devo dire che alcuni passaggi mi hanno fatto riflettere molto.
Parto dalla prima proposta, quella dello strumento per misurare la redditività dell'impresa agricola.

Frascarelli dice che la risposta potrebbe essere già presente e che gli hanno parlato di una piattaforma del CREA, che si farebbe mandare e che poi mi farà avere.
Sono sinceramente curioso di conoscerla.

Mi auguro però che questo programma permetta di considerare tutti i costi economici reali dell'impresa, non soltanto le spese monetarie.
Perché è proprio qui che, a mio avviso, rischiamo di raccontarci una redditività che non è quella reale.
Penso al valore del lavoro dell'imprenditore e dei familiari, agli ammortamenti, agli interessi sul capitale investito e anche al costo-opportunità della terra.

Mi è capitato di vedere strumenti di analisi dei costi nei quali il lavoro dell'imprenditore e dei familiari non viene considerato un vero costo economico, così come vengono trascurati altri elementi fondamentali per capire se un'azienda sta realmente creando ricchezza oppure sta semplicemente consumando il proprio capitale. Ne avevo parlato qui: https://t.me/innovazioneinagricoltura/4906 ricordate?

Se questa piattaforma del CREA riuscisse a fare anche questo, sarebbe davvero uno strumento prezioso.

Poi c'è la seconda questione, quella del rapporto tra generazioni.
Qui confesso di essere rimasto con una sensazione diversa.
Sono perfettamente d'accordo con il professor Frascarelli quando dice che non possiamo trasformare il pensionato agricolo in un maestro soltanto perché ha molti anni di esperienza.

Ha ragione anche quando ci ricorda che il mondo è cambiato e che un giovane deve andare in giro per il mondo, conoscere altre realtà, imparare nuove tecnologie, lingue, strumenti informatici e nuovi modi di fare impresa.
Ma proprio per questo mi chiedo: perché dovremmo scegliere tra le due cose?

Perché un giovane dovrebbe essere costretto a scegliere tra l'esperienza di chi ha passato una vita in azienda e le competenze di chi porta innovazione?
Non potrebbe essere proprio l'incontro tra queste due conoscenze a creare qualcosa di nuovo?

Il professor Frascarelli scrive una frase che trovo bellissima: “Io sono padre e figlio dei miei collaboratori. Padre su alcuni aspetti e figlio su altri aspetti.”
Ecco, forse è proprio questa la strada.
Non un pensionato che insegna al giovane. Non un giovane che sostituisce semplicemente il pensionato. Ma due persone che imparano l'una dall'altra.
Il giovane può portare IA, modelli statistici, lingue, nuove tecnologie e nuovi modelli imprenditoriali.
L'agricoltore anziano può portare qualcosa che spesso è molto più difficile da codificare: la capacità di leggere certi segnali della natura, riconoscere un comportamento della pianta, interpretare un'annata, conoscere un terreno dopo decenni di osservazione, prendere decisioni sulla base di esperienze accumulate in condizioni diverse.
Questa è quella che Polanyi chiamava conoscenza tacita.

E attenzione: non sto dicendo che tutta la conoscenza tacita sia buona.
Può essere vecchia, può essere sbagliata, può essere persino un ostacolo all'innovazione.

Ma non credo che la soluzione sia considerarla quasi per definizione una conoscenza “imbalsamata”.

La domanda, forse, dovrebbe essere un'altra:
come facciamo a distinguere la conoscenza tacita che appartiene al passato da quella che può ancora essere utile per costruire il futuro?
E qui arriviamo alla mia proposta sui pensionati.
Non penso che tutti gli agricoltori anziani debbano diventare tutor. E non penso neppure che il giovane debba essere accompagnato per mano da chi lo ha preceduto.

Continua. 🔽🔽🔽
94000
Digital farmer logo
Digital farmer

14 ott 2026, 21:39

Photo1/2
O ti formi o ti fermi.

Caldo in vigneto: quattro esperienze per capire cosa funziona.

Quali soluzioni agronomiche possono aiutare la vite ad affrontare gli eccessi termici?

E quali risultati si possono ottenere sulle uve e sui vini?

A queste domande risponderà @Giovanni Bigot nel webinar gratuito dal titolo: «I quattro migliori risultati applicati in vigneto contro gli eccessi termici del 2026».

Saranno presentati quattro casi concreti, dall’Oltrepò Pavese alle Langhe, da Bolgheri all’Etna, con i dati sulle uve, le soluzioni adottate e i vini ottenuti.

Un’occasione per confrontare esperienze di campo e raccogliere spunti utili per affrontare una sfida sempre più importante per la viticoltura.

📅 Quando: domani giovedì 15 ottobre, ore 19:00
▶️ puoi seguire la diretta su: YouTube: https://www.youtube.com/live/Eu_o3i9jejw

Durante il webinar sarà possibile inviare domande nella chat, accedendo con un account Google.

A domani!
119000
Digital farmer logo
Digital farmer

14 ott 2026, 11:28

Caro Preghenella,
ho letto attentamente le sue due proposte.

Condivido pienamente la prima proposta; credo che la risposta sia già presente.
Mi hanno parlato di una piattaforma del CREA, molto efficace e semplice da utilizzare.
Me la faccio inviare, la studio, poi gliela mando e ne parliamo.

Per quanto riguarda la seconda proposta, l'ipotesi è giusta e utile, ma di difficile realizzazione.
Bisognerebbe rivedere il sistema pensionistico dell'agricoltura. Ciò implica due azioni:
l'agricoltore dovrebbe pagare contributi previdenziali più elevati nella fase di attività;
l'INPS dovrebbe pagare pensioni più elevate.
La prima azione trova l'opposizione degli agricoltori, quindi non si può realizzare la seconda azione.
C'è una soluzione? Non riesco ad individuarla.

Una questione rilevante.
Lei scrive "gli agricoltori pensionati hanno una conoscenza tacita".
Si, ma i pensionati hanno anche una conoscenza statica, spesso imbalsamata, che spesso costituisce un problema enorme. 

Il mondo cambia velocemente; le conoscenze degli agricoltori pensionati sono utili in molti casi, ma sono assolutamente insufficienti e, spesso, dannose.

Le faccio un esempio: il mio mestiere è il professore e ricercatore universitario; oggi mi dedico solo ad alcune attività e ho delegato molte altre attività ai miei giovani collaboratori, che sono più capaci e smart. Le mie attività si basano sulle mie qualità: le relazioni, la capacità di attrarre finanziamenti, l'esperienza acquisita. Ma sono vecchio, faccio fatica nelle innovazioni.
I miei collaboratori sono veloci, conoscono le lingue estere, utilizzano - meglio di me - modelli statistici e i sistemi informatici, tra cui l'Intelligenza Artificiale.
Io sono padre e figlio dei miei collaboratori. Padre su alcuni aspetti e figlio su altri aspetti.

Lei scrive "i pensionati che svolgono un ruolo documentato di tutoraggio e accompagnamento dei giovani agricoltori". La sua proposta non mi convince pienamente: il tutoraggio rischia di essere contrario all'innovazione. 
L'idea che i pensionati siano tutor e formatori dei giovani agricoltori è utile e pericolosa, nello stesso tempo. Preferisco che i giovani vadano ad imparare in giro per il mondo.

Lei scrive "Non possiamo chiedere agli agricoltori di trasmettere ai giovani il valore della terra, se prima non riconosciamo il valore di chi quella terra l’ha coltivata per una vita". Bah! Il pensionato può continuare a dare una mano in azienda, come lavoratore, spesso con grande utilità. Ma è "quale valore della terra trasmettono"?. Ascolto molti agricoltori attempati; cosa trasmettono? L'agricoltura è sacrificio, la terra è bassa, bisogna lavorare tutto l'anno, bisogna lavorare molto. Con questi discorsi, molti agricoltori attempati contribuiscono ad allontanare i giovani, perché la loro passione per l'agricoltura è di un modello vecchio, una nostalgia stantìa.

Un giovane agricoltore deve fare un mese di ferie come tutti (e si può fare, anche in zootecnia), deve guidare l'impresa (non deve fare il lavoro del mulo), deve fare un lavoro attrattivo (e l'agricoltura può essere attrattiva), deve avere tempo libero (e si può fare in agricoltura, più che in altri settori).

Diamo spazio ai giovani.
I pensionati devono avere il diritto di continuare a dedicarsi all'agricoltura, finché lo desiderano, perché è stata la loro vita, e possono dare un utile contributo. Ma non siano ingombranti. La loro passione rischia di essere nostalgica e autoreferenziale.
Valorizziamo i pensionati, per la loro conoscenza tacita, ma devono avere l'umiltà di riconoscere che hanno vissuto in un mondo passato e il mondo attuale è profondamente cambiato. E andiamo in un mondo nuovo, che nessuno è in grado di immaginare.

Che ne pensa?

Cari saluti.
Angelo Frascarelli

Che ve ne pare?
Pensateci e se vi va commentate,
per quanto mi riguarda domani pubblico le mie sensazioni a questa risposta.
120000
Digital farmer logo
Digital farmer

14 ott 2026, 11:28

Photo1/2
CONOSCERE IL REDDITO, RICONOSCERE IL LAVORO,
TRASMETTERE IL SAPERE.

DUE PROPOSTE PER RIMETTERE GLI AGRICOLTORI AL CENTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE.

LA RISPOSTA DEL PROF. FRASCARELLI CHE VI SORPRENDERA'

Oggi pubblico la risposta del prof. Angelo Frascarelli alle domande che ho inviato via mail e pubblicato ieri sulle due questioni riguardanti la difficoltà, spesso riconosciuta, degli agricoltori nel calcolare correttamente la redditività delle proprie aziende e relativa al dibattito sull'opportunità di escludere dagli aiuti PAC gli agricoltori già in pensione.

Ecco il testo della risposta alla mia mail del professore Angelo Frascarelli. 🔽🔽🔽
127000
Digital farmer logo
Digital farmer

13 ott 2026, 11:13

Non possiamo chiedere agli agricoltori di trasmettere ai giovani il valore della terra, se prima non riconosciamo il valore di chi quella terra l’ha coltivata per una vita.
La PAC dovrebbe contribuire a costruire questo futuro, non diventare il surrogato di una pensione dignitosa né l’unico riconoscimento del valore di chi ha lavorato una vita nei campi.

Mi piacerebbe che queste due proposte trovassero spazio nel dibattito sindacale nazionale, non come dichiarazioni di principio, ma come impegni da tradurre in iniziative verificabili.
Con stima e cordialità.
Giuliano Preghenella.

La risposta del professor Frascarelli non si è fatta attendere, e con il suo consenso verrà pubblicata qui domani.

Vi anticipo solo una cosa: siete pronti a sorprendervi?
126000
Digital farmer logo
Digital farmer

13 ott 2026, 11:13

Da viticoltore, ho provato a trasformare queste riflessioni in due proposte concrete, che ho deciso di sottoporre all'attenzione del professor Frascarelli, confidando nella sua competenza e nella sua capacità di incidere nel dibattito agricolo nazionale.

Le condivido anche qui, su Digital farmer, perché credo che il confronto e la circolazione delle idee siano il primo passo per trasformare le criticità in iniziative.

OGGETTO: CONOSCERE IL REDDITO, RICONOSCERE IL LAVORO,
TRASMETTERE IL SAPERE.

GENTILE PROF. ANGELO FRASCARELLI,
LE INVIO DUE PROPOSTE PER RIMETTERE GLI AGRICOLTORI AL CENTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE.

La prima è apparentemente banale: mettere a disposizione degli agricoltori un semplice programma Excel per costruire correttamente il conto economico della propria azienda.

Ancora oggi molti imprenditori agricoli non dispongono di uno strumento accessibile per capire se guadagnano, lavorano in perdita o stanno consumando il proprio patrimonio senza rendersene conto.

Un modello gratuito e comprensibile dovrebbe includere ricavi, costi diretti, manodopera, lavoro dell’imprenditore e della famiglia, ammortamenti, oneri finanziari e manutenzioni straordinarie, restituendo una fotografia realistica della redditività e distinguendo il reddito agricolo dai contributi pubblici ove questi arrivano...

Non servono necessariamente piattaforme sofisticate o costosi gestionali. Serve uno strumento condiviso, utilizzabile anche da chi non possiede competenze contabili.

Perché un agricoltore che non conosce i propri costi difficilmente può essere protagonista delle scelte sul futuro della propria azienda.

La seconda proposta riguarda il dibattito sul taglio dei contributi PAC agli agricoltori pensionati.
Mi permetto di avanzare una prospettiva diversa: anziché tagliare i contributi PAC ai pensionati agricoli, chiediamo che vengano piuttosto adeguati gli importi delle loro pensioni a quelli degli agricoltori di altri stati EU.
Perché durante le assemblee sindacali sentiamo ripeterci che le pensioni agricole italiane devono essere parametrate a quelle europee, salvo poi dimenticarcene per il resto dell’anno?
Non si può trascorrere una vita a lavorare la terra, contribuire alla produzione di ricchezza e mantenere vivo il territorio per essere poi trattati, da pensionati, come cittadini di serie B.
Chi si è spaccato la schiena per quarant’anni non dovrebbe dipendere dalla permanenza in attività agricola per integrare una pensione insufficiente.
E mentre discutiamo di ricambio generazionale, rischiamo di considerare il pensionato agricolo soltanto un problema da risolvere riducendo i sostegni.

Vorrei invece distinguere tra il semplice mantenimento di un’attività agricola e il valore che una persona anziana può ancora apportare al settore.
Penso a chi continua a frequentare i campi, affianca i giovani, trasmette competenze, insegna a leggere i segnali della natura e a prendere decisioni maturate in decenni di lavoro.
È quella che Michael Polanyi definiva conoscenza tacita: un patrimonio di sapere non sempre codificato nei manuali, presente nei database o trasferibile attraverso un semplice corso di formazione.

Un sapere che rischia di andare perduto se non costruiamo occasioni concrete per trasmetterlo.
Perché non immaginare forme di riconoscimento per i pensionati che svolgono un ruolo documentato di tutoraggio e accompagnamento dei giovani agricoltori?
Non soltanto un sostegno legato alla superficie coltivata, ma anche il riconoscimento del loro contributo alla formazione delle nuove generazioni.

Professore, la mia provocazione è questa: vogliamo un’agricoltura che si limiti a distribuire contributi oppure un’agricoltura capace di mettere gli agricoltori nelle condizioni di conoscere il il patrimonio di competenze accumulato?

Segue. 🔽🔽🔽
116000
Digital farmer logo
Digital farmer

02 set 2026, 17:11

L'obiettivo è tutt'altro che banale: sviluppare sistemi di visione artificiale e algoritmi di intelligenza artificiale capaci di permettere a rover autonomi di riconoscere e prevedere i punti di potatura della vite.
Insegnare ai robot a osservare la vite
Quando si parla di robot agricoli si pensa spesso alla loro capacità di muoversi autonomamente.

In realtà la sfida più difficile è un'altra.
Prima ancora di agire, un robot deve imparare a osservare ciò che ha davanti.
Nel caso della vite significa riconoscere la struttura della pianta, comprenderne l'architettura tridimensionale e individuare quei punti nei quali un domani potrebbe essere effettuato un intervento di potatura.
Per farlo non basta una telecamera.
Servono immagini raccolte da punti di vista diversi, ricostruzioni tridimensionali, algoritmi di apprendimento profondo e grandi quantità di dati accuratamente annotati.

Il progetto AgRimate
Le attività previste riguardano diversi aspetti della visione artificiale.
Tra questi:
rilevamento dei cambiamenti tra immagini acquisite prima e dopo gli interventi;
ricostruzione tridimensionale attraverso tecniche multi-view;
sviluppo di modelli di intelligenza artificiale per la previsione dei punti di potatura;
creazione di dataset che potranno diventare un riferimento per la comunità scientifica impegnata nella computer vision applicata all'agricoltura.
Sono attività che uniscono informatica, robotica, intelligenza artificiale e viticoltura di precisione.

Un'opportunità anche per l'agricoltura italiana
L'annuncio è rivolto a studenti magistrali in Informatica, Data Science, Robotica e Intelligenza Artificiale.
Ma la notizia interessa anche il mondo agricolo.
Perché dimostra come la ricerca italiana continui a investire nello sviluppo di tecnologie che, in prospettiva, potrebbero supportare gli agricoltori nelle operazioni più complesse e ripetitive.
Naturalmente siamo ancora nella fase della ricerca.
Tra un prototipo sperimentale e un'applicazione diffusa nelle aziende agricole il percorso è lungo.
Ma è proprio da progetti come questo che possono nascere gli strumenti che vedremo nei vigneti nei prossimi anni.
Il ruolo della ricerca
Digital farmer segue da tempo le attività della Fondazione Bruno Kessler e delle realtà che lavorano sull'intelligenza artificiale applicata all'agricoltura.
L'innovazione non nasce soltanto quando un robot entra in vigneto.
Nasce molto prima, nei laboratori dove ricercatori, ingegneri e studenti insegnano alle macchine a osservare, comprendere e interpretare il mondo agricolo.
Ed è una buona notizia che questo lavoro stia avvenendo anche in Trentino.

Se tra i lettori di Digital farmer c'è qualche studente di Informatica, Data Science, Robotica o Intelligenza Artificiale interessato ad applicare le proprie competenze alla viticoltura del futuro, questa potrebbe essere un'opportunità da non lasciarsi sfuggire.

Se vuoi approfondire: https://drive.google.com/file/d/1JMb1bSP6QnlPa2S3IKuZbIFdIZuxqsCz/view

Mentre se vuoi candidarti: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdD0M_dyLoFSDJWv8bOLwoqHfCHD8Grq3NIDKPcQm6ewaujKQ/viewform
126000
Digital farmer logo
Digital farmer

02 set 2026, 17:11

Photo
Dalla potatura all'intelligenza artificiale: alla FBK di Trento si insegna ai robot a "vedere" la vite.

L'intelligenza artificiale applicata all'agricoltura continua a fare passi avanti, e questa volta la notizia arriva da Trento.

L' https://tev.fbk.eu/(TeV) della https://www.fbk.eu/it/ ha pubblicato su LinkedIn un annuncio per selezionare studenti magistrali che lavoreranno nell'ambito del https://agrimate-project.eu/, finanziato da Horizon Europe.

Maggiori dettagli. 🔽🔽🔽
117000
Digital farmer logo
Digital farmer

02 set 2026, 17:11

Photo
59 risposte su oltre 1.000 iscritti sono ancora troppo poche per capire davvero chi c'è dietro Digital farmer.

Per questo vi chiedo ancora un piccolo favore.

Da quale prospettiva vivete il mondo agricolo?

Siete agricoltori, tecnici, ricercatori, lavorate in un'azienda del settore oppure seguite questo canale semplicemente per passione?

Conoscere meglio la nostra comunità mi aiuterà a proporre contenuti sempre più utili e vicini ai vostri interessi.

Se non avete ancora partecipato al sondaggio, bastano pochi secondi.
Grazie a tutti! 🌱

Ecco il link al sondaggio:
155001
Digital farmer logo
Digital farmer

02 set 2026, 17:11

Cari Digital farmers,
di solito commentiamo la PAC quando è già scritta.
Critichiamo un bando, ci adattiamo a una misura decisa altrove.

La Regione Campania ha provato un approccio diverso: un questionario pubblico rivolto ad agricoltori, imprese e operatori, per raccogliere priorità ed esigenze prima di scrivere la nuova programmazione 2028-2034.

Non è ancora una politica agricola. È l'ascolto che dovrebbe venire prima.

Un questionario da solo non basta, conterà quanto le risposte peseranno davvero sulle scelte finali. Ma il metodo è quello giusto: prima si ascolta, poi si decide.

Mi chiedo cosa succederebbe se lo stesso metodo arrivasse in Trentino.
Qui di AKIS, innovazione e partecipazione degli agricoltori parliamo da anni, nei convegni, nei documenti, nei tavoli. Ma il fondo dedicato alla formazione e alla consulenza, SRH06, resta fermo. Forse prima di aprire un altro questionario, servirebbe attivare gli strumenti che già esistono sulla carta.

Se ogni Regione ascoltasse davvero i propri agricoltori prima di definire le priorità della PAC, avremmo politiche meno calate dall'alto e più radicate nei territori.

La Campania ha fatto un primo passo. Vedremo chi la segue, e chi continua solo a parlarne.

Se volete visionare il questionario lo trovate a questo link: https://agricoltura.regione.campania.it/comunicati/comunicato_04-08-26.html
190000
Digital farmer logo
Digital farmer

02 set 2026, 17:11

Photo
La Campania apre un questionario sulla PAC 2028-2034. Un esempio da seguire?

Maggiori dettagli. 🔽🔽🔽
165000
Digital farmer logo
Digital farmer

02 set 2026, 17:11

Oggi non sarò io a raccontarvi la Ganzega, o la regàlia, come la chiamiamo dalle mie parti.
Vi dico soltanto questo.
Parlando con diversi colleghi viticoltori mi sono accorto che c'era parecchia confusione. Chi diceva una cosa, chi un'altra, ma nessuno riusciva a spiegare con precisione quali fossero le regole, gli adempimenti e le tutele per chi riceve un aiuto durante vendemmia e raccolta.
Per questo, invece di aggiungere altra confusione, preferisco rimandarvi a chi ha approfondito l'argomento con competenza.
Lo  https://www.studiokompas.it/, specializzato nell'assistenza alle aziende in materia di salute e sicurezza sul lavoro, sicurezza alimentare e privacy, che ringrazio per il lavoro svolto, ha realizzato una guida chiara e completa su come applicare correttamente la Ganzega e lavorare in tranquillità.

La trovate qui:

https://www.studiokompas.it/ganzega-in-trentino-come-tutelarsi/

E buon raccolto a tutti. 💪💪💪
183001
Digital farmer logo
Digital farmer

02 set 2026, 17:11

Photo
Ganzega in Trentino: amici e parenti possono aiutare durante vendemmia e raccolta?

Una tradizione da sempre presente nelle campagne trentine ha ottenuto un importante riconoscimento formale: stiamo parlando della Ganzega in Trentino, la possibilità di ricevere un aiuto spontaneo, occasionale e gratuito da parte di familiari, amici, vicini e conoscenti durante alcune attività agricole.

Una novità particolarmente importante in vista della vendemmia e della raccolta della frutta, periodi nei quali molte aziende agricole hanno bisogno, anche solo per alcune giornate, di qualche persona in più.

Ma cosa significa concretamente il riconoscimento della Ganzega?
Chi può aiutare?
E soprattutto: come può tutelarsi l’agricoltore in caso di controllo?

Maggiori dettagli. 🔽🔽🔽
151000
Digital farmer logo
Digital farmer

02 set 2026, 17:11

Forse è questo il messaggio più importante che emerge da TechCoach:

l’innovazione non è quando una tecnologia arriva in azienda.

L’innovazione è quando un agricoltore riesce a capire se quella tecnologia gli serve, come utilizzarla e come trasformarla in un beneficio concreto.

Per farlo non bastano i sensori, i droni o gli algoritmi.

Servono luoghi di confronto.

Servono persone capaci di accompagnare.

Serve fiducia.

E serve un sistema in cui la conoscenza possa viaggiare continuamente:

dalla ricerca al campo, dal campo alla ricerca e, soprattutto, da agricoltore ad agricoltore.
155000
Digital farmer logo
Digital farmer

02 set 2026, 17:11

Il progetto europeo https://www.techcoachproject.eu/, finanziato da Horizon Europe, parte proprio da questo problema.

Non si limita a chiedersi quali tecnologie siano disponibili, ma prova a capire come aiutare gli agricoltori a individuarle, valutarle e integrarle nella gestione quotidiana dell’azienda.

Perché l’agricoltore, davanti a una nuova tecnologia, deve porsi domande molto concrete:

Quanto costa?

Funziona davvero nella mia azienda?

Quanto tempo richiede?

Chi mi aiuta a utilizzarla?

E soprattutto:

il beneficio giustifica l’investimento?

Una tecnologia può essere eccellente dal punto di vista tecnico e, contemporaneamente, rimanere inutilizzata.

È per questo che l’innovazione non dipende soltanto dalla disponibilità di uno strumento, ma anche dalla presenza di competenze, consulenza, formazione e confronto tra pari.

Gli AKIS non possono essere soltanto una rete sulla carta

TechCoach coinvolge 10 partner di Italia, Paesi Bassi, Ungheria, Finlandia e Grecia e lavora attraverso un approccio multi-attore.

Agricoltori, consulenti, ricercatori, fornitori di tecnologia e altri soggetti dell’innovazione lavorano insieme.

È questo il terreno degli AKIS.

Ma una rete, da sola, non basta.

La domanda dovrebbe essere molto più concreta:

un problema che nasce in azienda riesce a entrare nella rete della conoscenza e a tornare all’agricoltore sotto forma di una soluzione utilizzabile?

Se sì, il sistema funziona.

Se invece la conoscenza rimane nei progetti, nei convegni o nelle presentazioni, abbiamo creato una rete, ma non necessariamente un sistema capace di generare innovazione.

Dai convegni ai Campi di Innovazione

Tra gli aspetti più interessanti di TechCoach ci sono i Campi di Innovazione.

L’idea è semplice e, proprio per questo, potente: creare luoghi dove partire non dalla tecnologia, ma dai problemi reali degli agricoltori.

In Italia gli incontri hanno coinvolto orticoltura, viticoltura, cerealicoltura e florovivaismo.

Sono emerse esigenze molto concrete: migliorare la gestione degli input, monitorare colture e parassiti, ricevere assistenza tecnica, conoscere esperienze già sperimentate e capire se una tecnologia sia davvero adatta alla propria azienda.

In altre parole:

l’agricoltore non vuole soltanto sapere che una tecnologia esiste. Vuole capire se gli serve.

E spesso, per farlo, il modo migliore è confrontarsi con un altro agricoltore che quella tecnologia l’ha già sperimentata.

Due esempi lo dimostrano. https://www.progettomonitora.it/ lavora sul monitoraggio di irrigazione, fertilizzazione sostenibile e difesa integrata nelle colture orticole di pieno campo. https://dsscast.com/ sviluppa Sistemi di Supporto alle Decisioni per la castanicoltura campana. Due filiere diverse, la stessa domanda: come trasformiamo dati e conoscenza in decisioni migliori in azienda?

Da Agrilogia all’alveare di Veneto Agricoltura

Questo modo di intendere l’innovazione mi ha fatto pensare anche ad alcune esperienze che abbiamo incontrato recentemente.

Ad , a Castel Belasi, abbiamo visto un progetto che punta a creare relazioni e contaminazioni tra persone, competenze e territori.

Poi c’è l’immagine dell’, che trovo particolarmente efficace.

In un alveare nessuno possiede da solo tutta la conoscenza necessaria. C’è chi esplora, chi raccoglie, chi comunica, chi costruisce. Il valore nasce dalla relazione e dallo scambio.

Forse è proprio questa una buona metafora dell’innovazione agricola.

L’agricoltore porta l’esperienza del campo.

Il ricercatore porta conoscenza scientifica.

Il consulente aiuta a interpretarla.

L’impresa tecnologica sviluppa strumenti.

Ma il valore nasce quando queste competenze riescono davvero a incontrarsi.

Digital Farmer, in fondo, nasce proprio qui

Dal 2019 Digital farmer prova a portare innovazione tra i filari, condividendo tecnologie, ricerca, progetti, esperienze e occasioni di formazione.

Ma condividere informazioni è soltanto il primo passo.

Il vero valore nasce quando l’informazione diventa conoscenza, la conoscenza diventa competenza e la competenza diventa una decisione migliore in azienda.
159000
Digital farmer logo
Digital farmer

02 set 2026, 17:11

Photo
La tecnologia in agricoltura non basta. Bisogna accompagnarla o meglio traghettarla fino in campo.
Fino a quel fatidico ultimo miglio terrestre o marino...

C’è una domanda che dovremmo farci più spesso quando parliamo di innovazione agricola:

perché tante tecnologie potenzialmente utili fanno così fatica a entrare davvero nelle aziende?

Sensori, droni, satelliti, piattaforme digitali, DSS, irrigazione di precisione, rateo variabile.

Gli strumenti non mancano.

Ma c’è un passaggio decisivo che spesso dimentichiamo:

un dato non è ancora una decisione.

Un sensore può dirci quanto è umido il terreno, un satellite può mostrarci una diversa vigoria vegetativa, un DSS può suggerire un intervento.

Poi, però, qualcuno deve decidere cosa fare.

E quel qualcuno è l’agricoltore.

È qui che entra in gioco https://www.techcoachproject.eu/.

Maggiori dettagli. 🔽🔽🔽
128000

Showing 30 of 50 posts

Valutazione

Accesso richiesto

Frequently Asked Questions

Di cosa parla il canale Telegram Digital farmer?+

Digital farmer (@innovazioneinagricoltura) è un canale Telegram elencato in Adulti 18+ su tgdio. Questo profilo mostra classifica, valutazioni, recensioni e post recenti così puoi decidere prima di iscriverti su Telegram. Al momento elenca circa 1029 iscritti su tgdio.

Come mi unisco a Digital farmer (@innovazioneinagricoltura) su Telegram?+

Apri il profilo del canale su tgdio, poi usa Join / Open in Telegram per andare su @innovazioneinagricoltura nell’app o sul web di Telegram e iscriverti gratis.

Digital farmer è un buon canale Adulti 18+?+

Su tgdio puoi controllare valutazione, recensioni, classifica e ultimi post di Digital farmer prima di unirti. Al momento elenca circa 1029 iscritti su tgdio. Confrontalo con canali Adulti 18+ simili.

Dove vedo le statistiche e i post di Digital farmer?+

Su tgdio, apri la pagina @innovazioneinagricoltura per statistiche iscritti, classifica, valutazioni e post recenti. Usa il link Stats per grafici di crescita e attività.