Si tratta di una spiegazione plausibile? E, soprattutto, quanto è documentata?
Per affrontare la questione occorre anzitutto comprendere che cosa sia accaduto negli Stati Uniti. La crisi americana non è cominciata con il fentanyl prodotto illegalmente, ma con la straordinaria espansione delle prescrizioni di analgesici oppioidi negli anni Novanta. Le campagne commerciali dell’industria farmaceutica, la sottovalutazione dei rischi di dipendenza e il cambiamento delle pratiche mediche contribuirono a creare una domanda di oppioidi di dimensioni eccezionali.
Secondo la periodizzazione dei Centers for Disease Control and Prevention, all’aumento dei decessi associati agli oppioidi prescritti seguì, intorno al 2010, una seconda ondata caratterizzata dall’eroina. Dal 2013, una terza ondata vide crescere rapidamente le morti legate agli oppioidi sintetici, soprattutto al fentanyl illecito. Le tre fasi si sovrappongono e non descrivono un percorso identico per tutti i consumatori, ma restituiscono la profondità della trasformazione del mercato americano.
L’Italia ha seguito una storia diversa. Non ha conosciuto un’espansione paragonabile delle prescrizioni di oppioidi e presenta caratteristiche differenti sia nella domanda sia nell’organizzazione del mercato illegale. Prima di attribuire alle mafie il merito paradossale di aver tenuto lontano il fentanyl, bisogna dunque considerare il peso delle condizioni sanitarie, economiche e sociali.
C’è poi un altro elemento che rende il quadro meno rassicurante di quanto potrebbe sembrare. Il fentanyl non è l’unico oppioide sintetico ad alta potenza. Dai nitazeni alle cosiddette orphines, responsabili di gravi intossicazioni e decessi, la loro presenza mostra quanto rapidamente possano cambiare le sostanze disponibili e i rischi per i consumatori.
L’eccezione italiana, dunque, esiste, ma non costituisce una garanzia per il futuro. E la domanda più importante potrebbe non essere soltanto perché il fentanyl non si sia diffuso su larga scala nel nostro Paese, bensì quali condizioni potrebbero consentire a questo o ad altri oppioidi sintetici di modificare gli equilibri attuali. Come, ad esempio, una sempre minore disponibilità di eroina di provenienza afgana sul mercato degli stupefacenti.
Su Spazio70, un’analisi delle evidenze investigative, delle dinamiche economiche e delle vulnerabilità del mercato italiano, per distinguere ciò che sappiamo dalle ipotesi ancora da verificare.
https://spazio70.com/nuovo-mondo-doggi/crisi-e-conflitti/fentanyl-italia-mafie-oppioidi-sintetici-copia/


























